Credo che molte vicende che dall’inizio di questa Legislatura hanno coinvolto questa Istituzione, o esponenti di questa Istituzione, debbano giustamente interrogarci. E credo che giustamente dobbiamo guardare con preoccupazione ad alcune inchieste aperte, ad alcuni fatti, a partire dall’elezione di questo Consiglio.

Ho condiviso e ritenevo anche utile, di fronte a questa preoccupazione, che ci fosse una discussione in Consiglio regionale sui temi della legalità, della moralità. Non pensavo si trattasse di usare questa sede per fare propaganda, per scambiarsi accuse. Io non lo farò, anche se bisogna sapere che qui tutti possono avercela per tutti. Perché episodi da richiamare agli altri ne abbiamo tutti. Si possono fare requisitorie, ognuno di noi può fare una requisitoria sugli altri. Mi domando se serve. Mi domando se questo è il ruolo di questo Consiglio. Mi domando se questa è la sede giusta o se, invece, sulle singole vicende non ci sia la possibilità per ognuno di noi di dare giudizi politici e di verificare ciò che la magistratura fa.

Pensavo, e continuo a pensare, che da questa discussione dovesse uscire altro: la consapevolezza di un problema, la consapevolezza della necessità di garantire all’azione pubblica più trasparenza nel rapporto con l’economia, nel rapporto politica e impresa, più trasparenza, capire insieme come creare delle regole più cogenti che rendessero più difficile il ripetersi di atti o di infiltrazioni all’interno di atti illegittimi o illegali o di infiltrazioni dentro le Istituzioni. Pensavo ancora, e continuo a pensare che da questo Consiglio dovrebbe venire altro, dovrebbe venire un impegno comune.

Badate, comincio a credere che qui non ci si renda conto di cosa stiamo facendo. Se qui noi abbiamo l’idea che a questo Paese dobbiamo spiegare che hanno ragione - noi per primi - quando spiegano che la politica è una cosa sporca e che siamo tutti uguali, andiamo avanti così. Io penso che il nostro ruolo sia quello di dire che, no, non siamo tutti uguali: ci sono responsabilità diverse, ci sono giudizi diversi da dare e ci sono opinioni diverse, e non è una cosa sporca. Perché poi c’è un’Istituzione che si mette in campo - come abbiamo fatto con le deliberazioni che abbiamo preso per impedire le infiltrazioni mafiose - e fa una battaglia. Penso che questo dovremmo fare. Credo che questo serva, sennò questa discussione è inutile. Serve se noi diamo l’idea che in questa Istituzione ci richiamiamo tutti a un maggiore rigore rispetto al modo in cui interpretiamo i rapporti tra politica, economia, affari e società civile.

La scelta dell’assessore alla casa Lucia Castellano di bloccare momentaneamente gli sgomberi degli abusivi fino a quando la commissione, prevista dalla legge regionale, non sarà istituita e non esaminerà le singole situazioni e distinguerà chi è realmente abusivo per necessità e chi al contrario si finge tale per delinquere, è una scelta giusta e lungimirante. Non è una sanatoria anzi, serve a creare le condizioni per applicare davvero la legge . Fino ad oggi  la giunta precedente ha preferito seguire la strada della denuncia, della esecuzione di qualche sfratto a cui dare risonanza e ha rinunciato a capire chi merita di essere mandato via e chi ha invece davvero bisogno. Si sono usati solo criteri burocratici e senza istituire una commissione specifica il risultato ottenuto non è stato per niente soddisfacente: si è provveduto a sgomberare di fatto solo pochi abusivi che per la maggior parte dei casi erano famiglie realmente in difficoltà, buttate in mezzo a una strada. La scelta dell’assessore, di sospendere gli sgomberi fino a novembre in attesa di comporre la commissione, è tutt’ altro che un cedimento o una sanatoria: è la strada migliore per creare le giuste condizioni per avere quartieri più sicuri, allontanando chi delinque e aiutando al contempo chi davvero ha bisogno. Serve distinguere: non è la stessa chi forza un appartamento, crea problemi ai vicini, svolge attività illecite con prepotenza e chi invece è abusivo ma paga l’affitto e ha bisogno per se e per i propri figli. E’ vero, ci sono tanti che aspettano la casa e ne avrebbero diritto, ma non è buttando in mezzo alla strada chi ha bisogno che si risolve il problema, anzi se ne crea un altro. Semmai occorre capire come utilizzare le centinaia di appartamenti vuoti che aler e comune posseggono e non possono assegnare perché sottosoglia o da ristrutturare. Comunque istituire la commissione che con il contributo di tutte le istituzioni e gli stessi comitati di inquilini possa individuare i veri bisognosi è decisivo per togliere la casa davvero e non a chiacchiere a chi non ne ha diritto e se ne approfitta sfruttando il patrimonio pubblico e abusandone.

 

Intervista La Russa, Mirabelli(PD): “Formigoni intervenga subito” 

“Ci auguriamo che di fronte alle vergognose e deliranti dichiarazioni di Romano La Russa, rilasciate ieri in un’intervista radiofonica al programma La Zanzara in onda su Radio 24, il presidente Formigoni intervenga per liberare la Giunta lombarda dalla presenza di un’assessore che si dichiara esplicitamente fascista e che afferma di non riconoscersi nella Costituzione italiana. Quello che è accaduto ieri è un fatto molto grave che non può essere, come spesso avviene per Romano La Russa, ridotto ad un episodio di folklore. Penso che sia incompatibile la presenza nei vertici di qualsiasi istituzione repubblicana un uomo che in maniera così spudorata si dichiari simpatizzante al Fascismo. Trovo ancora più grave che queste dichiarazioni vengano dal coordinatore provinciale del più grande partito della maggioranza lombarda e mi aspetto pertanto che qualcuno del PDL faccia sentire una voce chiara e netta che richiami alla fedeltà alla costituzione e agli ideali antifascisti come fondamento della nostra convivenza civile.” 

Così il consigliere regionale del PD Franco Mirabelli commenta indignato le dichiarazione rilasciate ieri durante il programma La Zanzara in onda su Radio 24 dall’assessore regionale alla Protezione civile Romano La Russa il quale ha elogiato il Fascismo, rivendicandone la sua verità storica, e ha bollato la Costituzione come frutto delle “bugie dei comunisti”.  

 

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