Zona9Intervista a Franco Mirabelli, consigliere regionale del Partito Democratico.
a cura di Daniele Cazzaniga
“Questa legislatura è stata segnata dalla legge 27 sull’edilizia residenziale pubblica, voluta dal centro destra, che non ha risolto i tanti problemi delle case popolari e ha, invece, aggravato le condizioni abitative per molte famiglie e creato nuove ingiustizie”.
Lo afferma Franco Mirabelli, consigliere regionale del Pd, il quale continua: “La famosa legge 27, proprio mentre si toglieva l’Ici ai redditi più alti che non hanno certo bisogno d’aiuto (agli altri l’aveva già tolta il governo Prodi), ha aumentato mediamente del 40% i canoni ed a questo si sono aggiunti i continui aumenti delle spese. Insomma, proprio mentre la crisi morde di più, la Regione invece di aiutare le famiglie più in difficoltà aumenta gli affitti. Nonostante ciò siamo riusciti con le nostre battaglie ad ottenere alcune modifiche importanti (per la sicurezza, per evitare che chi era in decadenza perdesse la casa, per consentire all’Aler di abbattere i canoni del 20% e ai comuni del 30%), il bilancio non può essere che negativo: per gli inquilini sono aumentati i costi ma non la qualità e i problemi si sono spesso aggravati”.
  Riguardo ai nostri quartieri inquinati dal racket riscontriamo qualche segnale di “normalizzazione” ma an- che la drammatica scelta di Sos Usura di gettare la spugna (vedi numero scorso). Come leggere tutto ciò: che le forze di polizia stanno facendo il loro dovere contro l’illegalitĂ , mentre le Istituzioni, Comune e Regione in primis, hanno fallito nella loro opera di socializzazione, inclusione e riqualificazione?
Il gesto estremo del movimento antiracket ha in sè una denuncia fortissima. Spesso coloro che si battono contro il degrado e la criminalità si sentono abbandonati da Comune e Regione. E' proprio da qui che nascono illegalità e insicurezze, dalla solitudine che vivono tanti cittadini in quei quartieri, dalla percezione di essere in luoghi abbandonati a se stessi, in cui nessuno si cura del decoro, di riparare i vetri rotti, di cambiare le lampadine, di aggiustare gli ascensori. Le forze dell’ordine fanno il loro dovere e lo fanno bene, ma serve un Comune presente, impegnato a ricostruire la convivenza civile in quartieri in cui rischia di vincere la prepotenza e non la solidarietà, la sfiducia anzichè la speranza.
Cosa occorre fare per migliorare l’attuale legge che regola il mondo Aler?
Semplicemente cambiare. Chi governa la Lombardia da 15 anni ha perso di vista i bisogni concreti dei cittadini e ha dimenticato che la politica serve ad aiutare chi ne ha bisogno e a garantire i diritti, non a gestire il potere. La legge va cambiata radicalmente, vanno riformate le Aler, bisogna modificare il sistema di calcolo degli affitti per renderli sostenibili, bisogna investire risorse per le manutenzioni ordinarie e straordinarie, si devono cambiare i criteri di assegnazione per evitare che i quartieri popolari si trasformino in ghetti.
Soddisfatto del suo lavoro in Regione in questa legislatura? C’è qualcosa che avrebbe voluto gestire meglio?
La soddisfazione sta nell’essere riusciti insieme a tanti comitati e sindacati a modificare la legge 27 in molte sue parti (decadenza, sicurezza, vendite, mobilita? forzosa ecc.). Credo che sia stata la prima volta in Regione Lombardia che una legge venga riportata in consiglio dopo solo 9 mesi dalla approvazione e su richiesta della opposizione. Il rammarico resta quello di non essere riusciti abbastanza a dimostrare l’assurdità di una legge che ha voluto sopperire alla mancanza di soldi per i gestori aumentando i canoni agli inquilini e ottenendo il risultato di impoverire le famiglie senza risolvere il problema delle risorse per i gestori.

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