Mafie: non siamo rimasti in silenzio

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Lettera inviata al Fatto Quotidiano.

Scrivo in merito all'editoriale del 6 giugno scorso in cui Peter Gomez accusa il Pd di un "silenzio infastidito di fronte alla parola mafia" pronunciata nell'Aula del Senato dal neo premier Giuseppe Conte. Forse Gomez non ha ascoltato il dibattito nell'aula di Palazzo Madama. E per questo inviterei Il Fatto, per una volta, ad evitare strumentalizzazioni politiche, almeno su un tema delicato come la battaglia contro le mafie.
Come vicepresidente del gruppo dei senatori del Pd sono intervenuto nel corso del dibattito sulla fiducia e ho incentrato tutto il mio discorso proprio sul fatto che non basta la frase striminzita letta da Conte - "combatteremo con ogni mezzo le mafie aggredendo le loro finanze e la loro economia" - per indicare un percorso per noi irrinunciabile, quando invece i primi fatti del governo vanno esattamente nella direzione opposta. Il ministro dell'Interno e vicepremier Matteo Salvini, quindi non uno qualunque nell'Esecutivo giallo-verde-nero, nella sua visita in Sicilia non ha neanche pronunciato la parola "mafia", come se la criminalità organizzata non esistesse.

PD Casapesenna: Se si fa la guerra ad un sindaco espressione del Pd si è lontani da quella comunità

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Intervista - Il Mattino Caserta (file PDF).

Senatore Franco Mirabelli, la consigliera Raffaella Zagaria ha contestato il provvedimento di espulsione, sia sotto l’aspetto formale che sostanziale, può spiegare che cosa è accaduto?
«Non voglio fare polemiche con nessuno, ma il principio è semplice: se si sceglie di candidarsi contro il partito, oppure di non sostenere un sindaco Pd in Consiglio Comunale, si sceglie di stare fuori dal partito e mi limito solo a fare il notaio. Si tratta di scelte politiche che vengono assunte non in linea con il Pd e quindi si decide di collocarsi fuori dal partito mi sembrano cose di buon senso. Credo invece che debba far riflettere il fatto che molte questioni rilevanti passano sotto silenzio, poi l’esclusione di persone dal partito per i casi che ho appena citato fanno notizia e suscitano un clamore spropositato».

Il Pd unito si sieda al tavolo con M5S

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Intervista dell'Agi.

Il Partito democratico si sieda al tavolo con il Movimento 5 stelle e inizi a discutere "avendo ben chiara la sua posizione". Franco Mirabelli, senatore dem, lo dice all'AGI in vista della Direzione di giovedì prossimo chiamata a decidere se avviare o meno il confronto con il partito guidato da Luigi Di Maio per iniziare a concordare un programma di governo.
"Scegliere di non sedersi a quel tavolo - afferma - sarebbe stravagante. Perché il Presidente della Repubblica ha dato una mandato esplorativo al presidente della Camera e perché dal Movimento è arrivata l'assicurazione, chiesta dal Pd, che il forno con la Lega è stato chiuso definitivamente. Nulla osta, quindi, a verificare se ci sono le condizioni" per parlare di un programma comune a partire dai punti proposti dal Pd nel corso della campagna elettorale.
Mirabelli (che comunque ritiene "molto difficile" un'intesa con il Movimento) auspica che giovedì non si aprano nuove fratture tra le diverse anime del partito, tra chi vorrebbe restare all'opposizione e chiudere a ogni dialogo e chi invece vorrebbe andare a vedere le carte del Movimento.

Caserta: L'Idrico sembra un carrozzone politico

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Intervista di CasertaNews.

Senatore Mirabelli, il Pd di Caserta è di nuovo finto al centro delle polemiche per gli Enti strumentali. Il Consorzio Idrico sembra un "bubbone" pronto per esplodere.
“Posso fare innanzitutto una premessa, per me fondamentale?”
Certo, dica.
“Io credo che i partiti debbano restare fuori dalla gestione dei Consorzi e degli Enti strumentali. Bisogna lasciar fare ai sindaci ed ai soci”.
Ma dal Pd la tirano in ballo. L’ex sindaco di Macerata Luigi Munno ha chiesto un suo intervento.
“Ho letto da CasertaNews le dichiarazioni di Munno, che richiama un intreccio tra partiti ed enti strumentali che secondo me non va bene e che, sicuramente, non è utile”.
Ha letto, però, il dossier del presidente del collegio dei revisori dell’Idrico…
“Sì e devo dire che il quadro è molto preoccupante. Mi domando, però, se non sia un po’ tardivo farlo a pochi giorni dal voto per il rinnovo del consiglio di amministrazione. Mi chiedo perché non lo abbia fatto prima”.