Per approvarlo entro settembre, occorre volontà politica di PDL e Lega

 Il progetto di legge per la riduzione del trattamento economico dei consiglieri regionali presentato una settimana fa dal Partito democratico è stato assegnato nei giorni scorsi alla commissione competente ed è dunque pronto per essere discusso. Dipende solo dalla volontà politica, e per questo motivo il PD torna a incalzare la maggioranza composta da PDL e Lega.

In commissione c’è un progetto di legge, quello firmato dal PD, che risponde alle indicazioni della mozione approvata in Consiglio regionale una settimana fa. È un testo che ha ricevuto consensi autorevoli e bipartisan, a questo punto bisogna passare dalle parole ai fatti in tempi brevi. Chiediamo al presidente del Consiglio regionale Davide Boni di calendarizzare la discussione in Aula del provvedimento in modo che lo si possa approvare entro il mese di settembre. Sarebbe un segnale che al di là delle tante parole potrebbe restituire credibilità alla politica e alle istituzioni.

Il progetto di legge presentato dal PD mira a far risparmiare  5 milioni di euro all’anno attraverso la riduzione del 10% dell’indennità di funzione del consigliere regionale, la cancellazione del vitalizio e la rimodulazione del trattamento di fine mandato, che passerebbe da un’annualità a legislatura a una mensilità per ogni anno effettuato, per un massimo di dieci mensilità (riduzione complessiva di almeno il 60%).

 

 

Mi auguro che oggi Formigoni abbia chiarito al vicepresidente del BIE che non c’è nessun bisogno di un commissario per l’Expo visto che gli assetti della società di gestione sono definiti e funzionano a dovere, e soprattutto che il sindaco di Milano ha tutti i titoli e le competenze per essere l’interlocutore anche del BIE.

Si è discusso per mesi e si è perso tanto tempo per definire gli assetti delle società, acquisire i terreni e avviare gli appalti. Ora, che finalmente sono chiari i compiti delle diverse istituzioni coinvolte, riporre la questione del commissario straordinario non solo non è necessario ma rischia di riaprire una discussione destabilizzante che per colpa del centrodestra è già durata più di due anni..

 

Sono tante le ragioni che rendono necessario tagliare i costi della politica. Prima di tutto per recuperare credibilità agli occhi dei cittadini la politica deve smettere di presentarsi come qualcosa di lontano dai cittadini, dai loro problemi e un mondo a parte che, mentre la crisi mette molte famiglie in difficoltà e chiede a tutti comportamenti più sobri , non rinuncia a privilegi e non sceglie di ridurre stipendi, indennità e spese. Secondo, occorre contrastare una campagna che approfitta della giusta indignazione per gli eccessi della politica per colpire le istituzioni democratiche che vengono presentate come costose e inutili. Terzo serve a consentire un dibattito vero che, anziché fare di tutta un erba un fascio, consenta di vedere come accanto ai privilegi di alcuni restano gli ingiusti sacrifici di altri che amministrano comuni grandi e ricevono indennità bassissime che non consentono, per esempio a tanti sindaci, di dedicarsi interamente ai propri cittadini senza penalizzare le proprie famiglie.

Insomma il tema va affrontato urgentemente e non declamato, per questo il PD ha presentato in regione una proposta di legge per tagliare i costi dei consiglieri regionali. Si continua a dire che bisogna tagliare i costi della politica ma in realtà non si sta facendo abbastanza.  Il governo continua, mentre  propone di aumentare Iva e tariffe, a spiegare che ciò che produce il debito pubblico sono i costi della politica, non è vero, quei risparmi, purtroppo , in assenza di politiche economiche serie, di una seria riforma fiscale che faccia pagare meno lavoratori e pensionati e più i redditi alti, non bastano ma è giusto farli, partire da qui, partire da noi. Per questo mentre altri continuano a declamare la necessità di tagliare indennità e stipendi, noi proponiamo di farlo, così come si è fatto in Emilia Romagna.

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