L’Era Formigoni in Lombardia, così come quella Berlusconi in Italia, pare avviarsi a un mesto crepuscolo, schiacciata da una marea di scandali, probabili tangenti e gruppi di potere che hanno minato alle fondamenta una delle più prestigiose Istituzioni italiane.
Come stanno realmente i fatti e cosa potrebbe succedere nei prossimi mesi?
In Regione Lombardia si sta chiudendo un ciclo, quello del governo Pdl-Lega, quello del Formigonismo. E si sta chiudendo per una crisi che è morale e politica insieme. Non si può far finta di niente, prima di tutto, di fronte agli scandali che hanno coinvolto la sanità lombarda, che hanno portato agli arresi di personalità della maggioranza su vicende legate alla gestione dei rifiuti e del territorio, alle inchieste che toccano almeno otto assessori o ex assessori delle giunte guidate dallo stesso Formigoni. C’è un problema di credibilità delle istituzioni che è messa in discussione, c’è un fallimento di un’esperienza di governo che ha accentrato sulla giunta regionale un enorme potere e c’è anche il fatto evidente che, chi governa la Lombardia oggi, pensa a difendere se stesso, è ostaggio degli scontri interni al Pdl, dei regolamenti interni alla Lega dopo i recenti scandali e si può occupare solo di questo, non certo dei lombardi, dei loro bisogni e del futuro. La nostra Regione ha bisogno di ben altro. Per questo, non per ossessioni giustizialiste, chiediamo a Formigoni di dimettersi.
Come si esce da questa situazione “opaca”?
In questi anni la Regione, da ente legislativo, si è trasformata in un enorme apparato, in cui su temi importanti come sanità, casa, territorio e ambiente, oltre a fare le norme si gestiscono - attraverso una miriade di società o direttamente – le politiche. Un potere enorme, sempre più centralizzato e centralistico, chiuso e, quindi, sempre poco trasparente. C’è un controllo maniacale delle nomine delle direzioni delle società. Servirebbe recuperare la funzione legislativa e regolatrice della Regione, aprirsi, valorizzare le energie, le realtà della società lombarda, investire su di esse anziché tentare di controllarle. E, soprattutto, uscire dalla logica di Formigoni che oggi è costretto a guardare solo al quotidiano, a difendere il gigantesco sistema di potere che ha creato, mentre serve ricominciare a pensare ad investire sul futuro e non per perpetuare il proprio comando ma al servizio del benessere dei lombardi.
In quanto Presidente della Commissione d’inchiesta che si occupa San Raffaele, ci può dire cos’è successo alla sanità lombarda in questi 15 anni di Formigoni?