Un Governo con un programma che metta al centro il sociale e la crescita

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Intervista all'evento La Piazza di Affaritaliani (video).

Siamo tutti a cercare di capire se davvero abbiamo il Governo.
Io penso di sì, mi pare che negli ultimi due giorni le cose si siano sbloccate. L’incontro sul programma mi pare che stia aggiustando le cose più complicate che avevamo da risolvere.
Mi pare che oggi si sia tolta da mezzo anche la questione del vicepremier e penso che davvero Conte potrà andare presto al Quirinale a sciogliere la riserva.
Siete sicuri che tra voi e M5S non si ripeta quel meccanismo fatto di collaborazione ma anche competizione che ha finito per logorare il precedente Governo? Vi siete assicurati che ciò non accada?
È tutto molto complicato.
Se ci avessero chiesto qualche mese di fare un Governo PD e M5S avremmo detto di no.
Oggi, invece, mi pare che si siano create le condizioni, innanzitutto perché c’è bisogno di dare risposte al Paese di fronte ad una scelta che ha fatto Salvini.
Ricordo, infatti, che è stato Salvini a scegliere di aprire la crisi di Governo.

Sarà il partito a decidere cosa fare

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Intervista di La Stampa (file PDF).

Franco Mirabelli, senatore PD vicino al Segretario, Renzi apre a un Governo istituzionale, Zingaretti dice no. Cosa succede nel suo partito?
«Cosa succede lo vedremo. La linea la decide il partito, i suoi organi dirigenti, il Segretario. Io sono per la discussione, per costruire l’unità. Però leggo strane fughe in avanti…».
Renzi si rivolge ai parlamentari, chiede di “decidere guardandosi negli occhi e nel cuore”…
«Io faccio il Vicepresidente del Gruppo PD al Senato: il gruppo deve certamente discutere ma è il partito che deve decidere. Non mi pare che ci possano essere scelte diverse da quelle che farà il partito, significherebbe indebolire il fronte democratico. Poi, io sono per discutere tutto: dall’inizio dico che la strategia dei pop-corn era sbagliata, si doveva avere capacità di discussione politica e di confronto. Prendo atto che ora c’è la disponibilità di tutti, ma l’esito di questo confronto credo che lo debba fare il partito».
C’è un doppio PD, quello in Parlamento dove detta ancora la linea Renzi e quello uscito dal congresso?

I morti in mare e la tesi salviniana del "se la sono cercata"

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Articolo pubblicato su Huffington Post.

È certamente un caso se nel giorno dell’approvazione del decreto sicurezza bis arriva la notizia di un naufragio nel Mediterraneo e della morte di 150 persone; tante donne e bambini, vittime dei ritardi e della mancanza di soccorsi.
È un caso ma è anche certamente la conseguenza della politica di chi ha chiuso la missione Sofia che controllava quei tratti di mare e di chi oggi con quel decreto criminalizza tutte le ONG che in questi anni hanno salvato tante vite.
È un caso ma è sparito dall’agenda il tema di come impedire che tanti disperati muoiano in mare.
Non interessa più al nostro Governo, impegnato col suo Ministro degli Interni a sostenere la tesi del “se la sono cercata” perché dovrebbero sapere che i porti sono chiusi e che non devono partire.
È un caso ma quelle morti si potevano evitare, quelle persone si potevano salvare e c’è una responsabilità diretta di chi ha deciso di sacrificarle con cinismo, rinunciando ad ogni principio di umanità se non è successo.

Mafia al nord, che dice Salvini?

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Articolo pubblicato da Democratica.

Nel Paese e nell’opinione pubblica non c’è la percezione della pericolosità delle mafie e di cosa sono le mafie oggi.
Su cosa sia oggi la criminalità organizzata al Nord sarebbe utile rileggere la Relazione conclusiva dei lavori della Commissione Parlamentare Antimafia della scorsa Legislatura: non siamo di fronte ad infiltrazioni ma in questi territori la presenza mafiosa è ormai questione nazionale.
Aggiungerei, oggi, che le mafie sono un problema internazionale e sono certo che le forze dell’ordine ma anche il nuovo Presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli, che ha grande sensibilità su questo, possano mettere in campo iniziative utili perché è chiaro che serve una legislazione europea per fronteggiare il fenomeno.
A dimostrare poi che gli insediamenti delle mafie ci sono i dati delle inchieste, i risultati delle sentenze e anche le ricerche dell’Università degli Studi di Milano, coordinate da Nando Dalla Chiesa, che dimostrano come la presenza della criminalità organizzata sia variegate e multiforme.