Una brutta figura e doppia per di più quando hanno presentato il disegno di legge per la riforma della campagna elettorale, avevano la possibilità di togliere l’obbligo della raccolta delle firme, ma avrebbero dovuto accettare il limite a un massimo di due mandati dei presidenti di Regione e Formigoni... sta correndo per il quarto.
Intervista a Filippo Penati  la RepubblicaMilano.it          [ Sulla riforma articoli del sito ]

E' giusto fare qualche riflessione dopo le iniziative di settimana scorsa sull'urbanistica a Milano. Discussioni partecipate interessanti e ricche di contributi di valore.
La prima cosa da dire è che il Piano del Governo del Territorio del comune di Milano arriverà comunque troppo tardi. Quasi l'ottanta per cento delle grandi aree dismesse è già stato costruito, al di fuori di una idea di città, ma intervenendo con varianti che hanno guardato più alle domande del mercato che a quelle dei cittadini, che hanno badato più ad assecondare le proposte delle imprese anzichè progettare una città più vivibile, Così si è consumato tanto suolo, si sono realizzate tante case di lusso e pochi servizi, e sono rimasti irrisolti i grandi problemi di oggi e del futuro di Milano: il bisogno di case a costi accessibili, il bisogno di case in affitto per gli studenti fuori sede, per chi viene a lavorare qui per un tempo limitato, la necessità di una rete più efficiente di trasporto pubblico, il bisogno di più verde e anche di opportunità economiche e di lavoro legate alla innovazione e all'università. Così oggi Milano è una città meno bella e meno vivibile: si sono abbandonati al degrado interi quartieri e si sono lasciate crescere situazioni come quelle di viale Padova o di via Imbonati scarcando lì i problemi, resta inutilizzato un costruito destinato al terziario pari a trenta volte il grattacielo Pirelli e si continua a pensare dove costruire consumando altro suolo anzichè pensare al riutilizzo di quegli edifici. Insomma in questi anni è mancata una politica lungimirante capace di governare lo sviluppo della città nell'interesse di tutti, non di alcuni, diminuendo le differenze e le diseguaglianze anzichè aumentarle.
Il PGT può essere l'occasione per ripartire disegnando una città a misura d'uomo e capace di affrontare i problemi legati al suo sviluppo. Il rischio è che prevalgano altre spinte, si rinvii la sua approvazione, forti della grave legge regionale che consente comunque a Milano di poter assumere iniziative urbanistiche anche senza il Piano. Sarebbe rischiosissimo lasciare che anche le ultime aree vengano occupate da progetti al di fuori da un quadro chiaro volto a migliorare la qualità complessiva della città. Il PGT serve a questo ma non per questo può andare bene qualunque proposta: per esempio non può certo esserci il Tunnel che porterebbe altro traffico automobilistico in città e deve esserci invece una scelta chiara che risponda al bisogno di case a costi accessibili, sopportabili per le famiglie.

presentazione_baranzateLe ragioni del cambiamento:
Formigoni e il sistema di potere.
Gli interessi della Persona.
Il futuro della Lombardia.

Interesse privato e "Propaganda"

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fassinoBel pomeriggio all'insegna dell'integrazione che è l'unica strada percorribile per superare tutti i problemi riguardanti l'immigrazione!

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Blog Notes

  • Ebbene SI! mi considero inseribile, nell'accezione usata da Cattaneo argometando sugli eliporti, tra i "conservatori antimoderni" e sopra tutto intendo oppormi a questa modalità rozza ed interessata, ma vuota nei contenuti di sostenibilità e di attenzione al bene pubblico.
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