Gli impegni per la nuova Legislatura

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La XVIII legislatura è iniziata e in queste settimane il Capo dello Stato sta svolgendo le consultazioni cercando di comporre uno scenario complicato da un risultato elettorale che non ha dato ai vincitori - né al centrodestra, né al Movimento 5 Stelle - i numeri sufficienti nelle aule parlamentari per governare.
Non spetta al PD, penalizzato dagli elettori, mettere i propri voti a disposizione di uno o dell’altro schieramento. Sono troppo diverse le proposte, i programmi, l’idea di futuro e di Europa per poter pensare di governare con Di Maio o peggio con Salvini.
Questo non significa non impegnarsi in Parlamento per sostenere politiche utili per dare risposte concrete ai cittadini, né rinunciare alle nostre battaglie per i diritti o a fare opposizione ogni volta che il futuro Governo proporrà cose che non condividiamo o, ancora, a ricordare le promesse mirabolanti e irrealizzabili che sono state fatte in campagna elettorale dai vincitori.
Insomma, mentre i vincitori sono impegnati nella ricerca di un improbabile accordo di Governo che possa riunire proposte diametralmente opposte e elettorati inconciliabili, noi abbiamo già cominciato a rilanciare le nostre proposte nelle aule parlamentari, presentando disegni di legge importanti che avremmo voluto sostenere restando al Governo, se gli elettori ci avessero premiato, ma che anche in questa situazione non rinunciamo a sostenere.

La riforma del gioco tornerà ad essere protagonista in Parlamento

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Intervista della rivista GiocoNews di Aprile 2018.

Qualunque sarà il nuovo Governo italiano, come auspica che si muova in materia di gioco e quali sono gli obiettivi che si dovrà porre?
Penso che si debba riprendere in mano il documento finale della Conferenza Stato-Regioni, tradurlo in un disegno di legge e approvarlo, visto che è il frutto di un lavoro condiviso per ridurre la domanda e l’offerta di gioco in questo Paese. Sicuramente ripresenterò il mio disegno di legge di riordino complessivo, con gli elementi migliorativi emersi dai lavori della Conferenza, quindi, una riduzione più significativa delle sale giochi e della presenza di slot machines in luoghi pubblici che non sono destinati al gioco, maggiori garanzie per la salute dei giocatori che riguardano le caratteristiche che devono avere i responsabili delle sale o anche l’utilizzo della tessera sanitaria come documento identificativo per poter giocare e per affrontare il tema del riciclaggio e della legalità. Temi, per altro, emersi anche dal Rapporto della Commissione Antimafia.

Le domande che ci consegna questo esito elettorale

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Articolo pubblicato su Huffington Post.

Di tutte le assemblee a cui ho partecipato in questi giorni mi hanno colpito la partecipazione di tante persone e la qualità del dibattito, la ricerca e la voglia di approfondire le ragioni della sconfitta, senza scorciatoie.
Purtroppo, non vedo tutto questo nella discussione che viene riportata dagli organi di stampa.
Quando ragioniamo sul risultato elettorale dobbiamo evitare che la discussione sia polarizzata tra chi spiega che la colpa della sconfitta è attribuibile a Renzi e chi, invece, spiega che è di coloro che hanno impedito a Renzi di lavorare in quanto in disaccordo con lui.
Penso, infatti, che questa non sia una discussione su un risultato elettorale negativo come tanti: purtroppo, questo risultato indica una difficoltà profonda di cui dobbiamo comprendere le ragioni, per ripartire da lì.
Sarebbe sbagliato banalizzare le ragioni di una sconfitta elettorale di queste dimensioni, cercare alibi o limitare la discussione a problemi di comunicazione e informazione (che pure ci sono stati).
Innanzitutto, sono convito che non sia stato ciò che abbiamo fatto il motivo su cui abbiamo preso o perso voti.

Più tutele per i risparmiatori

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Articolo pubblicato sulla rivista Abitare nei Quartieri.

Il lavoro della Commissione d’Inchiesta sul sistema bancario e finanziario, a cui ho contribuito, ha fatto emergere la necessità di intervenire almeno su tre versanti, perché vicende come quelle che hanno portato al collasso 7 banche italiane non si ripetano. Al di à delle responsabilità degli amministratori sulle crisi degli istituti di credito su cui le Procure stanno indagando e i Tribunali stanno sentenziando. Al di là cioè dei palesi illeciti commessi spesso per arricchimenti personali, senza alcuna remora a salvaguardare le banche e agli effetti spesso gravi sui risparmiatori, sono evidenti i buchi presenti nella nostra legislazione e i limiti di un sistema che, in questi casi, non è riuscito a garantire la difesa della solidità delle banche e dei risparmiatori.
Il primo tema da affrontare è quello della vigilanza. Infatti, proprio la riforma della vigilanza è indispensabile perché non si ripetano vicende come quelle che abbiamo conosciuto.
Al di là delle responsabilità soggettive, gli strumenti ispettivi e sanzionatori a disposizione sono insufficienti e CONSOB e Banca d’Italia spesso si sovrappongono e si rimpallano le responsabilità.