Il Governo in Italia e le vicende siriane

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Intervento a SkyTg24

I calcoli che Lega e M5S stanno facendo sulle campagne elettorali, interessi di bottega, elezioni regionali, sono calcoli irresponsabili nei confronti della necessità di fare chiarezza rispetto alle prospettive di governo del Paese e, soprattutto, rispetto alla necessità di avere un governo in tempi rapidi, anche alla luce della vicenda siriana, che è molto pesante.
In Siria c’è una guerra da 7 anni, stanno morendo milioni di persone, e c’è anche un conflitto tra due grandi superpotenze come Stati Uniti e Russia.
La guerra in Siria è al centro di un’area territoriale a cui noi siamo interessati, in cui c’è il conflitto Israelo-Palestinese, il conflitto tra Sunniti e Sciti, tra Iran e Arabia Saudita. Siamo, quindi, accanto ad una polveriera e credo che il nostro Paese abbia il dovere di spiegare – come ha tentato di fare Gentiloni in questi giorni - che il tema non è aspettare il prossimo intervento militare sanzionatorio (che è giusto che ci sia stato perché è gravissimo che siano state usate delle armi chimiche) ma bisogna attivare tutte le forze (soggetti interessati su quell’area e superpotenze) affinché si assumano la responsabilità di avviare una via diplomatica seria che supporti e non indebolisca l’Onu.
Il Governo Gentiloni ha avuto una linea chiara su queste vicende.

Siria: creare le condizioni per un governo del conflitto che non porti alla guerra

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Intervento a 7Gold.

Rispetto alle vicende siriane, l’Italia deve continuare a fare ciò che ha fatto in questi anni: stare dentro l’Unione Europea e sollecitare un maggiore protagonismo dell’UE. 
Oggi, infatti, il tema è sollecitare un’azione politica autonoma dell’UE che non metta in discussione le alleanze ma che ponga il problema di come evitare una escalation di un conflitto drammatico che va avanti da molti anni.
La comunità internazionale in questi anni non è riuscita a garantire una gestione del conflitto siriano e in questo ci sono responsabilità di molti ma questo non significa che l’Italia e l’Unione Europea debbano rinunciare a cercare di avere un ruolo positivo nel cercare di creare le condizioni per un governo del conflitto che non porti ad una escalation di guerra.

Si sta andando verso un Governo centrodestra-M5S

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Intervento a 7Gold.

Mi pare evidente che si sta andando verso un Governo centrodestra-M5S.
Penso che dovrà esserci una fase in cui non sarà solo il PD a porre alcune questioni di merito sul futuro del Paese. Ad esempio, mi piacerebbe che si cominciasse a capire cosa contiene il contratto di cui ha parlato Di Maio e che probabilmente sarà alla base dell’alleanza centrodestra-M5S. Sarà interessante vedere cosa ha in sé il contratto e come, sulla base di questo, si potranno superare delle divergenze tanto nette come quelle che sono emerse tra M5S e Forza Italia.
Al di là dei toni, ieri Berlusconi ha posto anche una questione di democraticità di M5S.
Vedremo cosa ci sarà scritto in questo contratto che, a detta di Di Maio, cambierà l’Italia e come metterà tutti d’accordo nonostante queste distanze.
Il PD resta il secondo partito del Paese e, come abbiamo già detto più volte, faremo opposizione: non abbiamo mai preteso di dettare le linee a un Governo ma faremo opposizione dicendo quello che avremmo fatto noi se avessimo dovuto governare e continuando a difendere una parte importante delle cose che abbiamo fatto negli ultimi anni.

Distanza abissale tra PD e Lega

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Intervento a Tagadà su La7.

È evidente che il PD sta all’opposizione sia del centrodestra che del Movimento 5 Stelle.
Il risultato elettorale mostra che nel centrodestra ha prevalso la parte sovranista, che vuole tornare indietro rispetto all’Europa e, quindi, la parte che più di altre è incompatibile con il PD.
Se guardiamo ai programmi dei partiti e se guardiamo anche al contesto europeo, infatti, c’è una distanza abissale tra il PD e Lega.
Il programma della Lega è incentrato sull’idea sovranista, è quello che abbiamo combattuto e che continueremo a combattere.
Berlusconi, invece, in questo momento è in una situazione complicata: per trovare uno spazio ha bisogno che cambi qualcosa.
Se l’incontro per formare il Governo è sui programmi, tra M5S e Lega ci sono alcuni punti in comune mentre si fa fatica a trovare punti in comune tra Forza Italia e M5S.