Le dimissioni di Malinconico testimoniano che qualcosa è cambiato. Si torna a pensare che chi gestisce la cosa pubblica deve essere al di sopra di ogni sospetto e che ai cittadini si deve garantire che chi governa lo fa nell'interesse pubblico. Anche se non si sono commessi reati è giusto farsi da parte perchè su chi governa non ci devono essere ombre.

La firma del protocollo di intesa da definitivamente il via al progetto che consentirà di restituire serenità alle famiglie di Noverasco che hanno vissuto questi anni con l’incubo dello sfratto e con la sensazione fondata di stare per subire una insopportabile ingiustizia. Ora chi abita allo Sporting Mirasole potrà scegliere se restare in affitto, magari in un appartamento più piccolo, sottoscrivere un patto di futura vendita o chiedere l’usufrutto e nessuno dovrà più sottostare al ricatto: o compri alle mie condizioni o ti sfratto e, ancora, i casi sociali potranno godere di 20 alloggi che saranno acquisiti da Aler. E’ un risultato insperato che va ascritto al merito della determinazione e della intelligenza del comitato dei cittadini, che non ha mai rinunciato, ha saputo far valere le ragioni degli inquilini e ha saputo, soprattutto, proporre la soluzione che è alla base del protocollo d’intesa: quella del frazionamento degli appartamenti più grandi, della ricollocazione delle famiglie a costi accessibili e della costruzione di una cooperativa che possa gestire il patrimonio una volta acquistato. Ed è una soluzione che sarà da modello per altri casi analoghi che già, nella vicina Milano, a seguito della cartolarizzazione di alcuni stabili del Comune, si stanno verificando.

Il protocollo di intesa al punto d della premessa chiarisce che tutto ciò è stato possibile grazie alle sollecitazioni della prefettura e del Consiglio Regionale (che ha approvato una mozione in questo senso presentata dal PD) che hanno spinto l’Assessorato Regionale alla casa a coinvolgere diversi soggetti (aler, cooperazione, fondazione Housing Sociale e comune) e la proprietà nella costruzione di un progetto che evitasse gli sfratti e garantisse casa e tranquillità agli abitanti di Noverasco. Oggi, se si è arrivati a definire una soluzione è grazie all’investimento di 9 milioni di euro messo a disposizione dalla Regione, alla disponibilità delle cooperative ad indirizzare e sostenere la costruzione della cooperativa che rileverà le proprietà, di Aler che acquisirà 20 appartamenti da destinare agli indigenti.

Leggo invece una fantasiosa ricostruzione della vicenda da parte del Sindaco Fusco che, smentendo ciò che ha sottoscritto nel protocollo di intesa, racconta di riunioni nel suo ufficio, interventi della Provincia e  si attribuisce meriti che non ha nella costruzione della soluzione. Fusco dimentica di aver pubblicamente tacciato di propagandismo e accusato di interesse personale chi aveva cercato soluzioni come quella raggiunta mentre, secondo lui (ci sono i suoi comunicati a testimoniarlo) l’unica cosa che si poteva fare era garantire 50 appartamenti per gli indigenti e lasciare gli altri al loro destino, vantando di aver strappato la disponibilità di alcuni alloggi in via Ripamonti che ancora sono da trasformare in abitazioni da laboratori che erano. Riconosca Fusco il merito di chi ci ha creduto, chieda scusa per gli attacchi personali che ha riservato ad alcuni. Prenda atto che il suo ruolo, come recita il protocollo d’intesa, è di mettere a disposizione il centro civico e ci risparmi altri tentativi di mettere il cappello su un risultato che si è ottenuto non grazie ma nonostante lui.

Ci risparmi il signor sindaco altre invenzioni, ciò che è successo su Noverasco, in questi mesi, è scritto nel protocollo d’intesa e nei suoi stessi  comunicati che sono lì a testimoniare che l’assessore Zambetti e il Comitato No sfratti insieme ad altri, di cui mi onoro di far parte, hanno trovato una risposta per i cittadini dello Sporting Mirasole mentre lui faceva propaganda sulla pelle delle famiglie.

  1. Consigliere Franco Mirabelli “La Repubblica” di martedì 27 dicembre u.s. ha pubblicato un’inchiesta dal titolo emblematico “Sedute poche, compensi tanti l’aula d’oro del Pirellone costa 30mila euro a riunione”. Visto che le fa parte dell’aula del Pirellone ci spiega come stanno le cose dal suo punto di vista?

E’ difficile riassumere il lavoro del consiglio regionale e quantificarlo così. Andrebbe anche detto che il consiglio regionale della Lombardia resta il consiglio che costa meno in Italia e che ha il rapporto più alto tra abitanti e consiglieri, inoltre, per il suo funzionamento sono stati ridotti di oltre un milione i costi in questo inizio di legislatura. Detto questo è chiaro che qualunque costo appare eccessivo se il Consiglio non produce leggi, norme e provvedimenti che aiutino i cittadini lombardi e migliorino la sanità, le politiche ambientali, quelle per la casa ecc.. Su questo l’inerzia e le divisioni interne alla maggioranza di centro destra hanno, in questi mesi, fatto sì che il consiglio non abbia lavorato come avrebbe potuto e siano state portate in discussione poche leggi. Dopo di che, come in tutte le cose, ci sono consiglieri che lavorano tanto e consiglieri che lavorano poco, dipende dalla volontà e dall’impegno di ogn’uno. Fortunatamente i consiglieri regionali sono eletti dai cittadini con le preferenze e questo consente loro di dare un giudizio. 

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