La discussione sul bilancio del Comune di Milano , grazie al gruppo del PD, ha prodotto qualche importante passo avanti verso il miglioramento  delle condizioni di chi vive nelle case popolari. In particolare è significativo il fatto che nella relazione al bilancio venga fissato l’obbiettivo della riduzione dei canoni di affitto fino al 20% del convenzionale. Oltre un anno fa, grazie alla battaglia comune di sindacati e opposizione in consiglio regionale, si è cambiata la legge sui canoni introducendo per Comuni e Aler la possibilità di ridurre rispettivamente del 30 e del 20 per cento gli affitti in accordo con le rappresentanze degli inquilini. Da allora è in corso una difficile trattativa tra organizzazioni sindacali e Aler e Comune di Milano per tradurre in pratica quelle modifiche e abbassare i canoni. Nonostante la crisi che rende oggi più necessario aiutare le famiglie e più urgente intervenire per ridurre il peso dei canoni sui loro bilanci e nonostante le mobilitazioni di questi mesi, la trattativa non ha portato fino ad ora a nessun risultato per le resistenze della Giunta comunale di Milano e dell’Aler. Ora, l’impegno votato in consiglio comunale, può aiutare una soluzione positiva per gli inquilini, se, davvero, la Giunta si impegnerà a rispettare le indicazioni del Consiglio. L’emendamento approvato è quindi un fatto positivo ma per tradursi in concreti benefici occorre che inquilini, organizzazioni sindacali, opposizione in consiglio regionale e in consiglio comunale continuino a mobilitarsi. Da parte nostra ricominceremo a farlo appena il Consiglio Regionale ricomincerà la sua attività, sapendo che se c’è stato un passo avanti per chi vive nelle case di proprietà comunali, per chi vive nelle case Aler le chiusure del consiglio di amministrazione hanno impedito un accordo. Accordo che è sempre più necessario dato che, oltre agli aumenti dei canoni, gli inquilini devono sopportare spese sempre più alte e spesso, aggiunte agli affitti, insostenibili per i redditi più bassi.

Per questo, al di là della trattativa per ridurre i canoni, per noi, in Regione, la priorità deve essere quella di cambiare la legge, cambiando il modo in cui si calcolano gli affitti, introducendo il principio della sostenibilità, decidendo che canone e spese non possono pesare sui redditi famigliari e le pensioni per più del 20-30%, in modo da evitare che ci siano famiglie costrette a rinunciare a soddisfare bisogni essenziali per pagare l’affitto. Resterà il problema di come garantire ai gestori le risorse che servono  per garantire gli interventi necessari, ma qui servono altre scelte, altri contributi pubblici ma, da subito, una gestione oculata del patrimonio pubblico. La vicenda delle migliaia di box e cantine abbandonate che non producono reddito per l’Aler e spesso diventano zone franche che producono insicurezza è uno dei temi che dimostrano che c’è molto da fare in questo senso e, nelle prossime settimane avanzeremo delle proposte.

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