M5S: da uno vale uno a processi staliniani

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Non so come finirà la vicenda del dissenso all'interno del M5S.
Come era ovvio e giusto che fosse, qualcuno, anche all'interno del monolite pentastellato, comincia ad usare la propria testa.
E a dire che il decreto su Genova contiene un chiaro e semplice condono e che il Dl sicurezza è un provvedimento inefficace, sbagliato, pericoloso per il nostro Paese.
Il dissenso è il sale della democrazia e fortunatamente in Parlamento non c'è il vincolo di mandato. Per questo sarà interessante sapere quali decisioni verranno prese all'assemblea dei parlamentari grillini questa sera.
Dubbi che una reale e partecipata democrazia vivesse nei dintorni della Casaleggio & associati ne nutrivamo anche prima, ma non vorremmo che da stasera tra gli amici di Di Maio si passasse dall'uno vale uno ai processi staliniani.

Bloccando le grandi opere si penalizza il Paese

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Intervento a SkyTg24.

Mi pare inevitabile che si dica sì a Tap e Tav. Troverei strano un Paese in cui ogni Governo che si succede, se è della parte avversa del precedente, blocca i progetti avviati da altri. Questo non può funzionare. Tav e Tap sono due opere importanti, si sono già spesi molti soldi e, al di là delle penali, bloccarle vuol dire pagare un costo per opere non realizzate, per soldi già versati, per contenziosi aperti. Bloccando Tav e Tap, quindi, si può forse accontentare qualche elettore ma rischia di penalizzare il Paese.

I salvabanche servono per aiutare i correntisti

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Intervento a SkyTg24

I “salvabanche” sono stati un cavallo di battaglia per diversi anni e adesso che c’è di nuovo un problema con le banche, un Governo di segno diverso dal nostro ha capito che, per il bene del Paese, la strada da seguire è quella di metterci soldi pubblici per aiutare chi ha depositi, obbligazionisti e correntisti. Sono contento che Salvini si sia accorto che quando le banche falliscono lo Stato interviene per aiutare i correntisti e non i banchieri.

Si è fatta un'operazione di propaganda politica su Genova

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Intervento in Tv a 7Gold.

L'arrabbiatura dei genovesi di questi giorni è data dalle aspettative suscitate e deluse e dal fatto che è stata fatta una gigantesca operazione di propaganda politica in cui si è spiegato che due giorni dopo si sarebbero date le case agli sfollati e cominciato a ricostruire il ponte e così non è stato.
Sono passati due mesi di divisioni, incomprensioni, discussioni e che oggettivamente hanno fatto perdere tempo.
Stando sul merito del decreto, va chiarito che non si può separare la questione del fare in fretta da quella del fare bene, anche dal punto di vista della legalità. Non sono questioni alternative.
Su Expo, in Parlamento, abbiamo preso una serie di decisioni per accelerare i tempi in modo da non perdere l'occasione ma allo stesso tempo si sono messi in campo una serie di interventi preventivi rispetto alle infiltrazioni mafiose che oggi nel decreto per Genova non ci sono e andranno messe perché coinvolgono il coordinamento tra le diverse forze dell'ordine e la possibilità di controlli sui cantieri.