La partita sui territori è tra il PD e il centrodestra a trazione leghista

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Voglio iniziare con un ringraziamento a tutti i compagni e gli amici che hanno fatto questa campagna elettorale.
Non è stata una campagna elettorale facile e non solo per il clima atmosferico.
Noi abbiamo messo in campo la nostra forza, persone che gratuitamente e per spirito di servizio e convinzione hanno sacrificato tempo e qualcuno anche la salute.
Questa campagna elettorale, inoltre, è stata difficile anche perché incontriamo persone che non ci credono.
Vi ringrazio, quindi, per questo lavoro.
Domenica 4 marzo si va al voto.
Con il nostro voto dobbiamo chiedere che non si interrompa il percorso di riforme che abbiamo avviato in questi anni di Governo e che ha prodotto risultati.
Si tratta di risultati che sicuramente non vanno enfatizzati perché dobbiamo avere la consapevolezza di non aver risolto tutti i problemi dell’Italia: c’è ancora una parte del Paese che sta male.
Con il lavoro di questi anni abbiamo ottenuto dati positivi sull’occupazione ma ci sono ancora troppi disoccupati e nel milione di posti di lavoro creati c’è ancora una quota significativa di lavoro precario.
Il Reddito di Inclusione, istituito con la prima legge nazionale contro la povertà, è stato molto importante ma ovviamente non ha risolto tutti i problemi e su questo fronte occorrerà intervenire ulteriormente.
Non va interrotto il percorso di rilancio dell’economia, delle nostre imprese, del turismo e della cultura e di tutti quei segni più che leggiamo nei dati e che c’è bisogno che, nei prossimi anni, si trasformino in condizioni di vita migliori per le persone maggiormente in difficoltà.
Abbiamo fatto tantissimo sul fronte dei diritti, per combattere le ingiustizie (gli 80 euro, ad esempio, sono stati davvero un intervento di redistribuzione del reddito).
Abbiamo fatto tantissimo nonostante le condizioni economiche difficili e senza tagliare dove ai cittadini serve che non si tagli: sanità, sicurezza.
Non dobbiamo, dunque, interrompere quel percorso avviamo nel corso della legislatura appena conclusa.
Purtroppo, scontiamo una disaffezione da parte dei cittadini dovuta anche al modo in cui la politica viene rappresentata sui mezzi di informazione.
La riforma costituzionale sarebbe servita anche a restituire credibilità a istituzioni che vedevamo in difficoltà nei confronti dei cittadini.
Inoltre, scontiamo anche le difficoltà di un clima generale: la sinistra è quasi scomparsa nel mondo, di fronte alla globalizzazione e alla crisi economica.
Dobbiamo, però, chiedere agli elettori di ridarci fiducia e sono convinto che tanti ce la daranno: ci sono ancora molti cittadini indecisi.
Questa non è un’elezione tradizionale, non è un momento normale. Il nostro vero avversario è il centrodestra ma qui al Nord non è più il centrodestra di Berlusconi come nel 1994: questo è il centrodestra di Salvini e di chi non vuole risolvere i problemi ma li enfatizza per speculare sulle paure.
Questo ci deve fare riflettere su quale effetto si avrebbe sulla convivenza civile se dovesse vincere le elezioni chi spiega che le colpe di qualunque problema sono tutte degli immigrati e risolveremmo i problemi del Paese se mandassimo via tutti i clandestini.
Se si interrompe il percorso di riforme, vince un populismo che non ha idee su come affrontare i problemi: nessuno del centrodestra pensa che il giorno dopo le elezioni sia davvero possibile abbassare le tasse al 15% e contemporaneamente aumentare le pensioni e abbassare l’età pensionabile. Lo sanno tutti che queste cose non si potranno fare, quindi, non hanno idee e non hanno proposte vere per il futuro del Paese.
Se vince il centrodestra, rischiamo di avere un governo che cavalchi le paure. Il Presidente dell’Ungheria, con cui Giorgia Meloni si è fatta un selfie, ha costruito così il proprio consenso elettorale proprio in questo modo e dal Governo. Questo esempio la dice lunga sul pericolo che potrebbe esserci anche in Italia con questo centrodestra.
In questi anni noi abbiamo provato a governare e molti risultati li abbiamo ottenuti, anche sul fronte dell’immigrazione. Il centrodestra, invece, non è stato in grado di farlo e lo ha già dimostrato quando ha portato il Paese sull’orlo del baratro.
Questo centrodestra, inoltre, non è quello di Berlusconi ma è la destra a trazione leghista e agli indecisi va spiegato e bisogna ricordare che possiamo anche avere giudizi diversi su alcune delle cose fatte in questi anni di Governo e sulla squadra del Governo ma nei collegi uninominali si sceglie chi sarà il rappresentante di un determinato territorio e la scelta è tra il candidato del centrosinistra a trazione leghista e quello del centrodestra a guida PD. Tutti gli altri voti che stanno fuori da questi ambiti, sono inutili. Si può anche scegliere consapevolmente di dare un voto di testimonianza ma alla fine i rappresentanti dei territori in Lombardia saranno o del centrosinistra a guida PD o del centrodestra.
Non mi piace parlare di voto utile ma bisogna sapere che sarà così.
Sono convinto, comunque, che alla fine avremo un risultato migliore di quello che ci si aspetta e che hanno indicato i sondaggi.

Intervento a Sesto San Giovanni in chiusura di campagna elettorale.


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