L'Ocse dice che siamo la maglia nera, un sacco di gente perde o non trova il lavoro, le diseguaglianze aumentano, la Fiat attacca il contratto nazionale e mette in discussione diritti fondamentali. Ci sono problemi materiali grandissimi che tanti vivono quotidianamente e che si aggravano. La politica parla d'altro, di beghe di palazzo, regolamenti di conti che nulla hanno a che fare con la vita quotidiana delle persone. Noi non riusciamo a sottrarci al gioco delle polemiche e lla agenda dettata dalla destra, eppure abbiamo bisogno per difendere la democrazia e le istituzioni che i cittadini si occupino di politica e non succede se non hanno la certezza che almeno una parte della politica si occupa di loro.
A furia di aspettare, di non decidere, di traccheggiare, finisce che decidono gli altri. Possibile che si abbia tanta paura di assumersi la responsabilità di fare delle scelte da non vedere che così si perde?
L’inerzia e il colpevole immobilismo del Comune di Milano non si vede solo sulla vicenda degli affitti.
Ciò che sta succedendo anche in zona la dice lunga su quanta responsabilità abbia l’Amministrazione Comunale sulle drammatiche condizioni in cui si vive in alcuni quartieri assediati dalla criminalità senza che si sia fatto nulla per prevenire le occupazioni abusive e senza che si faccia nulla per liberarli dalla presenza di spacciatori e criminalità.
Cosa si aspetta a sgombrare chi fa vivere nel degrado e nella paura tanta gente, in padre Luigi Monti come in altri quartieri in zona 9?
Davvero il Comune di Milano deve aspettare le provvidenziali denunce di SOS racket per scoprire ciò che è sotto gli occhi di tutti?
Perché non vengono usati tutti i mezzi possibili per tutelare le persone perbene?
E’ evidente che non c’è la volontà politica di intervenire con una presenza efficace e di lungo periodo, si preferisce fare un po’ di propaganda sfruttando il clamore suscitato da qualche intervento, ma non si mettono in campo politiche concrete. Si manda qualche camionetta dell’esercito o della polizia per un po’, ma non si interviene per risolvere i problemi. Si fanno vivere interi quartieri in una sorta di emergenza permanente mentre c’è bisogno di ridare una speranza di normalità e legalità a tante persone.
L'idea che un giornalista precario e malpagato sia morto per dare notizie dalla thailandia lavorando in quello che è un campo di battaglia e un'altro giornalista prenda 10 milioni per rinunciare a dare notizie senza rischiare assolutamente niente è inquietante.
Cara Moratti, tanti immigrati senza lavoro regolare vengono sfruttati nei cantieri e nei servizi per pochi euro, facendo orari infernali e senza sicurezza. In questo caso chi è il delinquente??

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