10 Marzo 2010
Questa mattina il convegno che abbiamo organizzato sulla salute mentale è stato interessante e ha contribuito a svelare uno scenario davvero preoccupante. In una realtà come la nostra in cui l'1% della popolazione è affetta da gravi disturbi (vuol dire centomila persone solo in Lombardia) e sono sempre di più i minori e addirittura i bambini che hanno bisogno di aiuto, la Regione ha tagliato il personale, ridotto e abbandonato i servizi sul territorio e concentrato tutto nelle aziende ospedaliere.Ci sono tante persone che hanno bisogno di aiuto, tante associazioni e risorse impegnate che restano sole, perchè qui si sta tornando indietro, alla cura si preferisce tornare a guardare al problema come ad una necessità di custodia, si torna a pensare che l'obbiettivo non sia aiutare chi soffre ma tutelare il resto della società dai suoi comportamenti. Così a Milano con il consenso di Regione ed ASL si istituisce un tavolo per la sicurezza con l'obbiettivo di segnalare e controllare le persone malate. Così si da alla società il messaggio che chi è malato è pericoloso, si allontana chi ha problemi dai servizi e si pensa, appunto, alla custodia e non alla cura . E' un ritorno indietro, anzichè curare le persone investendo di più sui servizi si consegna a vigili urbani e carabinieri il compito di controllarli.
Ancora una volta si sceglie la scorciatoia, di fronte alle paure e alle insicurezze della società, di scaricare sui più deboli la responsabilità anzichè affrontare i problemi concreti che vivono le persone. E' una politica vigliacca quella che fa di immigrati o persone che vivono il disagio psichico i capri espiatori anzichè dare risposte ai problemi. E' una politica che cerca il consenso e rinuncia alla sua funzione di governare garantendo i diritti di tutti quella che sceglie di abbandonare ed emarginare i soggetti deboli. E' la politica del centrodestra che bisogna sconfiggere anche denunciando queste cose.






