Sono tante le ragioni che rendono necessario tagliare i costi della politica. Prima di tutto per recuperare credibilità agli occhi dei cittadini la politica deve smettere di presentarsi come qualcosa di lontano dai cittadini, dai loro problemi e un mondo a parte che, mentre la crisi mette molte famiglie in difficoltà e chiede a tutti comportamenti più sobri , non rinuncia a privilegi e non sceglie di ridurre stipendi, indennità e spese. Secondo, occorre contrastare una campagna che approfitta della giusta indignazione per gli eccessi della politica per colpire le istituzioni democratiche che vengono presentate come costose e inutili. Terzo serve a consentire un dibattito vero che, anziché fare di tutta un erba un fascio, consenta di vedere come accanto ai privilegi di alcuni restano gli ingiusti sacrifici di altri che amministrano comuni grandi e ricevono indennità bassissime che non consentono, per esempio a tanti sindaci, di dedicarsi interamente ai propri cittadini senza penalizzare le proprie famiglie.
Insomma il tema va affrontato urgentemente e non declamato, per questo il PD ha presentato in regione una proposta di legge per tagliare i costi dei consiglieri regionali. Si continua a dire che bisogna tagliare i costi della politica ma in realtà non si sta facendo abbastanza. Il governo continua, mentre propone di aumentare Iva e tariffe, a spiegare che ciò che produce il debito pubblico sono i costi della politica, non è vero, quei risparmi, purtroppo , in assenza di politiche economiche serie, di una seria riforma fiscale che faccia pagare meno lavoratori e pensionati e più i redditi alti, non bastano ma è giusto farli, partire da qui, partire da noi. Per questo mentre altri continuano a declamare la necessità di tagliare indennità e stipendi, noi proponiamo di farlo, così come si è fatto in Emilia Romagna.