affariitaliania cura di Fabio Massa

Franco Mirabelli è un consigliere regionale uscente del Pd.  E' un uomo politico di lungo corso, dalla grande esperienza e dalla grande operatività. Mirabelli, che è stato anche coordinatore della mozione Franceschini in Lombardia, sceglie Affaritaliani.it per spiegare la sua campagna elettorale ("Sto lavorando molto, e la gente risponde"), per fare un pronostico ("La sfida è durissima, ma stiamo recuperando") e per intervenire anche sulla questione delle Comunali 2011 ("Il sindaco? Dipende qual è la logica con la quale sceglierlo. Se deve essere un esponente della società civile oppure se deve essere frutto di una proposta politica tout court. Solo dopo si deciderà sulle primarie".

Franco Mirabelli, lei si ricandida. Come ha risposto la gente al suo appello?

-     La gente che incontro nei mercati, nelle iniziative, nei paesi dimostra che troppo spesso la politica ufficiale, quella dei giornali e delle televisioni ha una percezione della realtà diversa da quella che hanno le persone. Faccio un esempio: la crisi c'è ed è molto evidente. Mi pare che ci sia, rispetto agli ultimi anni, soprattutto da parte degli elettori che si riconoscono nel centrosinistra, maggior attenzione e voglia di mobilitarsi.

In questa campagna elettorale il Pd si è schierato compatto o per correnti?
-    Io non rappresento una corrente, io sono un consigliere uscente. Ho lavorato 5 anni, affrontando i problemi del territorio: casa, infrastrutture, trasporto pubblico. Stiamo lavorando in maniera unitaria. Io non sono sicuramente una candidatura di corrente: chiedo solo il riconoscimento di un'operatività. Giudicheranno gli elettori.

Penati ce la può fare?
-    Io sento una sensazione diversa dagli ultimi anni. Il gap è significativo ma mi pare che ci sia più mobilitazione che nel passato. Sono sicuro che recupereremo dall'astensionismo e che ci sia voglia di cambiare. Dipende che cosa faranno gli elettori delusi di centrodestra.

In queste ore si sta già pensando alle comunali, sia a destra che a sinistra. Cosa ne pensa?
-    La mia opinione è che la Regione è un ente molto importante, anche se a volte la si sente lontana. Occorre concentrarsi su questo. Chiarito questo concetto, dico che il risultato delle Regionali darà indicazioni rispetto all'appuntamento di Milano 2011: sul consenso del Pd, della Moratti. Io penso che il tema non sia il metodo con cui scegliamo il candidato, ma quale operazione politica si vuole fare.

Cioè?
-    Dipende dal sistema di alleanze, se si vuol fare un'operazione civica, una politica. Questa deve essere la prima discussione: se costruiamo intorno a un candidato della società milanese credibile, oppure se riproponiamo uno schieramento politico di centrosinistra tout court che si candidi al governo. E' chiaro che il metodo di scelta del candidato cambia in base proprio a questa scelta.

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