Franco Mirabelli, Piervito Antoniazzi accusa la dirigenza di essersi "arroccata". Boeri dice che bisogna andare oltre le correnti... Lei che è un punto di riferimento non solo per il Pd ma anche per un'area importante del Pd che cosa ne pensa?
Non si può far finta che il Partito Democratico non sia nato con il contributo di culture diverse. Penso che l'apporto che culture diverse possono dare al partito democratico sia una risorsa che va valorizzata. Credo peraltro che ci siano due cose che vanno fatte subito.

La prima?
Le varie anime devono contribuire al Pd guardando al futuro e non al passato. Il punto non è marcare all'interno del Pd vecchie identità. Il punto è lavorare perché guardando al futuro insieme si costruisca una nuova storia, che è il progetto originario del Pd.

La seconda?
Esiste un problema all'interno di questo partito: il pluralismo. Un conto è il pluralismo culturale che è una ricchezza, un conto sono gruppi di potere e personalismi all'interno del Pd. Queste cose vanno superate.

Pisapia, parlando di Bersani, ha parlato di "persone che fanno politica da 20 anni e che c'è bisogno di una rotazione degli incarichi".
Bersani è il segretario da un anno e mezzo. Non solo il Pd ma chiunque abbia a cuore il futuro del centrosinistra in questo Paese deve sottrarsi a un dibattito che tende ad ogni passaggio a mettere in discussione i vertici del partito. C'è stato un congresso con una vasta partecipazione popolare, Bersani è stato eletto segretario. Ora deve farlo, deve dirigere questo partito. Al prossimo congresso si valuterà ciò che è stato fatto. Ma l'idea che il centrosinistra debba mettere in discussione ogni 5 minuti le leadership proprio non la condivido.

In merito all’indizione del nuovo fondo regionale sostegno affitti e alle dichiarazioni rilasciate dal presidente Formigoni è intervenuto il consigliere regionale del PD Franco Mirabelli: “Non si possono illudere i lombardi bisognosi con promesse vane, Formigoni abbia il coraggio di ammettere che i soldi destinati al fondo sostegno affitti sono stati dimezzati per colpa dei tagli del governo. Non si può riportare il dato relativo alla quota spesa negli ultimi dieci anni senza dichiarare quante sono le effettive risorse disponibili. La verità è che pochissimi saranno i lombardi bisognosi che saranno beneficiati dalle esigue risorse messe in campo dalla Regione Lombardia: la casa è un bene fondamentale che a parole lo stesso Formigoni sembrava non voler penalizzare, i dati dicono altro.

 

Scrivo dopo gli acquazzoni di sabato 3 e domenica 5 e devo dire che finalmente, rispetto alla gestione del Seveso qualcosa è cambiato. Certo non è risolta la situazione, gli interventi sullo scolmatore e per le nuove vasche di laminazione non sono ancora partiti e altri possibili interventi allo studio per impedire le esondazioni non sono ancora stati definiti. Ma certamente tra agosto e settembre l’amministrazione comunale e l’assessore Granelli hanno dimostrato una attenzione e una presenza nei momenti di crisi che non avevamo conosciuto prima. Non si è attesa la piena, si è monitorata  minuto per minuto la situazione, si è fatto tempestivamente tutto ciò che era possibile fare, si è allertata per tempo la protezione civile e si è lavorato per limitare i danni e, quando possibile evitarli. E’ quella capacità di monitorare la situazione, attivare e coordinare tutti gli interventi tempestivamente che era necessaria e che da anni chiediamo al comune per non lasciare sole le persone, che finalmente c’è.

Ora spetta alla Regione creare le condizione perché i tre interventi già finanziati (la sistemazione dello scolmatore, la creazione di una vasca di laminazione a nord di Milano in cui possano, in caso di necessità, scaricarsi 80-100mila metri cubi d’acqua e la costruzione di un’altra vasca in corrispondenza del depuratore di Varedo) vedano al più presto la luce per poi verificare la situazione e progettare eventuali nuovi interventi.

Sento di nuovo parlare delle ipotesi avanzate, in campagna elettorale dall’ex sindaco Moratti, che prevederebbero  la costruzione di  un’altra vasca di laminazione dentro il Parco Nord, una scelta che comprometterebbe, per molte ragioni la qualità del parco e che da subito abbiamo osteggiato. Credo, lo ripeto, si debba fare ciò che è già stabilito e finanziato e siamo impegnati per questo. Chiedendo alla regione di trovare con l’amministrazione di Senago una soluzione per collocare la vasca di laminazione in un sito concordato garantendo ai senaghesi  un risarcimento per l’onere che si assumono.

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