Sotto la guida del centrodestra l’Expo si sta trasformando da essere una grande opportunità da cogliere per rilanciare Milano, servirla di nuove infrastrutture, migliorare la qualità delle periferie e creare nuovi posti di lavoro, in un problema che appare non risolvibile. Da quando l’Italia ha ottenuto, con il contributo di tutti, l’assegnazione a Milano della manifestazione, non si è fatto altro che discutere su chi doveva fare e cosa, senza mai decidere nulla, abbiamo assistito a scontri di interesse e di potere tra le diverse istituzioni ed è scomparso, dalla discussione, l’interesse pubblico. I milanesi che avevano accolto con favore l’expo ora, di fronte a questo spettacolo desolante guardano con distacco ad una vicenda che pare non li riguardi.
C’è una responsabilità grandissima di chi ci governa a Milano, in Regione e a livello nazionale se la nostra città sta rischiando una figuraccia internazionale oltre che di perdere una occasione per trasformare la città, renderla più vivibile, bella ed efficiente. L’altro giorno un giornale economico ha addirittura disegnato uno scenario per cui sarebbe in corso una trattativa per lasciare a Smirne l’expo in cambio di qualche soldo: sarebbe la conferma del fallimento di una classe dirigente e l’ulteriore dimostrazione che il centrodestra milanese non è all’altezza dei bisogni di una grande città europea.