Comunicati Stampa

Sono tante le ragioni che rendono necessario tagliare i costi della politica. Prima di tutto per recuperare credibilità agli occhi dei cittadini la politica deve smettere di presentarsi come qualcosa di lontano dai cittadini, dai loro problemi e un mondo a parte che, mentre la crisi mette molte famiglie in difficoltà e chiede a tutti comportamenti più sobri , non rinuncia a privilegi e non sceglie di ridurre stipendi, indennità e spese. Secondo, occorre contrastare una campagna che approfitta della giusta indignazione per gli eccessi della politica per colpire le istituzioni democratiche che vengono presentate come costose e inutili. Terzo serve a consentire un dibattito vero che, anziché fare di tutta un erba un fascio, consenta di vedere come accanto ai privilegi di alcuni restano gli ingiusti sacrifici di altri che amministrano comuni grandi e ricevono indennità bassissime che non consentono, per esempio a tanti sindaci, di dedicarsi interamente ai propri cittadini senza penalizzare le proprie famiglie.

Insomma il tema va affrontato urgentemente e non declamato, per questo il PD ha presentato in regione una proposta di legge per tagliare i costi dei consiglieri regionali. Si continua a dire che bisogna tagliare i costi della politica ma in realtà non si sta facendo abbastanza.  Il governo continua, mentre  propone di aumentare Iva e tariffe, a spiegare che ciò che produce il debito pubblico sono i costi della politica, non è vero, quei risparmi, purtroppo , in assenza di politiche economiche serie, di una seria riforma fiscale che faccia pagare meno lavoratori e pensionati e più i redditi alti, non bastano ma è giusto farli, partire da qui, partire da noi. Per questo mentre altri continuano a declamare la necessità di tagliare indennità e stipendi, noi proponiamo di farlo, così come si è fatto in Emilia Romagna.

In questi giorni è stato approvato in Regione il nuovo regolamento per l’edilizia residenziale pubblica. E’ lo strumento che definisce le modalità per l’assegnazione delle case popolari e indica ai comuni e alle Aler gli indirizzi e i limiti entro cui prendere le decisioni. Il regolamento di quest’anno è particolarmente importante perché introduce novità rilevanti raccogliendo molte proposte del PD e dei sindacati degli inquilini e, così facendo, aiuta a risolvere o ad affrontare  concretamente alcuni problemi che vivono tanti abitanti delle case popolari.

La prima innovazione significativa riguarda l’innalzamento da 14 mila a 16 mila euro del limite di reddito al di sopra del quale non è possibile accedere alle graduatorie per le case popolari. E’ una misura apparentemente poco efficace, visto che si continua a non realizzare nuovi alloggi e questo resta il problema principale, ma è importante perché indica una strada per poter affrontare il fatto che, con le attuali norme, hanno accesso alle case popolari solo persone povere e sole con la conseguenza di trasformare i quartieri di edilizia residenziale pubblica in veri e propri ghetti in cui si vivono solitudine e emarginazione. Alzare i limiti di reddito per l’accesso dimostra la comprensione del problema e la volontà di affrontarlo anche se, in questa direzione, vi è, nel regolamento, un’altra novità più efficace e concreta che consente a comuni e Aler di destinare il 30% dei nuovi alloggi a categorie individuate, fuori dalle graduatorie, con un apposito bando. Giovano coppie, studenti universitari, agenti delle forze dell’ordine e altre figure che individuano un bisogno di casa e svolgono funzioni socialmente rilevanti (operatori  sanitari ecc.), potrebbero così vivere nei quartieri popolari, realizzando quel mix sociale di cui tanto si parla, garantendo la compresenza di redditi e di generazioni diverse e creando le condizioni per  una convivenza migliore e nuove solidarietà nei quartieri.

Ieri, dopo un mese e mezzo, l'Assessore Belotti ha risposto alla interrogazione che avevo presentato sulla discarica di Giussago-Lacchiarella (http://francomirabelli.it/html/interrogazioni/interrogazione-su-sospensione-dei-lavori-bioreattore) in cui chiedevamo alla Giunta di essere coerente con ciò che aveva precedentemente dichiarato e, a fronte della verifica del fatto che l'autorizzazione era stata data sulla base di dati errati sulla distanza dell'impianto dai centri abitati, sospendere l'autorizzazione e i lavori. Su sollecitazione dei comitati prima della risposta ho fatto presente all'assessore che sia la Provincia di Milano, sia quella di Pavia si sono nel frattempo espresse per chiedere la verifica della correttezza della valutazione di impatto ambientale, che non avrebbe previsto l'impatto sul corridoio naturalistico, e il suo aggiornamento in presenza di un mutamento del progetto determinato dalla eliminazione di un lotto per garantire il rispetto delle distanze. L'assessore ha giocato a scaricabarile. Prima spiegando che l'assessorato regionale all'ambiente di Raimondi è responsabile delle valiutazioni d'impatto ambientale e che da lì è arrivata la decisione che non sia necessario prevedere l'aggiornamento della V.I.A. a fronte dei cambiamenti del progetto, per cui non ci sarebbero ragioni da parte della Regione per sospendere l'autorizzazione. Poi dichiarando che è la Provincia di Pavia ad aver rilasciato l'autorizzazione inizio lavori e che è quindi la stessa Provincia a poterla revocare se ritiene siano necessari ulteriori approfondimenti sulla tutela delle oasi naturali. Insomma, tutte le amministrazioni di centrodestra dichiarano di voler riaprire la questione ma nessuno lo fa e intanto i lavori per la futura discarica proseguono. Quando si parla di responsabilità politiche e di rapporto trasparente coi cittadini...

L’esponente radicale Marco Cappato accusa il PD di essere troppo timido sulla vicenda delle firme apposte al listino per le regionali di Formigoni su cui la magistratura sta indagando. Capisco la voglia di farsi sentire in Campagna Elettorale ma le critiche dei radicali verso il PD sono ingiuste. Abbiamo già denunciato ampiamente e con forza le responsabilità su questa vicenda e chiesto a Formigoni di chiedere scusa ai lombardi per le gravi violazioni, ora spetta alla magistratura fare il proprio lavoro e arrivare a una conclusione. Noi, e i radicali con noi, dobbiamo impegnarci, ognuno per la propria parte, a dare forza alla proposta alternativa di governo della città che abbiamo messo in campo. È questa l’arma più efficace che abbiamo oggi e che può consentire un vero cambiamento a partire da Milano. E’ evidente che le polemiche che alimentano divisioni tra noi sono strumentali e soprattutto dannose per l’esito delle elezioni e per Pisapia.

Articoli correlati

Condividi

Condividi su facebook