Le linee della manovra economica e gli obbiettivi del nuovo Governo

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Articolo pubblicato dal mensile Zona Nove.

Ottobre è il mese in cui il Governo imposta la manovra economica per gli anni successivi presentando il Documento di Economia e Finanza.
Non è un documento contabile ma lo strumento con cui si indicano gli obbiettivi delle politiche economiche che la maggioranza di Governo intende realizzare.
Quest'anno leggere quel documento è particolarmente importante perché lì si possono trovare gli elementi di discontinuità con il Governo precedente e le ragioni, almeno per il PD, della scelta di costituire un nuovo Governo dopo che Salvini ha fatto cadere il precedente.
La prima ragione sta nella necessità di evitare l'aumento dell'IVA che ricadrebbe su tutti i cittadini e penalizzerebbe in particolare i più deboli.
Servono 23 miliardi per congelare le cosiddette clausole di salvaguardia che Salvini aveva portato, appunto, da 11 a 23 miliardi.
Non solo: ridare credibilità ai conti pubblici significa poter ridurre gli interessi sul debito pubblico.
Abbiamo un debito pubblico enorme e per pagarlo chiediamo di prestarci soldi ai cittadini e agli investitori, se c'è fiducia nel futuro del Paese possiamo pagare interessi più bassi, altrimenti crescono.

Il padrino dell’antimafia

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Intervento svolto alla presentazione del libro di Attilio Bolzoni “Il padrino dell’antimafia. Una cronaca italiana sul potere infetto” (video).

Ad Attilio Bolzoni va il ringraziamento per aver fatto un libro che obbliga a riflettere su una cosa reale di cui si è parlato troppo poco e che invece va approfondita, soprattutto da parte di chi si occupa di antimafia perché c’è bisogno di mettere in campo anticorpi rispetto ad un uso spregiudicato e criminale dell’antimafia, non solo in Sicilia.
Un altro ringraziamento va anche a Rosy Bindi perché ha un grande merito nell’aver voluto che la Commissione Parlamentare Antimafia facesse quell’approfondimento e non era contento nessuno che ci occupassimo di questo e che ascoltassimo in audizione molti di coloro che sono considerati i rappresentanti più autorevoli dell’antimafia in Italia per costringerli a riflettere su alcune vicende.
Il libro “Il padrino dell’antimafia. Una cronaca italiana sul potere infetto” è molto esplicito: racconta un clima, un ambiente culturale, reati che si trovano negli atti giudiziari ma anche comportamenti diffusi nelle classi dirigenti della Sicilia. Si parla di politica, di impresa e, purtroppo, anche di ambienti della magistratura.
Di vicende come quella raccontata nel libro, purtroppo, ne stiamo vedendo tante.

Lavoriamo per dare risposte agli italiani

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Intervento a Coffee Break di La7 (video).

La differenza rispetto al precedente Governo è che M5S e Lega sono andati avanti per tutta la durata del loro Governo a fare maggioranza e opposizione contestualmente mentre mi pare che oggi il primo dato di discontinuità evidente dal risultato del lavoro di costruzione dell’alleanza e anche dalle cose dette e fatte ieri in Consiglio dei Ministri sia che questo clima non c’è più.
Oggi c’è un Governo normale in cui c’è una maggioranza normale, in cui tutti tendono a sostenere il Governo e non a sventolare la propria bandierina di parte considerando il governare una campagna elettorale permanente ma considerando il governare una cosa che deve essere utile al Paese.
In questi giorni c’è già stato anche un altro segnale di discontinuità evidente: ora c’è un Governo che ha un rapporto con l’Europa diverso da quello precedente. Il Governo non è più comandato da chi vuole distruggere l’Europa e questo ha portato al fatto che già oggi ci sia un risparmio di 4 miliardi rispetto al costo del debito pubblico e che metteremo a disposizione degli italiani.
Inoltre, pensare di avere Gentiloni al posto di Moscovici è sicuramente un’opportunità per l’Italia e, soprattutto, con questo l’Italia rientra in Europa per cambiare l’Europa con una funzione importante.

Il nuovo Governo e il futuro dell'Italia in Europa

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Articolo pubblicato sul mensile Zona Nove.

Dopo che, i primi di agosto, Matteo Salvini ha deciso di far cadere il Governo, pensando prima ai suoi interessi di Partito, convinto che avrebbe vinto le elezioni e conquistato “tutto il potere”, c’era il rischio concreto che questa scelta la pagassero gli italiani con l’aumento dell’IVA e con l’esplosione degli interessi sul nostro debito pubblico.
Solo l’annuncio della volontà di costruire una nuova maggioranza in Parlamento e, quindi, un nuovo Governo ha fatto scendere lo spread di 100 punti e risparmiare alcuni miliardi che potranno essere usati per migliorare i servizi per i più deboli e ridurre le tasse.
Siamo indebitati molto e, per pagare il debito, abbiamo bisogno di qualcuno che ci presti i soldi; se quel qualcuno non si fida di noi, di fronte a proposte assurde che produrrebbero altri debiti, alza il tasso di interesse e fa costare di più il debito, significa che restano sempre meno soldi da spendere per i servizi per i cittadini. Oggi, il fatto che l’Italia abbia più credibilità in Europa e sui mercati grazie al nuovo Governo, si traduce nell’avere a disposizione più soldi per pagare i servizi, per fare investimenti e per fare una manovra che non sarà “lacrime e sangue” ma che servirà per impedire l’aumento dell’IVA e abbasserà le tasse sul lavoro, tagliando il cuneo fiscale, come è annunciato nel programma di Governo e di questo ne beneficeranno i lavoratori dipendenti e il ceto medio basso.