MOZIONE URGENTE

 Il Consiglio regionale della Lombardia
 PREMESSO CHE
 in data 13 luglio 2005 è stata depositata presso la Struttura Valutazione di impatto ambientale della Direzione Generale Territorio e urbanistica – da parte di Fertilvita S.r.l., con sede legale in Milano – la richiesta di pronuncia di compatibilità ambientale relativa al progetto per la realizzazione e gestione di un ‘bioreattore attivabile’ per la degradazione di rifiuti non pericolosi, in località Cascina Maggiore, nel Comune di Giussago (PV), con contestuale riqualificazione ambientale del centro integrato di trattamento e smaltimento rifiuti di Lacchiarella – Giussago;

in data 15.07.2005 è avvenuta la pubblicazione dell’annuncio del deposito sul quotidiano “la Repubblica”, ai sensi dell’art. 8 dell’atto di indirizzo;

 il proponente ha depositato in più riprese documentazione integrativa e precisazioni in merito alle attività di progetto, in data 16.09.2005, 11.05.2006, 16.03.2007, 26.06.2007;

 che la procedura di V.I.A. risulta endoprocedimentale all’istanza autorizzativa contestualmente attivata dal Proponente ai sensi del d.lgs. 59/2005;

 la Regione con Decreto n. 1503 del 17 febbraio 2009, a conclusione dell’iter per il rilascio della Compatibilità Ambientale ha espresso parere positivo al progetto con la limitazione alla realizzazione ed alla gestione dei nove lotti funzionali previsti nei primi cinque anni di esercizio.

 CONSIDERATO CHE

 il sito interessato è un’area annessa all’esistente “centro integrato di trattamento rifiuti” (CITR) posto a cavaliere tra i Comuni di Lacchiarella (MI) e Giussago (PV), a cavaliere delle Province di Milano e Pavia

 il sito di progetto ricade in una vasta area vincolata per motivi paesaggistici, ai sensi della l.1497/1939 [oggi sostituita dal d.lgs. 42/2004], con decreto del Presidente della Giunta Regionale del 23.01.1979, recante “Dichiarazione di notevole interesse pubblico della zona ad est del Naviglio di Pavia nei Comuni di Giussago, Vellezzo Bellini e Certosa di Pavia”.

 PRESO ATTO CHE:

 nel corso della fase istruttoria gli Enti interessati hanno espresso pareri contrari e, quando non tali, fortemente prescrittivi in merito alla realizzazione del ‘bioreattore attivabile’ nell’area prevista dal progetto e questo anche attraverso delibere degli Enti interessati stessi;

 in particolare, il Comune di Lacchiarella, con deliberazione del Consiglio n. 6 del 20.02.2006 e successiva nota del Sindaco prot. 7514/SM del 09.06.2008, evidenziava come l’impianto in progetto non trova riscontro nella programmazione della Provincia di Pavia né della Provincia di Milano, la quale nel documento programmatico per il Piano di gestione dei rifiuti esplicita come finalità prioritario l’annullamento del ricorso alla discarica;

 contro il progetto di è attivata una larga mobilitazione che ha portato alla raccolta di migliaia di firme tra cui quelle dei 18 sindaci dei Comuni limitrofi;

 durante la Procedura di V.I.A. il Comune di Lacchiarella era commissariato e i Comuni limitrofi al sito non sono stati coinvolti.

 VALUTATO CHE:

 la localizzazione del progetto contrasta con l’assetto attuale e le previsioni di sviluppo del territorio, tra l’altro già interessato dalla presenza di aziende a rischio di incidente rilevante;

 il progetto è tale da generare significativi e non risolti impatti in termini olfattivi, di carico viabilistico, di effetti sul paesaggio e, in generale, di qualità della vita della popolazione locale e inoltre, è rilevante il rischio di esplosione e di incendio generato dall’impianto in progetto;

 ogni atto degli enti e lo stesso provvedimento della Direzione regionale evidenziano la necessità, in fase gestionale, di un monitoraggio ambientale considerevole, stante le caratteristiche dell’impianto proposto.

 IL CONSIGLIO REGIONALE IMPEGNA LA GIUNTA

 a sospendere l’esecuzione del Provvedimento in quanto il sito di progetto insiste in un ambito sottoposto a vincolo paesaggistico [d.lgs. 42/2004] il che costituisce un fattore penalizzante anche se non escludente la localizzazione del bioreattore;

 ad aprire una nuova fase istruttoria che vincoli l’autorizzazione agli esiti della valutazione dell’incidenza ambientale dell’intero contesto entro cui viene a collocarsi il ‘bioreattore attivabile’, in specifico rispetto del complesso degli impianti del centro integrato e alla presenza di aziende a rischio sul territorio degli enti interessati.

 Milano, 15 giugno 2010

 

 

FRANCO MIRABELLI

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