06 Novembre 2009
LA MIOPIA DELLA REGIONE E LE PROMESSE NON MANTENUTE. Dove è finito il progetto della mobilità sostenibile che prevedeva di mantenere in quell'area una funzione produttiva e un centro di ricerca che garantisse insieme la possibilità di reimpiegare una parte dei lavoratori dell'Alfa e creare nuova occupazione? Sparito!!
Sabato i quattro comuni dell'area dell'Alfa di Arese e la regione hanno firmato un protocollo di intesa che prevede sorga, in quell'area, una città di 5000 abitanti, un centro commerciale, un polo di logistica e il nuovo centro di smistamento della posta che prenderà il posto di quello attualmente a Roserio visto che lì serve costruire in funzione di Expo.
Il paradosso è che proprio mentre la FIAT annuncia di procedere alla dismissione delle ultime funzioni produttive che restavano, con la conseguente perdita di lavoro per diversi operai, la Regione avvalla un progetto che non solo è il fallimento di una iniziativa che Formigoni aveva venduto nella scorsa campagna elettorale come una straordinaria realizzazione che avrebbe creato posti di lavoro e coniugato innovazione e produzione, ma è anche una scelta sbagliata, miope e pericolosa in se e per il valore simbolico che assume.
Proprio mentre la crisi costringe tante aziende a chiudere con conseguenze drammatiche per tante famiglie e, come sta succedendo all'ex Eutelia, imprenditori senza scrupoli comprano le aziende per chiuderle e speculare mettendo sul lastrico migliaia di lavoratori, la Regione dovrebbe dare un messaggio chiaro sulla volontà di intervenire per salvaguardare e reinsediare il tessuto produttivo della lombardia, favorendo e incentivando la creazione di nuova occupazione realizzando nuovi insediamenti e innovando la vocazione economica e produttiva. Invece no, si sceglie di insistere su commerciale e residenziale anzichè mantenere l'impegno di riportare il lavoro e la produzione in un'area, come quella di Arese, che tanto ha significato per l'economia lombarda.
C'è miopia e incapacità di guardare al futuro in una scelta che priva l'area metropoltana milanese di un'altra occasione di rilancio della sua struttura economica.
Il paradosso è che proprio mentre la FIAT annuncia di procedere alla dismissione delle ultime funzioni produttive che restavano, con la conseguente perdita di lavoro per diversi operai, la Regione avvalla un progetto che non solo è il fallimento di una iniziativa che Formigoni aveva venduto nella scorsa campagna elettorale come una straordinaria realizzazione che avrebbe creato posti di lavoro e coniugato innovazione e produzione, ma è anche una scelta sbagliata, miope e pericolosa in se e per il valore simbolico che assume.
Proprio mentre la crisi costringe tante aziende a chiudere con conseguenze drammatiche per tante famiglie e, come sta succedendo all'ex Eutelia, imprenditori senza scrupoli comprano le aziende per chiuderle e speculare mettendo sul lastrico migliaia di lavoratori, la Regione dovrebbe dare un messaggio chiaro sulla volontà di intervenire per salvaguardare e reinsediare il tessuto produttivo della lombardia, favorendo e incentivando la creazione di nuova occupazione realizzando nuovi insediamenti e innovando la vocazione economica e produttiva. Invece no, si sceglie di insistere su commerciale e residenziale anzichè mantenere l'impegno di riportare il lavoro e la produzione in un'area, come quella di Arese, che tanto ha significato per l'economia lombarda.
C'è miopia e incapacità di guardare al futuro in una scelta che priva l'area metropoltana milanese di un'altra occasione di rilancio della sua struttura economica.


