27 Luglio 2010
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Novità e Commenti
Di fronte all'impasse sui terreni dell'Expo che durava da un anno e mezzo, il Pd si e' assunto la responsabilita' di una proposta che oggi scopriamo essere condivisa anche dalla maggioranza. E' incredibile che ci sia voluta la minoranza per cercare di sbloccare la situazione. Questo la dice lunga sull'impasse su cui si sono avvitati Regione, Provincia e Comune.
Se davvero ci fosse stato un accordo cogente tra Comune e proprietari dei terreni su cui dovranno sorgere i padiglioni di Expo non assisteremmo da un anno a questa situazione senza sbocco Purtroppo è stata invece approvata la norma che consente alla Giunta di creare una società per la gestione dell'expo e la valorizzazione dei terreni che è come una cambiale in bianco che potrà essere gestita a proprio piacimento dalla Giunta, senza che siano chiari gli obbiettivi e i poteri.
Il testo dell'ordine del giorno
Ribadito che l’Expo 2015 rappresenta un’occasione straordinaria di rilancio per Milano e la Lombardia ed una opportunità forse irripetibile per lo sviluppo dei nostri territori.
Esprime forte preoccupazione per la mancata soluzione dell’ acquisizione dei terreni su cui dovrà, secondo il dossier presentato al BIE, essere realizzato l’Esposizione universale del 2015.
Considerato che la mancata soluzione della questione rischia di compromettere in parte o, addirittura in toto lo svolgimento della manifestazione.
Preso atto che le difficoltà per l’acquisizione della disponibilità delle aree è la diretta conseguenza della scelta fatta all’atto della definizione della candidatura, prevedendo la realizzazione di un evento di importanza straordinaria su terreni di proprietà di privati.
Preso atto che il Comune di Milano, che deve decidere, non ha ancora dichiarato le aree interessate come aree di interesse pubblico.
Ritenendo improcrastinabile mettere le aree interessate al più presto nella disponibilità dei soggetti che devono realizzare l’evento, garantendo al contempo, nella valutazione delle aree, la salvaguardia in via prioritaria dell’interesse pubblico.
Considerato che l’istituto dell’esproprio rimane la strada maestra, adatto a coniugare sia l’esigenze della proprietà con un risarcimento adeguato al valore delle aree sia quelle del pubblico con la possibilità di avere la disponibilità delle aree senza dover percorrere strade controverse ed improvvisate.
PER QUANTO NELLE PREMESSE IL CONSIGLIO INVITA IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA
- A chiedere al sindaco di Milano, quale autorità competente, che in forza della pubblica utilità di EXPO 2015, definisca tempestivamente l’utilità pubblica delle aree sulle quali andrà a svilupparsi l’evento internazionale.
- A chiedere che la valutazione delle aree sia effettuata da un collegio di personalità super partes a garanzia di tutti.
- A seguito di ciò a voler valutare l’opportunità di richiedere l’esproprio delle aree per evitare un contenzioso senza soluzioni che porterebbe al fallimento dell’intera manifestazione,
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