Liste pulite, dal voto una nuova stagione

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Intervista di Lorenzo Iuliano pubblicata da Il Mattino Caserta (file PDF)

«Abbiamo messo in campo candidature di rinnovamento e un controllo di legalità elevato sulle liste, grazie a Prefettura e forze dell`ordine, gettando le basi di una nuova stagione per la provincia di Caserta, guidata dai sindaci di centrosinistra, dopo il crollo del centrodestra e mentre le inchieste della magistratura stanno ripulendo le pubbliche amministrazioni». Dopo la presentazione delle liste nei Comuni al voto è più sereno il commissario provinciale del Pd, il senatore Franco Mirabelli, che ha voluto con forza l`approfondimento sulle liste pulite.
Commissario, il controllo delle liste in prefettura cosa ha prodotto? Ci sono candidati esclusi?
«Finora, da quello che sappiamo, su nessun candidato sono stati riscontrati problemi. L'azione di controllo è stata fatta dal Pd anche prima di chiudere le formazioni. Sono felice che la prefettura abbia deciso di verificare tutte le liste nei vari Comuni, avviando controlli sul casellario giudiziario per appurare la veridicità delle autocertificazioni rispetto ai requisiti della legge Severino. Si tratta di un passo in avanti importante».

Terzo settore e no-profit: tutele e regole chiare

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Articolo pubblicato da Ecopolis di maggio 2016.

Il Senato ha recentemente approvato la legge delega sul Terzo Settore con cui si introducono regole chiare e tutele per il no-profit.
Il testo della riforma è ritornato ora alla Camera dei Deputati, dove la discussione e l’approvazione definitiva è stata calendarizzata per maggio.
Le linee guida del provvedimento, comunque, sono ormai state tracciate.
L’intento della riforma è quello di portare più trasparenza nelle regole e meno intoppi burocratici nel settore con una conseguente semplificazione di procedure. Obiettivi, questi, raggiunti attraverso il riconoscimento giuridico del Terzo Settore, il riordino delle attività di volontariato, promozione sociale e mutuo soccorso, la costruzione di un registro unico degli organismi che operano nel terzo settore. In pratica, associazioni di volontariato, cooperative sociali, fondazioni, associazioni di promozione sociale, ecc. diventano un’unica famiglia, con caratteristiche comuni riconosciute per legge, pur rimanendo soggetti con una loro specificità e diversi modelli organizzativi. Con l’approvazione definitiva della legge si avrà, quindi, un Testo unico, un Codice del Terzo Settore, con evidenti vantaggi in termini di semplificazione e di superamento di contraddizioni tra le diverse leggi oggi in vigore.

I partiti non possono ridursi a comitati elettorali

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Intervento a Radio Anch'io - RadioUno (audio della trasmissione).

In Campania continueremo a fare ciò per cui stavamo lavorando. Stiamo cercando di fare le liste del PD pulite e pretendiamo da tutti i nostri alleati in quei territori la stessa trasparenza e pulizia, facendoci aiutare. Abbiamo, infatti, chiesto e annunciato che tutte le nostre liste verranno verificate dieci giorni prima dalla Prefettura e questo serve a dare credibilità alle liste e alla politica e serve a mandare il messaggio che stiamo lavorando affinché le persone che andranno a votare trovino liste in cui ci siano candidati onesti.
Al di là di della vicenda di Stefano Graziano che ha assunto rilevanza nazionale ma di cui occorre attendere gli esiti della magistratura, sappiamo che la pressione della criminalità organizzata in quei territori è fortissima sia sulla politica che sull’impresa e le infiltrazioni ci sono. Il PD è l’unico partito che ha un radicamento sul territorio che non è stato azzerato in quei territori.
Noi possiamo fare due cose: o lavoriamo per pulire le liste o rinunciamo a presentarle di fronte ai rischi di infiltrazione. Io credo che il dovere di una forza politica sia quello di alzare le misure di prevenzione e presentarsi alle elezioni.

Candidati controllati uno per uno

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Intervista di Lorenzo Iuliano pubblicata da Il Mattino (PDF)

Domani saranno esattamente due mesi dalla sua nomina a commissario del dilaniato partito democratico della provincia di Caserta. Il senatore milanese Franco Mirabelli, 56 anni, bocconiano e capogruppo in commissione Antimafia, è chiamato ad affrontare la nuova grana dell`inchiesta che investe un personaggio di primo piano come Stefano Graziano. E allora via alle contromisure. Mirabelli annuncia la «road map» della legalità verso il voto amministrativo e sgombra il campo da ogni tentativo di strumentalizzazione, ribadendo con forza che «Caserta non finirà per essere la Quarto del Pd, non faremo come i Cinque Stelle».
Senatore, che rischio corre il partito sotto i riflettori di questa nuova indagine?
«Gli stessi rischi che correva anche prima, innanzitutto quello di essere omologato in un quadro politico, come quello casertano, in cui per la stragrande maggioranza dei cittadini la politica è qualcosa da tenere lontano, che si associa a corruzione e malaffare. Lo sforzo che stavamo già facendo e che continueremo a fare è di costruire credibilità, a partire dalle liste che presenteremo, che dovranno dare la massima garanzia di legalità agli elettori. E poi ci ripromettiamo di cambiare il partito».