Nel decreto sicurezza non c'è nulla che possa far sentire sicuri i cittadini

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Intervista rilasciata ad AlaNews a margine di un incontro sul Decreto Sicurezza.

Quella di oggi è una della tante iniziative che stiamo facendo per spiegare davvero cos’è il Decreto Sicurezza: una legge manifesto che non contiene nulla che possa far dire che aumenterà la sicurezza per i cittadini. Ciò che c’è era già stato fatto prima, dai Governi precedenti, dall’assunzione delle forze dell’ordine ai finanziamenti per la videosorveglianza.
Il decreto sicurezza, quindi, è una legge che serve alla Lega per fare propaganda, dicendo ai cittadini che il problema della sicurezza si affronta. In realtà si scaricano tutti i problemi legati alla sicurezza genericamente sugli immigrati, non solo i clandestini o coloro che delinquono. C’è, dunque, il tentativo di fare un’operazione per dire che l’Italia non vuole gli immigrati, compresi quelli che sono già in Italia, integrati, con permesso di soggiorno. Oltretutto, alcuni immigrati si vedranno ritirare il permesso di soggiorno e precipiteranno nell’irregolarità.
Alcune scelte positive che hanno funzionato sull’immigrazione, con la nuova legge, vengono tolte.
Ci si accanisce sulle persone più deboli invece che colpire i criminali e i delinquenti e, soprattutto, invece che mettere la lotta alla mafia al primo posto.

Le contraddizioni del Governo giallo-verde

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Intervento in Tv a Telenova.

In questi pochi mesi di Governo giallo-verde, con gli annunci e le decisioni prese sono peggiorati tutti gli indicatori economici, dalla disoccupazione, al PIL agli investimenti che non vengono più fatti, come mostrano i dati.
Inoltre, gli esponenti del Governo giallo-verde dovrebbero smettere di prendersi meriti che non hanno e accreditarsi cose che ha fatto chi li ha preceduti, come ad esempio i 7.500 agenti di polizia che sono stati assunti ora grazie alle leggi fatte da Minniti durante il Governo Gentiloni.

Nelle scorse settimane si è parlato a lungo della chiusura dei negozi e la questione era stata posta da un Ministro del Governo come una chiusura domenicale tout court.
A mio parere, comunque, si tratta di qualcosa che non verrà mai realizzato.

Per Salvini i problemi di legalità sono i negozi etnici e non le mafie

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Articolo pubblicato su Democratica.

Dopo la discussione in commissione il decreto Salvini resta orribile. Un manifesto che non contiene né norme né risorse per dare più sicurezza ai cittadini. Non ci sono più soldi per le forze dell’ordine o per la video sorveglianza; si dà ai sindaci la possibilità di fare ciò che già possono fare, ma non c’è nulla per intervenire sul degrado e dare strumenti per mettere in sicurezza aree come quella di San Lorenzo, resa tristemente nota dalla cronaca di questi giorni.
La stragrande parte delle misure contenute nel decreto serve a mostrare un volto disumano e inospitale dell’Italia, con l’assurda idea di spaventare chi già non ha niente, né soldi, né libertà e né diritti, perché non venga in Italia. Per fare questo si sono accumulate norme palesemente incostituzionali, riducendo le motivazioni per i permessi umanitari, demolendo tutti i cardini dell’integrazione che funziona, costruendo, con procedure accelerate (senza gara con buona pace dei 5 stelle) i centri per i rimpatri, in cui detenere per 180 giorni le persone con foglio di via, ma senza occuparsi di finanziare i rimpatri stessi, infine facendo precipitare nella clandestinità persone che hanno il permesso di soggiorno, magari lavorano e hanno casa.
Ci saranno più clandestinità e più insicurezza. Ma di questo vive la Lega: dell’alimentare paure.

Fallito il progetto casertano per inutili giochi di poltrone

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Ha guidato il Partito Democratico e ora è pronto a segnare un cambiamento. È Franco Mirabelli che risponde alle domande sull’avanzata della Lega.
Commissario Mirabelli, quando ha assunto la guida del Partito Democratico in Provincia di Caserta era convinto che si sarebbe potuto registrare un cambio di passo, poi cos’è accaduto?
«A Caserta c’era una grande occasione rappresentata dall’implosione di Forza Italia con il crollo dell’ex Sottosegretario Nicola Cosentino. Avevamo l’occasione di costruire una politica che mettesse al primo posto i cittadini e le loro esigenze. Questa operazione non è riuscita in tutte le zone della Provincia di Caserta e siamo stati percepiti come quelli che si occupano delle poltrone e della gestione del potere».
Ha ragione il Professor Cacciari quando afferma che la Lega ha occupato gli spazi lasciati liberi dagli altri e il riferimento è stato al PD e alla sua distanza dai cittadini?
«La politica a Caserta è rimasta quella degli accordi, del potere, dei consorzi, degli accordi spesso trasversali senza guardare ai bisogni della gente».