Nella seduta del 4 luglio 2007, la Giunta regionale ha approvato un progetto di legge presentato dall’Assessore alla Casa e alle Opere Pubbliche che ha la finalità di introdurre una nuova disciplina per i canoni di locazione per l’Edilizia Residenziale Pubblica - oltre 170 mila alloggi, stando ai dati della stessa Regione - e valorizzare il patrimonio ERP attraverso programmi di razionalizzazione e sviluppo.
In rapporto alla situazione economica del nucleo familiare, il nuovo canone di locazione che le famiglie dovrebbero corrispondere è definito da una percentuale di un valore locativo determinato sulla base di costi parametrici e delle caratteristiche dell’abitazione (classe demografica dei comuni, ubicazione, livello di piano, stato di conservazione, vetustà).
La nuova determinazione dei canoni, mentre comporterà un aumento generalizzato degli affitti-che si aggiungerebbe agli altri aumenti già avvenuti negli ultimi 10 anni negli alloggi Aler- non fornisce alcune garanzia per la qualità del servizio e l’eliminazione degli sprechi di gestione, anzi, con l’aumento degli affitti, scarica completamente sugli inquilini i costi per la manutenzione e il recupero del patrimonio e sui comuni i costi per l’assistenza per gli inquilini in difficoltà, non prevedendo, per esempio attraverso un Fondo di solidarietà, alcun coinvolgimento dell’Assessorato alla Famiglia della Regione Lombardia.
Inoltre, dalle prime simulazioni, l’unica certezza è l’aumento consistente del canone sociale che colpisce innanzi tutto, a parità di alloggio e di condizioni economiche, le persone sole e gli inquilini più svantaggiati, e la penalizzazione del patrimonio vecchio e degradato, Il tema è quello di garantire le risorse necessarie per le manutenzioni, cosa che non si risolve con l’aumento dei canoni. La nostra proposta è di determinare ciò che serve e reperirlo aggiungendo ad un canone sostenibile per gli inquilini le risorse di un fondo che va creato.
Il fenomeno delle occupazioni abusive degli alloggi ERP è affrontato in maniera poco rigorosa e ambigua: non si fa un esplicito riferimento a tale grave problema, non si distingue tra chi è affettivamente in uno stato di necessità e ha bisogno di essere tutelato, e chi occupa invece un alloggio ricorrendo a metodi intimidatori, di minaccia, se non proprio violenti.
Manca anche una chiara differenziazione tra chi, non avendo i requisiti, occupa abusivamente un alloggio, e chi invece, avendoli precedentemente, li ha in seguito persi per mutate condizioni soggettive.
Per quanto riguarda le vendite degli alloggi ERP, non solo sono state inserite condizioni più restrittive, ma, invece della tutela, si ricorre alla mobilità forzosa per gli inquilini che non intendono esercitare il diritto all’acquisto del proprio alloggio.
Oltretutto non ci sono i riconoscimenti dovuti a chi aveva chiesto di acquistare con la Legge regionale n. 360/1993 ed è stato impedito dal blocco delle vendite deciso da Regione Lombardia.
Inoltre, pur essendo realtà molto diversificate, non si fa alcuna distinzione fra i Comuni capoluogo di provincia per definire il calcolo dei nuovi canoni, con il risultato di vanificare qualsiasi obiettivo di equità. Sarebbe necessario invece tener conto delle oggettive differenze locali e avviare sul territorio tavoli di concertazione con il coinvolgimento delle organizzazioni degli inquilini.
La partecipazione di tali organizzazioni potrebbe altresì maggiormente garantire una verifica della qualità dei servizi erogati e contribuire alla predisposizione del programma di manutenzione degli alloggi ERP.
Infine, nonostante l’urgenza, è assente non solo l’avvio ma anche solo un preciso impegno per una organica riforma del sistema Aler.

(OMNIMILANO) Milano, 12 lug
- Il progetto di legge presentato dall'assessore alla Casa e alle Opere Pubbliche, Mario Scotti, e approvato dalla Giunta regionale il 4 luglio, ha sollevato le critiche dell'Ulivo.
Secondo i consiglieri Francesco Prina (Dl) e Franco Mirabelli (Ds), il pdl sarebbe ambiguo e non affronterebbe i problemi intrinseci dell'edilizia pubblica.
"L'unica conseguenza concreta di questa legge è l'aumento del canone d'affitto, ma questo aumento è inutile ed inefficace ed è vissuto dalle famiglie come un aggravio significativo", ha commentato Mirabelli.
I consiglieri hanno infatti evidenziato che "anche gli inquilini di prima fascia con un canone d'affitto pari a 7 euro mensili, circa 18.400 famiglie, pagano in realtà 100-150 euro al mese per le spese".
Per trovare le risorse e permettere ai gestori delle case di risolvere il degrado e di migliorare la qualità dell'abitare, l'Ulivo propone di istituire un Fondo di solidarietà che coinvolga anche l'Assessorato alla Famiglia.
"Bisogna cambiare la struttura dei canoni e pensare, alloggio per alloggio, quanti sono i soldi da garantire al gestore per migliorare le abitazioni. Stabilito questo gli inquilini partecipano al costo con una quota, che deve però essere sostenibile per le famiglie, e il resto deve essere messo dal pubblico. Deve esserci un fondo per garantire ai gestori di risolvere questo degrado", ha spiegato Mirabelli.
Secondo i consiglieri dell'Ulivo, il Pdl approvato in giunta non affronta il problema dell'abusivismo.
Per risolvere l'emergenza degli alloggi occupati illegalmente "bisogna stabilire chi ha i requisiti per avere una casa e chi invece si appropria criminosamente degli appartamenti e magari alimenta anche un mercato criminale degli alloggi" ha sottolineato Prina.
Tra i 5mila alloggi occupati abusivamente (su un totale di 83mila) ci sono infatti persone che hanno perso il diritto di locazione, "ma erano entrati nella casa legalmente" puntualizzano i consiglieri, che aggiungono "manca un reale monitoraggio del fenomeno abusivismo".
Un'altra questione affrontata riguarda la vendita degli appartamenti dell'edilizia pubblica agli inquilini.
L'Ulivo è favorevole alla vendita perché "tutti i proventi saranno reinvestiti nell'edilizia pubblica e ci sono forti richieste ad acquistare da parte degli inquilini stessi", ma è necessario tutelare chi non può permettersi di comprare.
"Non si può pensare che chi non compra venga mandato via" ha detto Mirabelli, "e il Pdl approvato non dà garanzie a riguardo".
In conclusione è stata evidenziata l'esigenza di riformare l'Aler, "l'edilizia pubblica è cambiata ed è quindi necessario riorganizzare l'Aler per avere una maggiore trasparenza e per mettere fine agli sprechi" hanno concluso i due consiglieri.

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