Si è fatta un'operazione di propaganda politica su Genova

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Intervento in Tv a 7Gold.

L'arrabbiatura dei genovesi di questi giorni è data dalle aspettative suscitate e deluse e dal fatto che è stata fatta una gigantesca operazione di propaganda politica in cui si è spiegato che due giorni dopo si sarebbero date le case agli sfollati e cominciato a ricostruire il ponte e così non è stato.
Sono passati due mesi di divisioni, incomprensioni, discussioni e che oggettivamente hanno fatto perdere tempo.
Stando sul merito del decreto, va chiarito che non si può separare la questione del fare in fretta da quella del fare bene, anche dal punto di vista della legalità. Non sono questioni alternative.
Su Expo, in Parlamento, abbiamo preso una serie di decisioni per accelerare i tempi in modo da non perdere l'occasione ma allo stesso tempo si sono messi in campo una serie di interventi preventivi rispetto alle infiltrazioni mafiose che oggi nel decreto per Genova non ci sono e andranno messe perché coinvolgono il coordinamento tra le diverse forze dell'ordine e la possibilità di controlli sui cantieri.

Sul caso Cucchi si è fatto un danno alla giustizia

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Intervento in Tv a 7Gold.

In questi 9 anni, in merito al caso Cucchi, si è fatto un danno alla giustizia del Paese e all'Arma dei Carabinieri.
Il punto, infatti, non è quello di aver attaccato l'Arma dei Carabinieri ma è che, anche di fronte all'evidenza, si è voluto difendere un atto che aveva portato alla morte di un giovane e si è voluto difendere a tutti i costi chi colpevolmente probabilmente lo aveva compiuto.
E tutto questo è stato fatto in nome di una difesa dei carabinieri.
I carabinieri sono una grande forza, una grande istituzione e una grande ricchezza per il Paese ma credo che non sia stata certamente Ilaria Cucchi ad infangare l'Arma dei Carabinieri, che in questi anni ha cercato di affermare la verità, ma sono quei carabinieri che hanno compiuto quest'atto e chi l'ha coperto fino ad oggi.

Con l’Europa di Visegrad, l’Italia sarà massacrata

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Intervento a SkyTg24.

Da ciò che sentiamo in questi giorni, emerge che i due vicepremier, Salvini e Di Maio, hanno una linea comune: anziché rispondere nel merito alle osservazioni che vengono loro fatte e porsi il tema di come risolvere i problemi degli italiani, in assenza di chiarimenti su come sarà il reddito di cittadinanza e su come sarà la riforma delle pensioni, cercano il nemico su cui scaricare il possibile fallimento e, quindi, per Salvini si tratta dell’Unione Europea e dei mercati mentre per Di Maio sono i giornalisti del gruppo L’Espresso e Repubblica. Ma l’idea di fondo è sempre quella di cercare il nemico invece che le soluzioni.

Mi aspetto che prima o poi in queste conferenze stampa congiunte con Orban e con Marine Le Pen, Salvini spieghi anche che idea hanno di Europa. Al di là di parlare di felicità o altro, vorremo sapere qual è l’Europa che vogliono.

Se aumenta lo spread non è per colpa dell’Europa

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Intervento a SkyTg24.

Se aumenta lo spread non è per colpa dell’Europa. Al Governo hanno deciso di fare una manovra in deficit. Quei debiti qualcuno li deve pagare. Se vogliamo soldi per fare l’operazione in deficit significa che qualcuno ce li deve dare. Se quel qualcuno - i mercati o le famiglie o i risparmiatori - non si fida di noi, non è colpa dell’Europa ma del fatto che c’è un Def che non dà nessuna garanzia né rispetto alla crescita né rispetto al fatto che l’Italia possa mettere in ordine i propri conti.

Gli esponenti del Governo dovrebbero anche preoccuparsi di spiegare cosa ci sarà scritto nei 12 Collegati alla Legge di Bilancio, di cui vedremo il contenuto probabilmente nei prossimi anni.