15 Dicembre 2009
Nel bilancio regionale 2010 non c’è un euro in più sulle politiche per la casa, nonostante la crisi e a dispetto della propaganda del governatore. E la legge sulle case Erp, come avevamo previsto e denunciato per tempo, ha prodotto un aggravio di costi per le famiglie.
Franco Mirabelli, consigliere regionale del PD, spiega così le ragioni delle proposte per “rendere più equa” la politica regionale per la casa contenute in un pacchetto di dodici emendamenti che sarà discusso in Consiglio regionale, a partire da domani, durante la sessione di bilancio.
“Occorrono correzioni di rotta significative, sia sul costo dell’abitare che sulle occupazioni abusive. Le famiglie hanno perso reddito a causa della crisi, noi proponiamo di estendere a tutti gli inquilini delle case Aler e comunali il blocco dell’adeguamento Istat fino a tutto il 2011, e poi di agire sul costo della vita, modificando alcuni criteri che determinano l’importo dei canoni. Per chi è in affitto in case private proponiamo l’aumento del fondo di sostegno affitti di ulteriori 15 milioni di euro oltre ai 19 milioni previsti nel bilancio 2010, perché sono molte migliaia le famiglie che quest’anno, per la prima volta, hanno chiesto il contributo pubblico. E purtroppo molte non vi possono accedere perché, pur avendo perso il lavoro, non possono dimostrare fino alla prossima dichiarazione dei redditi la loro condizione”.
“Sulle occupazioni abusive - aggiunge Mirabelli – occorre dare ai comuni e alle Aler strumenti per distinguere tra i criminali e chi è entrato regolarmente in una casa popolare e poi ha visto cadere le condizioni per rimanervi. Bisogna saper aiutare chi è in stato di bisogno, e per farlo occorre aumentare il reddito grazie al quale si può rimanere nell’alloggio, oggi fissato a 14mila euro, cioè al reddito d’accesso”.
Il PD è invece d’accordo a favorire la possibilità per Aler e comuni di vendere il patrimonio entro il 20%, come stabilito dalla legge, per permettere di incamerare maggiori risorse da reinvestire in manutenzioni straordinarie e in nuove edificazioni, ma ha presentato emendamenti per attenuare la mobilità forzosa (obbligo di abbandonare l’appartamento entro cinque anni per chi non compra).
“Quella parte della legge è rimasta inapplicata – spiega Mirabelli -. Proponiamo che nelle modifiche che la maggioranza vuole introdurre si aggiungano norme a tutela degli inquilini che non possono comprare, a cui deve essere lasciata la possibilità di restare in usufrutto nell’alloggio”.



