Non piace all'Ulivo il progetto di legge di riforma dei canoni di locazione per l'Edilizia Residenziale Pubblica - oltre 170 mila alloggi, stando ai dati della stessa Regione - approvato dalla Giunta regionale nella seduta del 4 luglio 2007 e presentato dall'Assessore alla Casa e alle Opere Pubbliche pochi giorni fa.
"I problemi dell'edilizia pubblica lombarda sono enormi e grande è il degrado nel quale sono lasciate moltissime famiglie - spiega Franco Mirabelli -.
La proposta di legge della Giunta non dà a questi problemi risposte adeguate e non raccoglie gran parte delle proposte presentate con spirito di collaborazione dall'Ulivo.

L'unico provvedimento concreto presente nel progetto di legge è un inutile ed inefficace aumento dei canoni che non risolve i problemi cronici dell'edilizia ERP e non fornisce alcuna garanzia sulla qualità del servizio e sull'eliminazione degli sprechi di gestione.

Noi proporremo invece una ristrutturazione complessiva dei meccanismi di delineazione dei canoni: l'individuazione dei costi di manutenzione di ciascun tipo di alloggio, la determinazione della quota di contribuzione sopportabile dagli inquilini e la creazione di un fondo regionale di solidarietà che copra la differenza tra i due importi". L'unica certezza, se la riforma della Giunta verrà approvata così com'è, è che "ci sarà l'aumento consistente del canone sociale che colpirà innanzi tutto, a parità di alloggio e di condizioni economiche, le persone sole e gli inquilini più svantaggiati, e penalizzerà chi abita il patrimonio vecchio e degradato".

"Una vera politica per l'abitare dovrebbe far parte delle politiche di welfare della Regione - spiega Francesco Prina - e per questo il problema della casa dovrebbe essere affrontato di concerto con l'assessorato alla Famiglia e alla solidarietà sociale. Ma questa Regione non intende affrontare organicamente un tema che coinvolge soprattutto le famiglie nella fascia del disagio"."Questo provvedimento - aggiunge Prina - è anche ambiguo sulla lotta all'abusivismo. Occorre distinguere tra coloro che hanno i requisiti per stare negli alloggi e quelli che non li hanno, mettendo fine al mercato criminoso che questi ultimi tendono ad insediare.

Inoltre si scaricano completamente sugli inquilini i costi per la manutenzione e il recupero del patrimonio, e sui comuni il 50% della morosità relativa agli inquilini in difficoltà, gravando sui loro bilanci. È una negazione della sussidiarietà".

L'Ulivo è critico anche sui meccanismi di vendita degli alloggi.
Come spiega Mirabelli "quella della Giunta è una proposta di legge che da un lato pone condizioni più restrittive per gli inquilini disponibili all'acquisto, dall'altro espelle con la forza coloro che non sono effettivamente in grado di acquistare l'appartamento. Chiediamo che siano varate facilitazioni anche per coloro che si erano resi disponibili all'acquisto degli immobili secondo i criteri stabiliti dalla legge 560 del 1993, poi bloccata dalla Regione nel 2001".

Infine, nonostante l'urgenza, è assente non solo l'avvio ma anche solo un preciso impegno per una organica riforma del sistema Aler che, come spiega Prina, "va snellito e razionalizzato, perché ha costi troppo elevati".

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