Nella mozione abbiamo chiesto che il Presidente della Regione non firmi l'accordo di programma in discussione e riapra il confronto per realizzare in quell'area un progetto vero di reindustrializzazione che crei nuovi posti di lavoro, definisca un polo avanzato di "green economy e investa sul futuro produttivo ed economico dell'area metropolitana milanese in cui ogni giorno si perdono realtà produttive e quindi posti di lavoro.




                                                                                                                    MOZIONE

(ART. 122 REGOLAMENTO GENERALE DE CONSIGLIO REGIONALE)

 

Il Consiglio Regionale della Lombardia,

PREMESSO CHE:

il 26 giugno 1997 la Regione Lombardia si impegnava in un Accordo di Programma per la reindustrializzazione dell’area ex Fiat Alfa Romeo, accordo rinegoziato nel 2004 e scaduto il 25 settembre 2007;

nella riunione del collegio di Vigilanza del 26 settembre 2006 tra le parti coinvolte (Regione Lombardia, Provincia di Milano, Comune di Arese, Comune di Lainate, Comune di Garbagnate Milanese, Comune di Rho, Agenzia Nazionale per l’Attrazione degli Investimenti e lo Sviluppo d’Impresa S.p.A., ABP s.r.l., Immobiliare Estate Sei S.p.A) si convenne sull’opportunità che la Regione Lombardia promuovesse un nuovo Accordo di Programma per un complessivo rilancio dell’area, in conformità alle nuove ipotesi progettuali per lo sviluppo dell’ex polo industriale e l’insediamento di attività produttive ad elevato contenuto innovativo e tecnologico;

il 21 novembre 2007 sempre la Regione Lombardia riteneva necessario “promuovere la crescita competitiva dell’area ex Fiat Alfa Romeo, attraverso interventi di rilancio di attività compatibili con l’evoluzione del settore produttivo, favorendo l’insediamento di imprese industriali, artigianali, della distribuzione e dei servizi, anche in relazione all’intervenuta apertura della Fiera internazionale di Milano, che favorisce i processi di innovazione e di internazionalizzazione delle attività produttiva di beni e di servizi che si insediano nell’intera area territoriale”;

nonostante la riprogrammazione progettuale dell’area, con la progressiva introduzione e ampliamento degli spazi destinati ai servizi e alla distribuzione, le nuove opportunità indotte dall’apertura dei padiglioni della Fiera internazionale di Milano, il progetto dell’area non decolla tanto che il 15 luglio 2009 la Regione Lombardia delibera una nuova revisione del progetto che porta a privilegiare ulteriormente le funzioni commerciali e a standard: un parcheggio in funzione dell’Expo e opere infrastrutturali;

dell’originario progetto di insediamento di attività produttive ad elevato contenuto innovativo e tecnologico si iniziano a perdere le tracce, tanto che nella comunicazione svolta dal Presidente della Regione alla Giunta del 2 dicembre del 2009 avente ad oggetto “Accordo di programma per la riqualificazione e la reindustrializzazione dell’area ex Fiat Alfa Romeo di Arese” si afferma che il “nuovo Accordo di Programma ha come punto di partenza la considerazione delle esigenze del territorio e come obiettivo la valorizzazione degli aspetti relativi alla mobilità sostenibile ed alla qualità architettonica degli spazi”, mentre la parte dell’innovazione è relegata in un non meglio definito ”Centro per la mobilità sostenibile”;

la parte infrastrutturale prevede la realizzazione di un sistema di mobilità collettiva (tram o filovia) con il finanziamento dello Stato per 53 milioni e di alcune opere di circonvallazione stradale funzionali allo sviluppo commerciale dell’area;

CONSIDERATO CHE:

la recessione in corso sta provocando vasti fenomeni di deindustrializzazione di aree importanti della nostra regione; il fenomeno assume aspetti particolarmente significativi nell’area metropolitana dove la dismissione della produzione e il cambio di destinazione delle aree in questo momento di particolare sofferenza può rappresentare un’occasione per plusvalenze immediate;

la previsione di realizzazione nell’area di un centro commerciale su una superficie complessiva di circa 77.000 mq., localizzato a meno di un chilometro da un analogo centro commerciale che sarà realizzato in comune di Garbagnate M.se, avrebbe la conseguenza di una messa in seria difficoltà di sopravvivenza delle piccole attività commerciali esistenti ad oggi nel tessuto urbano consolidato, nonostante la previsione di alcuni contributi economici compensativi;

 

lo stralcio dall’AdP della realizzazione delle infrastrutture viabilistiche necessarie alla sostenibilità degli interventi previsti, con il rimando ad accordi ulteriori successivi crea incertezza su un fattore decisivo come quello della mobilità;

 

la previsione di realizzazione di ingenti quantità di edilizia residenziale non è accompagnata da alcuna previsione di realizzazione di servizi alla residenza e di servizi alla persona;

RIBADITO CHE:

la diffusione dello sfruttamento immobiliare delle aree dismesse e il proliferare di strutture distributive con la progressiva espulsione delle attività produttive senza la sostituzione delle funzioni mature con nuove attività di contenuto innovativo e tecnologico rappresentano un impoverimento dell’area metropolitana e un danno per il “sistema Lombardia”;

VISTO CHE:

il Consiglio Comunale di Rho ha espresso parere negativo sull’attuale ipotesi di AdP;

 

PER QUANTO PREMESSO IL CONSIGLIO IMPEGNA LA GIUNTA:

A NON SOTTOSCRIVERE L’ACCORDO DI PROGRAMMA PER PROCEDERE:

à        ad una riconsiderazione dell’attuale piano dell’area ex Fiat Alfa Romeo per rilanciare l’originario intendimento dell’Accordo di Programma per lo “sviluppo dell’ex polo industriale e l’insediamento di attività produttive ad elevato contenuto innovativo e tecnologico”;

à        a far sì che quest’area diventi il prototipo di un nuovo e moderno modo di far impresa promuovendo un polo avanzato della “green economy” capace di invertire l’attuale tendenza alla deindustrializzazione dei nostri territori per ricostituire un mix virtuoso tra ricerca, innovazione, produzione e distribuzione con i necessari servizi proprio delle realtà metropolitane dinamiche ed innovative, evitando che un luogo carico di memoria per la storia dell’innovazione e della produzione del nostro Paese diventi un’area con funzioni dequalificate (parcheggi, svicoli e centri commerciali) a servizio di altre infrastrutture (Fiera ed Expo).

 

Milano, 25 maggio 201

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