16 Febbraio 2008
INIZIATIVA 14 FEBBRAIO 2OO8 SULLA LEGGE SUI CANONICase popolari, i sindaci lanciano l´allarme sfratto. La Repubblica 15 FEBBRAIO di LUIGI BOLOGNINI
La denuncia del Pd: va rifatta la legge regionale
I sindacati: 10mila famiglie costrette ad andarsene La Regione: abbiamo dato uno stop ai privileginei prossimi tre anni 10mila famiglie tra Milano e provincia potrebbero ricevere lo sfratto dalla casa popolare in cui abitano. Non ne avrebbero più diritto dopo la nuova legge regionale sui canoni d´affitto: «Adesso, chi ha un reddito superiore ai 28mila euro calcolato coi criteri Isee (l´indicatore della situazione economica) non ha diritto alla casa, ed è una soglia troppo bassa, bisogna alzarla almeno a 34mila euro», dice Franco Mirabelli, consigliere regionale del Pd, che in un convegno con 12 sindaci dell´hinterland ha fatto il punto sull´emergenza abitativa a Milano e provincia.
Emergenza è la parola giusta per l´ex segretario dei Ds: «A queste 10mila famiglie che si troverebbero a dover cercare casa bisogna aggiungerne altre 6mila in case Aler che si sono viste raddoppiare il canone perché il valore calcolato dell´immobile è stato equiparato ai prezzi del mercato».
Un allarme sottoscritto e rilanciato dai sindaci (presenti quelli di Rozzano, Pioltello, Corsico, Opera, Cesano Boscone, Settimo Milanese, Trezzano sul Naviglio, Cologno Monzese, Bollate, Canegrate), che assieme con altri colleghi della cintura metropolitana si preparano a chiedere formalmente alla Regione un incontro: «Serve una moratoria o l´innalzamento del tetto del reddito Isee».
Gli effetti sociali di 10mila famiglie senza casa ricadrebbero anzitutto su di loro: «Solo a Rozzano - dice il primo cittadino Massimo D´Avolio - potrebbero essere 1.000 famiglie a doversi cercare una casa a prezzi di mercato senza potersela permettere. Il mio Comune ha 40mila abitanti, la metà vive nei 6mila alloggi Aler».
Mirabelli aggiunge le proposte del Pd: «Concedere prelazioni di acquisto a chi abita da molti anni nelle case popolari e cambiare i criteri di calcolo Isee, ad esempio eliminando il Tfr o le eredità che possono alzare occasionalmente il reddito, ma anche criteri più severi per mandare via gli abusivi».
Al quadro si aggiunge l´allarme lanciato da Sunia e Uniat sui conguagli delle spese di condominio che i gestori delle case di proprietà del Comune si apprestano a chiedere agli inquilini, con cifre spesso ben superiori ai 1.000 euro. Una mossa per cui i sindacati hanno chiamato alla mobilitazione di piazza giovedì prossimo davanti a palazzo Marino.
La risposta del Pirellone non si fa attendere, e non sembra esattamente improntata al dialogo: «Non ci sarà nessuna stangata, ma uno stop definitivo ai privilegi e maggiore giustizia per chi davvero ha bisogno.
C´è chi fa demagogia a buon mercato e con altri fini anche a costo di difendere ingiustizie che sono davanti agli occhi di tutti», dice il direttore generale dell´assessorato alla Casa, Franco Finato. «I calcoli ora sono più equi: un reddito Isee di 28mila euro per una famiglia di 4 persone significa un 53.200 euro netti l´anno, cioè 4.100 euro al mese, tredicesima inclusa.
E per chi decade dal diritto alla casa c´è un periodo di transizione più lungo, di tre anni. Al momento è del tutto infondato l´allarmismo di chi vuol far credere che oltre 10mila famiglie di Milano e provincia dovranno abbandonare l´alloggio». Frasi che sbalordiscono Mirabelli: «Finato era presente al nostro convegno e non ha smentito nessun dato. Noi vogliamo un confronto: ci dica la Giunta a questo punto se si possono ancora avanzare proposte su cose che riguardano la vita concreta delle persone, o se ad ogni osservazione si eviterà di rispondere accusandola di essere elettoralistica».
COMUNICATO STAMPA Casa: Il PD, rischio sfratto per diecimila famiglie in case ERP
Un vero allarme sociale rischia di colpire la Lombardia se non sarà rivista la normativa sui canoni delle case Erp varata lo scorso anno dalla Regione. L’allarme è stato lanciato dal Partito Democratico questa mattina durante un convegno in Consiglio regionale, alla presenza di diversi sindaci della cintura milanese, dei rappresentanti degli inquilini e di un rappresentante della Regione.“Solo tra Milano e Provincia sono 10mila le famiglie che rischiano di perdere l’alloggio popolare perché superano la soglia dei 28mila euro di reddito Isee imposta dalla legge regionale – spiega Franco Mirabelli, consigliere regionale del PD e organizzatore dell’iniziativa -.
Stiamo parlando di famiglie di reddito medio basso a cui la Regione entro pochi mesi darà lo sfratto magari perché dopo anni di lavoro si è presa la liquidazione, o perché alla morte di un congiunto è arrivato in eredità un monolocale di 30 metri quadri in Sicilia.
A queste persone si chiede di trovare casa sul mercato, a cui evidentemente non riescono ad accedere.
Nella legge regionale ci sono elementi di iniquità che vanno sanati, anche perché l’uscita di queste famiglie, che sono nella fascia alta, quelle che pagano di più e tutti i mesi, non solo rischia di essere controproducente per il bilancio degli enti proprietari, ma anche di cancellare il mix sociale creatosi degli anni e di ricreare quartieri ghetto”.
“Noi avanziamo alcune proposte – continua Mirabelli -. Chiediamo alla Regione che nessuno perda la casa, che si elimini il meccanismo della decadenza e che i canoni siano in generale rivisti tenendo conto che gli alloggi non sono tutti uguali”.
COMUNICATO STAMPA Allarme sfratti: Mirabelli(PD) replica alla Regione
“Non hanno smentito i dati, ci dicano se si possono ancora porre problemi che riguardano la vita di migliaia di persone”
Franco Mirabelli, consigliere regionale del PD e promotore del convegno di questa mattina sull’allarme sfratti dalle case ERP in conseguenza della legge regionale sui canoni d’affitto, controreplica alla nota diffusa dalla Regione.
“Il comunicato della Regione ci sorprende – dichiara Mirabelli - sia perché l’iniziativa di questa mattina, a cui il direttore Finato era presente, è stata contrassegnata da un confronto positivo sulle cose da fare, sia perché i dati sulla decadenza, cioè sul numero di famiglie che rischiano di perdere la casa Erp, non sono stati per nulla smentiti dallo stesso Finato.
Ci dica la Giunta a questo punto se si possono ancora porre problemi e avanzare proposte, su cose peraltro che riguardano la vita concreta delle persone, oppure se ad ogni osservazione si eviterà di rispondere denunciandone la matrice elettoralistica. Inoltre, ci sorprende alquanto che certi giudizi vengano espressi da chi non dovrebbe scendere nell’agone politico, tradendo così la sua funzione di tecnico”.






