I 5 Stelle hanno perso una parte importante della loro identità

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Intervento a TgCom24 (video).

I 5 Stelle hanno perso una parte importante della loro identità, che era costruita sull’idea per cui nessuno poteva avere trattamenti di favore e nessuno poteva essere sottratto al giudizio della magistratura.
Esistono anche reati gravissimi che non necessariamente vengono compiuti per tornaconto personale.
L’Articolo 96 della Costituzione dice che un Ministro non è perseguibile se rappresenta una scelta condivisa con il resto del Governo. Ora c’è una memoria fatta da Conte e da altri Ministri in cui si dice che la scelta di Salvini è stata condivisa ma sembra un aggiustamento processuale perché tutti ricorderanno le cronache di quei giorni in cui il dissenso tra Conte, Toninelli e Salvini era evidente.
In questo modo, con il voto, i 5 Stelle impediscono alla magistratura di verificare se sono stati commessi reati sulla vicenda della Diciotti con la piattaforma Rousseau che è uno strumento molto discutibile. Hanno fatto votare 50mila persone che vorrei sapere che accesso hanno avuto ai documenti in possesso, ad esempio, della Giunta del Senato.

Anche Salvini deve rispondere alla legge

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Intervento a SkyTg24.

La magistratura verifica la correttezza degli atti di tutti i cittadini rispetto alle leggi. Di tutti i cittadini, compresi i ministri. Anche i politici e chi governa devono rispettare le leggi e se compiono reati devono pagare. Devono essere i magistrati, e non i militanti di questo o quel partito, a stabilire se il ministro Salvini ha commesso reati nel caso Diciotti e per questo noi voteremo sì all'autorizzazione a procedere. Non capiamo perché non si voglia dare alla magistratura la possibilità di verificare se le leggi sono state rispettare. Neanche la difesa che lo sbarco fu impedito da tutto il governo regge, perché sappiamo benissimo che non fu così, che il premier e altri esponenti del governo non condivisero le scelte del ministro dell'Interno. Si stanno forzando le norme per evitare che la giustizia faccia il suo corso.

C’è bisogno di una reazione politica e sociale ai femminicidi

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Intervento a 7Gold.

La vicenda di Sana è una vicenda brutta, che non si deve ripetere. È evidente che il fatto che fosse un tribunale pakistano a dover sentenziare sul caso rendeva più difficile la possibilità di avere giustizia.
La vicenda di Sana rientra nella categoria dei femminicidi. I femminicidi stanno dilagando. Le donne, troppo spesso, sono oggetto di violenza e per questo c’è bisogno di una reazione politica e sociale che comprenda che non è un caso questo fenomeno. La cronaca tutti giorni riporta di donne uccise o ferite tra le mura domestiche. Recentemente abbiamo fatto leggi affinché questo non possa più succedere. In Parlamento, anche in questa legislatura, si è appena costituita una commissione di inchiesta sui femminicidi.
La Lega, che è una forza di Governo, e in particolare il Ministro degli Interni ogni volta spiega, invece, che lo Stato non è in grado di difendere i cittadini e, quindi, che ciascuno si deve difendere da solo e questo è preoccupante.

I 5 Stelle ormai hanno smontato il loro apparato legalitario

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Intervento svolto a Tagadà su La7.

Non ho elementi per dire cosa succederà dopo le elezioni europee.
Il PD sta facendo un congresso, il 3 marzo eleggeremo un nuovo Segretario e si ripartirà da lì.
Le europee sono elezioni europee. Si misurerà certamente anche il consenso attorno alle forze politiche.
Credo che ci sia anche un tema di responsabilità nei confronti del Paese. Questo Governo ha fatto delle scelte molto impegnative: ha indebitato il Paese per fare due provvedimenti in particolare – reddito di cittadinanza e quota 100 - che non ci potevamo permettere e, a questo punto, le forze di maggioranza si devono assumere la responsabilità di andare fino in fondo ed essere loro a decidere dove trovare i 23 miliardi che serviranno per evitare l’aumento dell’IVA al 25%.