Comunicati Stampa

Anche oggi la commissione d'inchiesta sul San Raffaele è stata bloccata dalla maggioranza che non consente l'elezione del presidente che spetta alle minoranze. Evidentemente Pdl e Lega non vogliono approfondire le ragioni di un buco di un miliardo e mezzo in un Ente a cui la Regione Lombardia da un contributo di 600 milioni all'anno.

 

La maggioranza si sceglie il presidente, che doveva essere espressione delle minoranze

 

La commissione regionale d’inchiesta sul San Raffaele, chiesta da tutti i gruppi di opposizione ad esclusione dell’Udc, si è arenata alla prima seduta, tenutasi oggi al Pirellone. PDL e Lega hanno infatti deciso di votare alla presidenza il consigliere dell’Udc Enrico Marcora, mettendo in minoranza il candidato indicato dalle opposizioni, Franco Mirabelli del PD. Sono state dunque violate la lettera e la sostanza dello Statuto, secondo il quale il presidente della commissione d’inchiesta deve essere “espressione delle minoranze”. Dura la protesta dei consiglieri di opposizione, che hanno annunciato l’intenzione di non partecipare ai lavori della commissione, non essendoci le condizioni.

 

 

I gruppi di PD, IDV, SEL e Partito Pensionati esprimono la loro posizione in una nota:

“Se l’intenzione di PDL e Lega era quella di ostacolare la commissione regionale d’inchiesta sul San Raffaele è evidente che hanno avuto successo.

Quando in Consiglio regionale della Lombardia si discusse la legge sul contrasto alla criminalità, l’8 febbraio del 2011, l’assessore Romano La Russa presentò un emendamento per escludere Libera, la nota associazione antimafia, dai beneficiari dei contributi regionali. Tra le dure proteste delle opposizioni l’emendamento fu ritirato. Ma nel primo bando riferito a quella legge, che riguarda iniziative di contrasto alle truffe agli anziani, arrivato oggi all’attenzione della commissione affari istituzionali, Libera è esclusa. Nei criteri per accedervi, infatti, è introdotta l’iscrizione all’albo regionale delle associazioni, mentre Libera è un’associazione di carattere nazionale. Un pericoloso precedente, che potrebbe determinare l’esclusione di Libera da tutti i bandi relativi alla stessa legge.

Abbiamo in commissione  chiesto spiegazioni e cercato di far modificare il bando . L’assessorato di La Russa  ha introdotto un criterio che nella legge non c’è. Si è voluto escludere per ragioni politiche, usando una furbizia, un’associazione che combatte da anni contro le mafie. E si è introdotto un precedente, che apre la strada dell’esclusione dell’associazione dai prossimi bandi per le iniziative di sensibilizzazione contro la criminalità organizzata. La Russa in Aula era stato esplicito nell’attaccare Libera e ora, scrivendo il bando, ha dato seguito al suo intento. Per noi è inaccettabile.

 

 

Dimezzamento indennità dei consiglieri regionali, PDL e Lega votano contro la legge di iniziativa popolare

Contraria l’opposizione. 

La maggioranza di centrodestra ha votato oggi in Consiglio regionale il “non passaggio all’esame degli articoli” della legge di iniziativa popolare per la riduzione dei costi della politica, con la contrarietà delle opposizioni. Pdl e Lega hanno in sostanza accolto la relazione della Giunta secondo cui “il risultato raggiunto con la legge regionale 21/2011 (la legge bipartisan per l’abolizione dei vitalizi e del trattamento di fine mandato e la riduzione del 10% delle indennità di funzione n.d.r.) sia il più equo risultato raggiungibile”.

È proprio questa conclusione che non ha convinto il PD, che ha votato, invano, a favore del passaggio alla discussione dell’articolato.

“Non condividiamo affatto quelle conclusioni – ha spiegato in Aula il consigliere del PD Franco Mirabelli -. Con il voto di oggi si è persa l’occasione per migliorare la legge che abbiamo approvato lo scorso dicembre. C’era la spinta di oltre dodicimila firme di cittadini che avremmo dovuto cogliere. Per esempio, come sostenevamo già durante i lavori del comitato ristretto, per aumentare da 60 a65 anni l’età di percezione dei vitalizi per coloro i quali hanno già maturato il diritto, e per introdurre un contributo di solidarietà a carico degli ex consiglieri già beneficiari del trattamento pensionistico del Consiglio. Non condividevamo tutte le proposte contenute nel testo di iniziativa popolare e molte sono meno significative di quelle introdotte nella legge appena approvata, ma ciò non toglie che la chiusura a priori della maggioranza non ci è piaciuta perché è un segnale sbagliato ai cittadini”.

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