05 Novembre 2007
Una legge iniqua e che non affronta i problemi veri degli inquilini delle case popolari. È questo è il giudizio di Franco Mirabelli, consigliere regionale dell’Ulivo, rispetto alla norma di riforma dei canoni d’affitto per gli alloggi popolari in regione Lombardia, approvata oggi dal Consiglio regionale con il voto contrario dell’opposizione.“È una legge iniqua – ha dichiarato Mirabelli durante il suo intervento -, perché non affronta i problemi del degrado degli immobili, della mancanza di sicurezza e dell’abusivismo, e non risolve il problema dell’insufficienza di risorse per la qualità dell’abitare, a partire dalla manutenzione, e dell’inefficienza della gestione degli alloggi da parte delle Aler. La nuova norma, invece, aumenta i canoni, in diversi casi in modo anche consistente, su una parte significativa della popolazione lombarda e soprattutto milanese. E li aumenta in particolare per chi abita negli alloggi più vecchi e bisognosi di manutenzione e per le famiglie monoreddito. La tesi secondo cui aumentare i canoni a queste famiglie possa generare risorse per le manutenzioni delle case vecchie e degradate non sta in piedi. È invece ragionevole verificare quante risorse servano, chiedere a queste famiglie ciò che davvero possono dare e poi creare un fondo ad hoc in cui la Regione metta la parte mancante”.
Un’altra grave mancanza di questa legge, insiste Mirabelli, è sulla lotta all’abusivismo. “Occorre distinguere – ha dichiarato il consigliere - tra chi aveva diritto e per qualche motivo lo ha perso e chi, alimentando un mercato criminoso, occupa le case togliendole a chi ne avrebbe titolo. Questi abusivi vanno mandati via, e le ALER devono essere chiamate a tutelare il proprio patrimonio oppure essere in qualche modo sanzionate. E le ALER vanno riformate, perché sono enti che producono alti costi di gestione e bassa efficienza per i cittadini. È sbagliato approvare una legge di riforma dei canoni senza intervenire per cambiare questi enti”.






