Le regioni hanno ormai da molti anni la competenza sulla casa, decidono come regolare l’accesso all’edilizia residenziale pubblica, determinano i canoni, decidono le politiche e, insieme allo Stato finanziano il settore.

In queste settimane il presidente Formigoni ha, sull’onda dell’interesse suscitato dal cosidetto Piano Casa del governo, esternato più volte sul tema, presentando la Regione Lombardia come una Regione che sta investendo molto sulla casa.
La realtà è diversa e bastano pochi numeri, contenuti nel piano per l’edilizia residenziale pubblica per il 2009, per dimostrare che non solo non ci sono più investimenti ma che, in realtà, si riducono gli stanziamenti e non si mantengono gli impegni che erano stati assunti.

Intanto va ricordato che il piano per l’edilizia pubblica è triennale e che per il triennio 2007-2009 è prevista una spesa di 644 milioni di euro che sono più di quelli previsti inizialmente, grazie a nuovi stanziamenti statali, ma sono molti meno del miliardo e 300 milioni che, grazie al governo di centrosinistra era stato stanziato nel triennio precedente.
Ma se guardiamo agli aiuti concreti alle famiglie in difficoltà, che con la crisi sono sempre di più, la situazione è ancora più grave. Formigoni si era impegnato a raddoppiare il fondo sostegno affitti per il 2009 prendendo atto che già a gennaio le richieste sono aumentate di oltre 5mila unità e, probabilmente, a giugno aumenteranno ancora.
La realtà è diversa: il fondo sostegno affitti è passato dai 67 milioni del 2007, ai 66 milioni del 2008 e, e questo è gravissimo vista la situazione, a 51 milioni per il 2009, 16 milioni in meno per contribuire ad aiutare un numero di famiglie che è aumentato.
Insomma la nostra Regione non solo non è vero che sta investendo per la casa ma, anzi, sta riducendo i contributi per l’affitto.
Anche facendo scelte incomprensibili come quella di continuare ad alimentare un fondo per l’acquisto della prima casa che non viene utilizzato e che, visto che non ci sono richieste, potrebbe essere ridimensionato a favore del fondo sostegno affitti.

C’è poi il capitolo che riguarda le case popolari. Qui l’unico dato certo è dato dall’aumento dei canoni agli inquilini ( mediamente del 40 per cento), per il resto:
manutenzioni, nuove costruzioni, bonifiche dall’amianto, si parla solo di cifre ipotetiche che dovrebbero arrivare dal governo (i famosi 550 milioni stanziati dal governo di centrosinistra per il piano casa, che da un anno non vengono spesi e, a parole, vengono continuamente citati proponendone gli usi più diversi) o dai proventi delle vendite che non si sa quando arriveranno e a quanto ammonteranno.

Insomma le cifre dicono che la Regione Lombardia non spende per aiutare le famiglie in difficoltà a pagare l’affitto, per migliorare la condizione di chi vive nelle case popolari, per costruire nuove case, in compenso aumenta gli affitti e non blocca neppure gli adeguamenti Istat.
Così come il governo nazionale che toglie l’ICI anche a chi non ne avrebbe bisogno ma poi non ha soldi per aiutare chi è in difficoltà, anche la Regione si muove su una linea per cui chi è in difficoltà lo sarà sempre di più e chi sta meglio lo starà sempre di più, in cui invece di realizzare più opportunità per chi non ne ha si aumentano le diseguaglianze.

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