Sotto la guida del centrodestra l’Expo si sta trasformando da essere una grande opportunità da cogliere per rilanciare Milano, servirla di nuove infrastrutture, migliorare la qualità delle periferie e creare nuovi posti di lavoro, in un problema che appare non risolvibile. Da quando l’Italia ha ottenuto, con il contributo di tutti, l’assegnazione a Milano della manifestazione, non si è fatto altro che discutere su chi doveva fare e cosa, senza mai decidere nulla, abbiamo assistito a scontri di interesse e di potere tra le diverse istituzioni ed è scomparso, dalla discussione, l’interesse pubblico. I milanesi che avevano accolto con favore l’expo ora, di fronte a questo spettacolo desolante guardano con distacco ad una vicenda che pare non li riguardi.

C’è una responsabilità grandissima di chi ci governa a Milano, in Regione e a livello nazionale se la nostra città sta rischiando una figuraccia internazionale oltre che di perdere una occasione per trasformare la città, renderla più vivibile, bella ed efficiente. L’altro giorno un giornale economico ha addirittura disegnato uno scenario per cui sarebbe in corso una trattativa per lasciare a Smirne l’expo in cambio di qualche soldo: sarebbe la conferma del fallimento di una classe dirigente e l’ulteriore dimostrazione che il centrodestra milanese non è all’altezza dei bisogni di una grande città europea.

SatelliteE' stato approvato l'ordine del giorno che impegna il presidente della Giunta a chiedere al Sindaco di Milano di dichiarare l' interesse pubblico dell'Expo e a valutare l'opportunità di espropriare le aree garantendo così la disponibilità dei terreni insieme alla salvaguardia delle proprietà che si vedrebbero risarcite secondo il valore delle aree e della collettività che non correrebbe il rischi di pagare le aree più del loro valore.
Di fronte all'impasse sui terreni dell'Expo che durava da un anno e mezzo, il Pd si e' assunto la responsabilita' di una proposta che oggi scopriamo essere condivisa anche dalla maggioranza. E' incredibile che ci sia voluta la minoranza per cercare di sbloccare la situazione. Questo la dice lunga sull'impasse su cui si sono avvitati Regione, Provincia e Comune.
Se davvero ci fosse stato un accordo cogente tra Comune e proprietari dei terreni su cui dovranno sorgere i padiglioni di Expo non assisteremmo da un anno a questa situazione senza sbocco Purtroppo è stata invece approvata la norma che consente alla Giunta di creare una società per la gestione dell'expo e la valorizzazione dei terreni che è come una cambiale in bianco che potrà essere gestita a proprio piacimento dalla Giunta, senza che siano chiari gli obbiettivi e i poteri.
Il testo dell'ordine del giorno
Purtroppo non è stata detta una parola sulla sicurezza dei cantieri
 Il masterplan del sito dell’Expo presentato questa mattina è apprezzabile e il lavoro degli architetti e del Politecnico è importante ed innovativo.
L’Orto delle biodiversità deve diventare un nuovo simbolo di Milano e, insieme al Centro per lo sviluppo sostenibile, deve restare vivo e funzionale anche dopo il 2015. Su questo ci attendiamo da Moratti e da Formigoni parole chiare che oggi sono mancate.
Ci sarebbe piaciuto, e sarebbe stato importante, se si fosse parlato di sicurezza dei cantieri e di difesa dalle infiltrazioni criminali, peccato sia mancata la sensibilità.
Il progetto di legge su questi temi firmato dal PD nella scorsa legislatura regionale, che non si è mai voluto discutere, è ancora più che valido e sarà la prima proposta che presenteremo appena sarà insediato il nuovo Consiglio.
SatelliteAbbiamo votato contro la legge per la razionalizzazione del sistema amministrativo regionale discussa oggi in Consiglio.
La legge approvata, che prevede l’unificazione di Irer e Iref, la soppressione di Irealp e altre novità riguardo l’Arpa e l’Ersaf e varie società a partecipazione regionale, non sceglie, secondo il consigliere del Pd Franco Mirabelli, la trasparenza.
Facendo la scelta di far dipendere questi enti direttamente dalla Giunta e di togliere ogni ruolo al Consiglio regionale  si svuotano di funzioni amministrative i consigli  di amministrazione, si rafforza il ruolo dei direttori e si crea un rapporto di dipendenza molto forte tra la Giunta e queste società, su questioni che non devono essere governate dalla Giunta ma da tutta la Regione.
Non si può pensare che materie come la statistica, la formazione e la ricerca, di cui si occuperà la nuova società, o questioni come le analisi sull'ambiente, siano legate ad un mandato elettorale anzichè alla necessaria oggettività dei dati .
Il problema centrale è la questione del ruolo del Consiglio regionale rispetto agli enti che appare da questa operazione di razionalizzazione cancellato. Essi dipendono solo dalla Giunta
Per queste ragioni abbiamo votato contro nonostante i miglioramenti che abbiamo ottenuto sulle condizioni e le garanzie per il personale, per tutelare il patrimonio di competenze di IREALP e garantire un ruolo forte al comitato scientifico della nuova società, il riconoscimento del ruolo delle università e degli enti locali nel definire gli indirizzi di ricerca e formazione e la presenza di un membro delle minoranze nel cda.

Carissimi,

il coordinamento regionale donne del Pd della Lombardia, unitamente alle donne della segreteria regionale e alle firmatarie del presente documento, chiede che sia garantita la presenza di genere  negli organi del Consiglio regionale e la paritaria rappresentanza di genere nelle nomine in enti, consorzi, società partecipate per le quali i Consiglieri regionali sono chiamati ad esprimere proposte.

Consideriamo, questo, un preciso impegno in coerenza con lo Statuto del partito, con l’art. 11 dello Statuto della Regione Lombardia ed una risposta alle aspettative e alle potenzialità degli elettori ed elettrici del PD.

Per il raggiungimento di questo prioritario obiettivo, il coordinamento si impegna anche a costruire un albo delle competenze femminili.

Siamo certe di interpretare con questo nostro appello la sensibilità della segreteria, dei circoli, del partito tutto e di fornire un indispensabile strumento di modernità per la nostra Regione e per il nostro Paese.

Articoli correlati

Condividi

Condividi su facebook