Grillo dà dei mafiosi ai Democratici ma un anno fa spiegava che la mafia è meglio della crisi

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Sono preoccupato per gli atteggiamenti del Movimento Cinque Stelle perché sono il capogruppo del PD in Commissione Antimafia, so le cose che sta facendo lo Stato per combattere la mafia e ridurre tutto a “o si è con noi o si è mafiosi” dà un’idea ai cittadini che colpisce fortemente la credibilità delle istituzioni e non aiuta a combattere la mafia.
Credo che ci sia da parte del Movimento Cinque Stelle il tentativo di sfasciare, di mettere in discussione le istituzioni e il modo anche di intendere la democrazia.
Noi del PD siamo stati accusati di essere mafiosi perché introduciamo un reato che punisce il voto di scambio non solo se ci sono di mezzo dei soldi ma Grillo è andato in Sicilia non più tardi di un anno fa a spiegare che, in fondo, la mafia è meglio della crisi.
Tre mesi fa i grillini alla Camera dei Deputati hanno votato le stesse cose che oggi hanno considerato un problema drammatico.
Ho l’impressione che non siano interessati ad entrare nel merito delle cose e le conseguenze per i cittadini ma interessa sfasciare.
[Tratto da un'intervista a TgCom24]

Da Renzi obiettivi di Governo di svolta

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Il discorso di oggi del Presidente del Consiglio é stato convincente e ha indicato con chiarezza gli obbiettivi di un governo di svolta, che vuole restituire credibilità alle istituzioni e dare risposte concrete ai cittadini. Il tono anche irrituale della relazione di Renzi ha contribuito a rafforzare l'idea di un Esecutivo che guarda al futuro dell'Italia e vuole rompere i vincoli burocratici e corporativi che pesano sul Paese e impediscono l'innovazione e la valorizzazione delle energie e delle risorse straordinarie che sono il nostro patrimonio più prezioso.
Le misure annunciate per far ripartire l'economia a partire dal pagamento di tutti i debiti della Pa e alla esenzione dal patto di stabilità delle spese per gli interventi sull'edilizia scolastica, insieme agli interventi proposti sul taglio di Irap e sul cuneo fiscale, sono proposte concrete che possono in poco tempo segnare una svolta positiva.

Ridicola la polemica intorno al ruolo di Napolitano

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Trovo la polemica intorno a Napolitano ridicola, oltre che un ulteriore modo per mettere alla berlina le nostre istituzioni e la nostra democrazia mentre invece dovremmo averle un po’ più a cuore.
Cos’altro avrebbe dovuto fare un Presidente della Repubblica in una fase storica in cui c’era un governo dove la maggioranza era implosa, c’era una situazione economica gravissima e dei rapporti difficilissimi con l’Unione Europea?
Il governo Berlusconi non lo ha fatto cadere il Presidente della Repubblica, è caduto perché non aveva più la maggioranza in Parlamento. Il Presidente della Repubblica si è premurato di avere una soluzione alternativa.

[Dalla trasmissione televisiva "Funamboli" di 7Gold - video della puntata]

La vita nelle carceri e gli orfani di Berlusconi

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Il messaggio alle camere rivolto dal Presidente Napolitano parlava dei deboli, degli ultimi, di chi soffre quotidianamente una condizione carceraria inaccettabile, non certo di Berlusconi. Parla di quelli che non possono permettersi un avvocato, che hanno commesso reati non gravi ma non avendo difesa fanno mesi o anni in carcere, spesso in attesa di giudizio. Parla di persone che in carcere trovano solo violenza, la sovrappopolazione che li costringe a stare in celle piccole in tanti ed in condizioni igieniche inaccettabili, e la disperazione che trasforma il carcere in un generatore di criminalità e non certo di riabilitazione. Parla di uno Stato che non può più accettare di violare quelli che sono diritti inalienabili anche per chi ha commesso reati. Di fronte all'accorato appello del Presidente, al suo richiamo, al valore morale del messaggio, ridurre tutto ad una strumentale polemica politica significa ignorare colpevolmente la condizione drammatica dei reclusi nel nostro Paese. Riportare anche una questione così grave che riguarda migliaia di persone a Berlusconi dimostra che una parte della politica di questo Paese non riesce a guardare ai problemi reali delle persone, che considera le istituzioni un campo di battaglia in cui ci si divide tra chi è con e chi e' contro Berlusconi e non sulle proposte per affrontare i problemi dei cittadini.