L'approvazione della legge sui canoni da parte della maggioranza in regione Lombardia lascia irrisolti gravi problemi che riguardano la vita quotidiana di tanti inquilini delle case popolari e, allo stesso tempo, chiede loro un aumento dei canoni non sempre lieve, che sarà, paradossalmente, più consistente per chi vive nelle case più vecchie e viene assurdamente riferito ai prezzi di mercato.
Per questo ci siamo opposti a questa legge votando contro e provando fino all'ultimo a cambiarla.
Non si è voluto neppure modificare, come avevamo richiesto, i criteri di calcolo dell'ise per evitare che risparmi e liquidazioni contribuissero a determinare le fasce di reddito, penalizzando tanti lavoratori e pensionati.
Solo su vendite e lotta all'abusivismo abbiamo ottenuto qualche piccolo risultato non quelli che avremmo voluto e che sarebbe soprattutto stato giusto ottenere negli interessi degli inquilini.

SULLE VENDITE: con un ordine del giorno presentato da noi e approvato mesi fa si era impegnata la giunta a riaprire le vendite agli inquilini nei condomini misti e laddove la maggioranza degli abitanti maniestasse una volontà di acquisto. Così è stato e i nostri emendamenti accolti hanno aumentato lo sconto per chi acquista e aggiunto un altro 10% di scnto per chi ha fatto già richiesta con la precedente legge, la 560. Purtroppo contrariamente a ciò che volevamo questo ulteriore sconto si applica solo per chi aveva versato una quota e non per i tanti che avevano allora chiesto di acquistare.

L'USO DEI SOLDI DELLE VENDITE: Grazie ad un nostro emendamento al comma 2 dell'articolo 9 (che potete trovare nel sito) i soldi derivati dalle vendite saranno utilizzati anche per abbattere le barriere architettoniche e la sicurezza dei quartieri e le recinzioni.

SUGLI ABUSIVI: siamo solo riusciti a prevedere sanzioni per gli enti proprietari che non tutelano il proprio patrimonio e consentono le occupazioni. E' troppo poco, per il resto tutto resta invariato, non si distingue tra occupanti abusivi e chi ha perso il titolo e non si costruisce una sede che con il contributo di tutti (servizi sociali, autorità giudiziaria, sindacati degli inquilini), possa assumersi, a partire da criteri rigorosi, la responsabilità di definire e riconoscere lo stato di necessità. Insomma al di là di tante chiacchiere contro l'abusivismo e per la sicurezza il centro destra ha perso l'occasione per fare qualcosa lasciando tutto immutato, nulla è cambiato.

PICCOLE CONSOLAZIONI: abbiamo presentato un ordine del giorno che impegna la giunta entro pochi mesi a presentare una legge di riforma delle ALER ed è stato accolto. Speravamo di poter già introdurre in questo testo una serie di norme per combattere gli sprechi e le inefficienze delle Aler almeno ora c'è una scadenza impegnativa per la giunta per mettere all'ordine del giorno questo tema. Infine siamo riusciti a garantire prezzi più bassi, fino al comodato gratuito per chi affitta negozi per attività sociali ed artigianali per ricreare socialità nei quartieri popolari in cui spesso questi luoghi restano inutilizzati a rapresentare degrado ed abbandono.

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