La vera lotta alla ludopatia

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Articolo pubblicato su Democratica (file PDF).

Se la lotta alla ludopatia è davvero una priorità, allora il governo sia conseguente e coerente: preveda la diminuzione delle entrate dello Stato dal settore e il dimezzamento dell’offerta di gioco, altrimenti il divieto di pubblicità rimarrà soltanto uno slogan.
In questa direzione va il nostro disegno di legge sul riordino del settore del gioco, appena presentato a mia prima firma al Senato, che raccoglie l’eredità del confronto in Conferenza Stato Regioni ed enti locali e del lavoro svolto nella passata legislatura, con il sottosegretario Barretta. Su questo ci aspettiamo che il governo batta un colpo e che si confronti con le opposizioni.
Il disegno di legge del Pd intende riordinare l’intero settore, lasciando in capo allo Stato la regolamentazione del gioco pubblico, in leale collaborazione con le Regioni e con gli enti locali, con cui stringere intese.
Gli obiettivi della nostra proposta sono di ridurre l’offerta e la domanda di gioco, dimezzare il numero delle slot e delle sale gioco sul territorio e tutelare la salute dei cittadini, soprattutto dei minori e dei soggetti più deboli dalle ludopatie, contrastando il gioco d’azzardo patologico.
La qualità dell’offerta e le garanzie di credibilità e sicurezza degli operatori devono aumentare e deve crescere il controllo e la tracciabilità di tutti i flussi finanziari per garantire la legalità e contro il riciclaggio.

Immigrazione: nessuna svolta, nessuna novità storica

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Articolo pubblicato da HuffingtonPost.

L'entusiasmo con cui il presidente del Consiglio e il ministro degli Interni stanno festeggiando la disponibilità di alcuni Paesi europei a farsi carico di una parte delle persone sbarcate a Pozzallo appare francamente esagerato.
In realtà non siamo di fronte a nessuna svolta storica e neppure a un fatto nuovo.
Nel 2015 l'Unione Europea su pressione del governo italiano stabilì una quota di ricollocamento obbligatoria dall'Italia negli altri Paesi UE di 40.000 immigrati. A oggi, l'Europa non ha mantenuto interamente l'impegno grazie anche al rifiuto di molti Paesi a fare la propria parte preferendo essere deferiti alla Corte di Giustizia Europea per non aver adempiuto a un obbligo stabilito in sede comunitaria. Nonostante ciò, comunque, 12.500 persone sbarcate in Italia sono state collocate in altri Paesi europei.
Raccontare, come si sta facendo in queste ore, che le poche decine di immigrati che verranno accolti in pochi Paesi della Unione Europea rappresentano una novità storica, un successo del governo e della sua linea dura appare francamente propagandistico o perlomeno prematuro, certamente non giustificato dai dati di realtà.

Azzardo: giusta via; si può stringere di più

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Articolo pubblicato da Avvenire.

Il cosiddetto “Decreto Dignità”, di cui finalmente abbiamo conosciuto con precisione il testo, all’Articolo 9 contiene, come preannunciato, la proibizione di ogni forma di pubblicità relativa a giochi e scommesse con vincite in denaro.
È una norma giusta che completa un percorso iniziato con la Legge di Bilancio del 2015 che ridusse significativamente gli spazi televisivi fino a proibire gli spot su ogni rete RAI e che ridusse del 30% il numero delle slot machines (awp) nei bar e nelle tabaccherie, imponendo criteri e regole più stringenti.
Proibire la pubblicità è un atto necessario a fronte della proliferazione assolutamente esagerata che in questi ultimi anni c’è stata, soprattutto in concomitanza con gli eventi sportivi, dei messaggi promozionali che incentivano le scommesse.
Il Governo ha, quindi, proposto un provvedimento che pensiamo sia efficace per ridurre la domanda di gioco d'azzardo. Ma si consentano alcune riflessioni rivolgendomi ad un quotidiano come Avvenire che si è sempre distinto nel chiedere interventi più efficaci per lottare contro le azzardopatie e che della proibizione della pubblicità ha fatto giustamente un obbiettivo.

Anche sul gioco d’azzardo il Governo ha perso la sua occasione

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Articolo pubblicato da Democratica.

L’intervento previsto dal cosidetto decreto dignità che abolisce definitivamente la pubblicità di ogni gioco con vincite in denaro, escluse le lotterie nazionale, costituisce certamente una delle poche norme positive contenute nel provvedimento. Ma, come le altre, anche questa scelta sembra più dettata dalla voglia di presentare atti dall’alto valore simbolico a cui però sembra non corrispondere la stessa volontà di intervenire davvero sulla riduzione dell’offerta di gioco, intervento necessario per combattere le ludopatie.
Certamente sono stati più coraggiosi i governi del Pd che non solo hanno ridotto drasticamente gli spazi pubblicitari televisivi, consentendoli solo dopo le 22.30 sulle tv generaliste, ma hanno anche ridotto di un terzo il numero delle slot installate nei bar e nelle tabaccherie. E sono sicuramente più efficaci anche le misure previste dall’accordo Stato-Regioni condiviso al termine della scorsa legislatura che intervengono in modo efficace su diversi fronti: dai controlli alla qualità e alle tutele dei minori e dei soggetti deboli, al dimezzamento dei punti e delle sale gioco sul territorio nazionale.