A Milano e in Lombardia lavoriamo per candidature unitarie ai congressi

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Intervista di Affaritaliani.

Senatore, c'è la data per i congressi. Ora che fase inizia per il partito?
È una fase per la quale bisogna iniziare a rendere protagonisti tutti gli iscritti e pezzi di società milanese e lombarda che ci guardano. Dobbiamo iniziare il rilancio, e la ricostruzione, per la definizione di un progetto che renda concreta l'alternativa a livello nazionale e che valorizzi le esperienze amministrative che stiamo facendo.
Il modello Milano esiste ancora? In che cosa consiste?
Consiste nel fatto che qui in questi anni siamo riusciti non solo per merito del Pd a tenere insieme la politica, gli amministratori e pezzi importanti di società che abbiamo saputo coinvolgere e valorizzare. Io credo che il modello Milano sia una modalità di rapporto con le espressioni della società basato sull'ascolto. Per me il modello Milano non è necessariamente esportabile, però quando vedo che dopo la Diciotti, dopo che per una settimana nel Paese non c'è nessuna reazione di fronte a quella vicenda e invece Milano risponde in quel modo, mettendo in campo forze molto diverse ma accomunate da alcuni valori, allora mi si conferma che siamo riusciti ad evitare rotture tra società e politica che hanno prodotto altrove danni.

Risparmio sociale: più sicurezza per i soci

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Intervista pubblicata dalla rivista della Cooperativa Uniabita (file PDF).

Con la finanziaria del 2017 sono state introdotte nuove normative per il prestito sociale delle cooperative. Si tratta di novità da lei fortemente volute. Vuole spiegare ai nostri lettori in cosa consistono?
Sono state introdotte norme vincolanti per assicurare l'informazione ai soci che decidono di aderire al prestito sociale e garantire la trasparenza del suo utilizzo. Ma le norme più significative riguardano la dimensione del prestito sociale, che una cooperativa può gestire e che non può ammontare a più del 30% del valore del patrimonio detenuto dalla cooperativa stessa, e l'obbligo, a tutela dei soci, di mantenere una liquidità non inferiore a un terzo dell'intero prestito sociale raccolto dalla cooperativa. Sono norme importanti che coprono un vuoto legislativo e vanno incontro all'interesse delle cooperative e dei soci delle stesse.

Lega e M5S disegnano un Paese in cui chi comanda fa ciò che vuole

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Articolo pubblicato su Huffington Post.

In democrazia chi ha la maggioranza in Parlamento governa e chi perde fa opposizione.
Poi ci sono istituzioni che devono garantire tutti e il rispetto delle regole come la magistratura.
A questo si aggiungono autorità che devono vigilare sul funzionamento di settori importanti per il Paese, come la Consob, che per definizione devono essere terzi e autonomi.
Infine la libertà di stampa e l'informazione sono decisivi per consentire trasparenza e controllo degli atti di chi governa e, quindi, sono fondamentali per la democrazia.
Il tentativo di Lega e 5 Stelle di mettere in discussione questi principi fondamentali e l'equilibrio dei poteri è davvero evidente e preoccupante.
Disegnano un Paese in cui chi comanda fa quello che vuole e si mette in discussione con prepotenza l'indipendenza e la possibilità di operare di chi deve controllare a garanzia di tutti, soprattutto se fa scelte sgradite o dice cose non allineate (magistratura, editoria, Consob, giornalisti).
Resta la rete che con la Casaleggio e "la Bestia" di Salvini usano per costruire consenso non certo trasparenza o la libera circolazione delle idee.

Contrastare la strada indicata da Salvini che ci riporta indietro

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Articolo pubblicato su Huffington Post.

In pochi giorni i nostri governanti hanno prima attaccato la legge Mancino sostenendo che fascisti e razzisti vanno comb attuti non con le leggi ma confrontando le idee.
Poi hanno spiegato che gli omosessuali sono cittadini di serie B incapaci di essere genitori.
Hanno chiarito che, tra un pubblico ufficiale che offende e espone al pubblico ludibrio una persona di origine rom e la invita a scendere da un mezzo pubblico e la persona offesa, ha ragione e va premiato il capotreno.
Il ministro degli Interni ha spiegato di considerare una medaglia l’accusa di istigazione all’odio razziale.
Passano l’estate a sdoganare i sentimenti peggiori delle persone e a demolire conquiste civili che pensavamo acquisite per sempre.
Il “prima gli italiani” è diventato “prima gli italiani bianchi, latini e eterosessuali”.
L’informazione viene continuamente richiamata ad adeguarsi al nuovo pensiero dominante, che poi è quello vecchio, di un tempo che speravamo di aver superato.
Di fronte a tutto ciò chi reagisce viene guardato con sufficienza.