Per Salvini i problemi di legalità sono i negozi etnici e non le mafie

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Articolo pubblicato su Democratica.

Dopo la discussione in commissione il decreto Salvini resta orribile. Un manifesto che non contiene né norme né risorse per dare più sicurezza ai cittadini. Non ci sono più soldi per le forze dell’ordine o per la video sorveglianza; si dà ai sindaci la possibilità di fare ciò che già possono fare, ma non c’è nulla per intervenire sul degrado e dare strumenti per mettere in sicurezza aree come quella di San Lorenzo, resa tristemente nota dalla cronaca di questi giorni.
La stragrande parte delle misure contenute nel decreto serve a mostrare un volto disumano e inospitale dell’Italia, con l’assurda idea di spaventare chi già non ha niente, né soldi, né libertà e né diritti, perché non venga in Italia. Per fare questo si sono accumulate norme palesemente incostituzionali, riducendo le motivazioni per i permessi umanitari, demolendo tutti i cardini dell’integrazione che funziona, costruendo, con procedure accelerate (senza gara con buona pace dei 5 stelle) i centri per i rimpatri, in cui detenere per 180 giorni le persone con foglio di via, ma senza occuparsi di finanziare i rimpatri stessi, infine facendo precipitare nella clandestinità persone che hanno il permesso di soggiorno, magari lavorano e hanno casa.
Ci saranno più clandestinità e più insicurezza. Ma di questo vive la Lega: dell’alimentare paure.

Fallito il progetto casertano per inutili giochi di poltrone

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Ha guidato il Partito Democratico e ora è pronto a segnare un cambiamento. È Franco Mirabelli che risponde alle domande sull’avanzata della Lega.
Commissario Mirabelli, quando ha assunto la guida del Partito Democratico in Provincia di Caserta era convinto che si sarebbe potuto registrare un cambio di passo, poi cos’è accaduto?
«A Caserta c’era una grande occasione rappresentata dall’implosione di Forza Italia con il crollo dell’ex Sottosegretario Nicola Cosentino. Avevamo l’occasione di costruire una politica che mettesse al primo posto i cittadini e le loro esigenze. Questa operazione non è riuscita in tutte le zone della Provincia di Caserta e siamo stati percepiti come quelli che si occupano delle poltrone e della gestione del potere».
Ha ragione il Professor Cacciari quando afferma che la Lega ha occupato gli spazi lasciati liberi dagli altri e il riferimento è stato al PD e alla sua distanza dai cittadini?
«La politica a Caserta è rimasta quella degli accordi, del potere, dei consorzi, degli accordi spesso trasversali senza guardare ai bisogni della gente».

Giochi e scommesse

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Articolo pubblicato dalla rivista Abitare nei quartieri (file PDF).

L’Articolo 9 del cosiddetto “Decreto Dignità”, contiene le norme riguardanti la proibizione della pubblicità relativa a giochi e scommesse con vincite in denaro.
Sul tema del gioco, però, credo che sia utile dire le cose come stanno, al di là della retorica e della propaganda.
La proibizione della pubblicità, a mio avviso, si è resa necessaria per ridurre la domanda di gioco. Già in precedenza, i Governi in carica erano intervenuti con delle norme per regolamentare la pubblicità, proibendola sulle reti RAI e stabilendo delle regole ferree rispetto agli orari in cui era possibile trasmetterla sulle reti generaliste.
Con i precedenti Governi Renzi e Gentiloni, in particolare nel 2015, sono state introdotte anche norme positive volte a ridurre l’offerta di gioco, che prevedevano la riduzione delle awp e delle slot machines nei bar e nelle tabaccherie, l'accesso remoto per controllare meglio le macchinette.
Tuttavia la regolamentazione della pubblicità in televisione si è rivelata insufficiente.

Case popolari, "positiva l'autogestione dei cittadini di viale Ca' Granda a Milano"

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Articolo pubblicato da Il Redattore Sociale.

Il senatore Mirabelli (Pd) in viaggio nei quartieri popolari per “mappare” problemi e esperienze positive. Viale Ca' Granda, quartiere Niguarda, è una di queste da anni. Ma il senatore accusa l'Aler: “L'autogestione non è sostenuta, ritardi di mesi nei pagamenti dei fornitori anche se i cittadini hanno già versato i soldi”.

Viale Ca' Granda, periferia nord di Milano, a poche centinaia di metri dall'ospedale Niguarda. Qui da anni il quartiere è presidiato da un Comitato di autogestione. “Un'esperienza positiva – assicura il senatore Franco Mirabelli (Pd) che è in settimana è andato a trovarli nell'ambito di una serie di visite nei quartieri di case popolari a Milano – un'autogestione prevista da Aler e realizzata bene, perché gli inquilini si occupano di cura del verde, dei piccoli interventi di manutenzione e sopratutto di gestire gli impianti di riscaldamento”. Una responsabilizzazione sulle spalle di cittadini, tutti in affitto, che “porta gran parte degli inquilini a guardare con più cura e attenzione al proprio quartiere”.