Comunicati Stampa

Intervista La Russa, Mirabelli(PD): “Formigoni intervenga subito” 

“Ci auguriamo che di fronte alle vergognose e deliranti dichiarazioni di Romano La Russa, rilasciate ieri in un’intervista radiofonica al programma La Zanzara in onda su Radio 24, il presidente Formigoni intervenga per liberare la Giunta lombarda dalla presenza di un’assessore che si dichiara esplicitamente fascista e che afferma di non riconoscersi nella Costituzione italiana. Quello che è accaduto ieri è un fatto molto grave che non può essere, come spesso avviene per Romano La Russa, ridotto ad un episodio di folklore. Penso che sia incompatibile la presenza nei vertici di qualsiasi istituzione repubblicana un uomo che in maniera così spudorata si dichiari simpatizzante al Fascismo. Trovo ancora più grave che queste dichiarazioni vengano dal coordinatore provinciale del più grande partito della maggioranza lombarda e mi aspetto pertanto che qualcuno del PDL faccia sentire una voce chiara e netta che richiami alla fedeltà alla costituzione e agli ideali antifascisti come fondamento della nostra convivenza civile.” 

Così il consigliere regionale del PD Franco Mirabelli commenta indignato le dichiarazione rilasciate ieri durante il programma La Zanzara in onda su Radio 24 dall’assessore regionale alla Protezione civile Romano La Russa il quale ha elogiato il Fascismo, rivendicandone la sua verità storica, e ha bollato la Costituzione come frutto delle “bugie dei comunisti”.  

 

In merito all’indizione del nuovo fondo regionale sostegno affitti e alle dichiarazioni rilasciate dal presidente Formigoni è intervenuto il consigliere regionale del PD Franco Mirabelli: “Non si possono illudere i lombardi bisognosi con promesse vane, Formigoni abbia il coraggio di ammettere che i soldi destinati al fondo sostegno affitti sono stati dimezzati per colpa dei tagli del governo. Non si può riportare il dato relativo alla quota spesa negli ultimi dieci anni senza dichiarare quante sono le effettive risorse disponibili. La verità è che pochissimi saranno i lombardi bisognosi che saranno beneficiati dalle esigue risorse messe in campo dalla Regione Lombardia: la casa è un bene fondamentale che a parole lo stesso Formigoni sembrava non voler penalizzare, i dati dicono altro.

 

 

Quella che Filippo Penati ha compiuto in queste ore è una scelta responsabile e rispettosa del Partito democratico. Un Partito, il nostro, che tanto a livello regionale quanto a livello provinciale ha tenuto in queste settimane una posizione unitaria largamente condivisa: di fiducia nel lavoro della magistratura, di rispettosa attesa dell’esito delle indagini ma anche di difesa dagli attacchi alla propria onorabilità, in particolar modo in merito all’accusa di aver beneficiato di finanziamenti illeciti. Un atteggiamento ben diverso da chi di fronte a vicende legate a indagini della magistratura grida al complotto e mantiene i propri incarichi.

Sbaglia di grosso chi sta cercando di dipingere il Pd milanese e lombardo come diviso tra innocentisti e colpevolisti o tra anime più o meno attente al principio di legalità. Le differenze semmai stanno tra chi ha guardato alla necessità di affrontare questa fase difficile con la piena condivisione del percorso e della responsabilità comune e chi, invece, preferisce privilegiare la propria visibilità personale.

Per approvarlo entro settembre, occorre volontà politica di PDL e Lega

 Il progetto di legge per la riduzione del trattamento economico dei consiglieri regionali presentato una settimana fa dal Partito democratico è stato assegnato nei giorni scorsi alla commissione competente ed è dunque pronto per essere discusso. Dipende solo dalla volontà politica, e per questo motivo il PD torna a incalzare la maggioranza composta da PDL e Lega.

In commissione c’è un progetto di legge, quello firmato dal PD, che risponde alle indicazioni della mozione approvata in Consiglio regionale una settimana fa. È un testo che ha ricevuto consensi autorevoli e bipartisan, a questo punto bisogna passare dalle parole ai fatti in tempi brevi. Chiediamo al presidente del Consiglio regionale Davide Boni di calendarizzare la discussione in Aula del provvedimento in modo che lo si possa approvare entro il mese di settembre. Sarebbe un segnale che al di là delle tante parole potrebbe restituire credibilità alla politica e alle istituzioni.

Il progetto di legge presentato dal PD mira a far risparmiare  5 milioni di euro all’anno attraverso la riduzione del 10% dell’indennità di funzione del consigliere regionale, la cancellazione del vitalizio e la rimodulazione del trattamento di fine mandato, che passerebbe da un’annualità a legislatura a una mensilità per ogni anno effettuato, per un massimo di dieci mensilità (riduzione complessiva di almeno il 60%).

 

 

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