Candidati controllati uno per uno

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Intervista di Lorenzo Iuliano pubblicata da Il Mattino (PDF)

Domani saranno esattamente due mesi dalla sua nomina a commissario del dilaniato partito democratico della provincia di Caserta. Il senatore milanese Franco Mirabelli, 56 anni, bocconiano e capogruppo in commissione Antimafia, è chiamato ad affrontare la nuova grana dell`inchiesta che investe un personaggio di primo piano come Stefano Graziano. E allora via alle contromisure. Mirabelli annuncia la «road map» della legalità verso il voto amministrativo e sgombra il campo da ogni tentativo di strumentalizzazione, ribadendo con forza che «Caserta non finirà per essere la Quarto del Pd, non faremo come i Cinque Stelle».
Senatore, che rischio corre il partito sotto i riflettori di questa nuova indagine?
«Gli stessi rischi che correva anche prima, innanzitutto quello di essere omologato in un quadro politico, come quello casertano, in cui per la stragrande maggioranza dei cittadini la politica è qualcosa da tenere lontano, che si associa a corruzione e malaffare. Lo sforzo che stavamo già facendo e che continueremo a fare è di costruire credibilità, a partire dalle liste che presenteremo, che dovranno dare la massima garanzia di legalità agli elettori. E poi ci ripromettiamo di cambiare il partito».

Stiamo facendo pulizia. Almeno ci proviamo

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Intervista di Roberta D'Angelo pubblicata da Avvenire (PDF)

Le elezioni si avvicinano, una parte della magistratura polemizza con il Pd, gli avversari se la ridono e gli scandali si susseguono. Ma il senatore dem Franco Mirabelli, capogruppo democratico in Commissione Antimafia e da due mesi commissario del partito a Caserta, replica pacato: «Noi proviamo ad arrivare prima della magistratura. Che la situazione fosse complicata lo so bene, se no non ci sarebbe stata la necessità di mandare da Milano il commissario. Eravamo consapevoli dei rischi che ci sono nella zona».
Ma la vicenda di Graziano alla vigilia del voto getta altro fango sul Pd. È arrivato troppo tardi?
In realtà oggi il Pd è l’unico partito che si assume la responsabilità di provare a cambiare le cose. Penso che sia troppo facile fare come i 5 Stelle che non si presentano per evitare infiltrazioni. Penso che la politica debba avere la responsabilità di governare, sapendo che è evidente che sta emergendo un quadro oscuro, grazie alle indagini.
Non solo a Caserta….

La prefettura ci dia una mano

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Intervista di Raffaele Sardo pubblicata da La Repubblica ed. Napoli (PDF).

«Credo che il Pd abbia un problema in una terra così complicata come la provincia di Caserta, dove la presenza della criminalità organizzata e del malaffare si fa molto sentire e penetra nelle pubbliche amministrazioni». Il giorno dopo la bufera giudiziaria che ha visto coinvolto anche il presidente regionale del Pd, Stefano Graziano, indagato di concorso esterno in associazione mafiosa, il senatore milanese Franco Mirabelli, commissario del Pd casertano da due mesi, prova ad uscire dall’angolo in cui si è cacciato il partito.
Se l’aspettava il coinvolgimento di Stefano Graziano in un`inchiesta con un`accusa così grave?
«No di certo. Ma aspettiamo che le indagini della magistratura si concludano. Intanto credo che Graziano abbia fatto bene ad abbandonare le cariche di partito. Sull’inchiesta in generale penso che siamo di fronte all’ennesimo intreccio, che ormai è un modello, tra pubblica amministrazione, impresa, criminalità organizzata e politica. Questo mi pare il “modus operandi”, che non è diverso da quello di Maddaloni».
Dice bene. È un “modus operandi”.

Il Pd fa molto contro le infiltrazioni

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Intervista di Thomas Mackinson per Il Fatto Quotidiano.

Il senatore Mirabelli, inviato da due mesi nel casertano per traghettare i comuni a rischio infiltrazioni, si dissocia dalle parole della collega che ha accusato la classe dirigente del Pd di non avere anticorpi contro il malaffare e di premiare solo chi porta "pacchetti di voti", marginalizzando chi combatte per la legalità. "Il Pd sta facendo tanto", ribatte lui accusando i Cinque Stelle: "per paura e per non rischiare nulla qui non si candidano neppure".

“Il giudizio che la Capacchione ha dato del Pd è sbagliato e ingeneroso. Non mi riconosco in quelle parole. Contro le infiltrazioni abbiamo fatto e stiamo facendo molto”. Così Franco Mirabelli, l’uomo che due mesi fa il Pd ha spedito nella terra dei Casalesi per commissariare il partito e traghettarlo verso le amministrative in 32 comuni. Classe 1960, il senatore Mirabelli è un milanese doc, laureato in economia politica e ha fatto tutta la sua carriera all’interno del partito. Che però lo designa, pur senza una competenza specifica in materia, capogruppo nella commissione antimafia. Per poi spedirlo nelle terre della camorra, dove una settimana via l’altra sono stati sciolti comuni, indagati sindaci, azzerate giunte per sospette infiltrazioni.