Il Pd c’è e crescerà ancora

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Intervista di Formiche.net.

Franco Mirabelli, vicepresidente del gruppo del Pd al Senato, è soddisfatto per la crescita di consensi verso il centrosinistra, meno per il dibattito scatenato sui social da alcuni esponenti “renziani” sull’abitudine ai secondi posti.

Partiamo dalle cose positive. Il centrosinistra va oltre di quasi 15 punti il M5S. Che segnale è?
È il segnale che avevamo già colto con le regionali in Abruzzo e in Sardegna: attorno al Pd può crescere un centrosinistra forte, vera alternativa al centrodestra. Il Pd e il centrosinistra non solo non sono morti, come qualcuno aveva pronosticato, ma sono in campo, con un risultato largamente migliore di quello ottenuto alle ultime politiche. È un risultato, questo delle regionali, che indebolisce il governo e rafforza l’opposizione. Le primarie ci hanno detto che un milione e mezzo di persone considerano il Pd la loro casa e hanno voglia di essere protagoniste anche all’opposizione. I risultati in Abruzzo, Sardegna, Basilicata ci dicono che, oltre alla fiducia, cominciano a tornare anche i voti nelle urne. C’è sicuramente molto da fare, la traversata sarà lunga, ma il Pd e il centrosinistra ci sono, e non era scontato. Con un centrosinistra largo e inclusivo è possibile costruire l’alternativa.

È in corso una campagna elettorale infinita

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Videointervista di Radio Radicale»

C’è molta propaganda da parte del Governo nella continua riproposizione di cose che verranno fatte in un domani che non arriva mai.
La verità è che questo Governo ha fatto un bilancio della Stato che riduce gli investimenti pubblici, sta bloccando opere importanti come la TAV.
Si potranno inventare altri provvedimenti con nomi accattivanti, come lo “Sblocca-cantieri”, ma temo che alla fine ridurranno ulteriormente i controlli sugli appalti e non credo che saranno queste le opere pubbliche che potranno ridare slancio ad un Paese che è in recessione.

Decreto sicurezza, si sta peggio di prima

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Articolo pubblicato su Democratica.

Sono passati pochi mesi dall’entrata in vigore del cosiddetto “Decreto Sicurezza” e non è ancora tempo di bilanci ma, certamente, alcune considerazioni possono già essere fatte e qualche storia può essere raccontata.
Purtroppo, come avevamo previsto, per la sicurezza delle nostre città non è cambiato nulla. Anzi, proprio in queste settimane, mentre chi dovrebbe occuparsi di contrastare la criminalità si occupa d’altro, sempre immerso in una perenne campagna elettorale, si sono verificati diversi fatti di sangue, da Basiglio e Rozzano, nell’hinterland milanese, fino a Napoli, e continuano a non essere affrontati problemi importanti.
È purtroppo cambiata in peggio la vita di tante persone, povere e oneste che stavano cercando di costruirsi un futuro in Italia.
Penso a chi, dopo una lunga permanenza nel nostro Paese, venendo dalle Filippine e lavorando nei servizi di assistenza alle persone, ha deciso di prendere la cittadinanza italiana ma dovrà aspettare non più due anni ma quattro per averla.

Alle Europee liste aperte per battere il sovranismo

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Intervista di Repubblica (file PDF).

Il senatore del Pd Franco Mirabelli è convinto: «La lista delle Europee rifletterà il progetto di Zingaretti».
Come?
«Sarà aperta e inclusiva. Adesso che è diventato segretario con un consenso così forte, Zingaretti cercherà di capire se sarà possibile coinvolgere altre esperienze politiche e civiche, a cominciare da quella di +Europa e di Pizzarotti. L’idea è quella di cercare di costruire una lista che aggreghi tutte le forze europeiste e possa parlare a un centrosinistra ampio».
E per il Nord Ovest, Giuliano Pisapia come capolista potrebbe essere un simbolo di questa apertura?
«Siamo ancora nella fase in cui si dovrà capire quale tipo di lista nascerà, ma sarebbe un’ottima candidatura. Giuliano è una risorsa per tutto il centrosinistra».
Il sindaco Sala aveva immaginato un ruolo di Carlo Calenda schierato a Milano in chiave anti-Salvini: è un progetto tramontato?
«Quella che dovremo costruire è una lista equilibrata in cui siano rappresentate le identità plurali di quanti si schierano contro il sovranismo e il populismo. In questa idea ci può stare sia Calenda sia Pisapia».