31 Maggio 2010
Dopo anni di battaglie finalmente si è raggiunto un primo, significativo e concreto, risultato sul fronte della riduzione degli affitti delle case Aler di Milano che, con la legge 27 del 2007 la Regione Lombardia ha aumentato per molti in modo consistente. Grazie alle modifiche ottenute dal PD in Consiglio Regionale durante la scorsa legislatura è stato possibile rivedere, ribassandoli, i canoni e ottenere altri benefici per le fasce più deboli.
Il 12 maggio Aler e sindacati hanno firmato un accordo che comporta per gli inquilini un risparmio che si aggira attorno ai 20 milioni di euro per il 2009 e il 2010. In concreto gli affitti verranno ridotti del 6% per il 2009 e del 6,5% per il 2010 per tutte le fasce di reddito esclusa la decadenza. Sulla base di questa scelta verranno restituiti i soldi pagati in più nel 2009 dal 1 gennaio del 2011 e quelli pagati in più nel 2010 dal 1 settembre 2010. Dal 1 settembre in poi le riduzioni saranno a regime. Ovviamente questa riduzione si applicherà per coloro a cui la legge 27 ha aumentato l’affitto.
Oltre alla riduzione dei canoni l’accordo prevede anche, per gli inquilini in fascia di protezione, quelli più deboli, un contributo annuo a partire dal 2009 di 5,16 euro al metro quadrato per abbattere i costi di riscaldamento.
Credo sia necessario sottolineare l’importanza di questo risultato per almeno tre ragioni. La prima, la più ovvia, è che, in tempi come questi di crisi economica e di difficoltà per tanti , si rende il peso del costo dell’abitare un po’ più leggero per i bilanci delle famiglie. La seconda è che finalmente si inizia a intervenire anche sul fronte delle spese, ed in particolare del riscaldamento, che, per tanti, costituiscono un costo maggiore dell’affitto , infatti vengono spesso pagate da tutti allo stesso modo e per i redditi più bassi diventano insostenibili. Infine, l’accordo raggiunto tra Aler e Sindacati apre una strada che ora deve essere intrapresa anche dal Comune di Milano per quel che riguarda i proprio patrimonio. E’ grave il fatto che, nonostante il consiglio comunale si sia espresso in questo senso, non sembri esserci, da parte della Moratti, la volontà di trovare un accordo che riduca gli affitti anche per chi vive nelle case comunali.
L’accordo sui canoni non è certo risolutivo, non sana tutti i problemi che la legge sui canoni ha comportato per chi vive nelle case popolari, ma è un primo passo che dimostra che insieme opposizione, sindacati e inquilini, possono ottenere risultati impegnandosi insieme e lasciando da parte l’interesse di parte e la propaganda per far prevalere i diritti e i bisogni delle persone.






