Su De Luca solo propaganda

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Intervista di Francesco Lo Dico pubblicata da Il Mattino (PDF).

Nessuno ha chiesto la convocazione di De Luca in Antimafia, e in commissione non c'è nessuna inchiesta aperta sul conto del governatore». Franco Mirabelli, capogruppo Pd in Commissione Antimafia, riannoda le fila di una giornata segnata da polemiche.
I grillini accusano il Pd di aver offerto un salvacondotto a De Luca.
«Respingo le accuse al mittente. La commissione Antimafia si è comportata come sempre. Di fronte a una richiesta delle opposizioni di aprire un’indagine, è stato votato all’unanimità il mandato alla Presidente di verificare l’esistenza di eventuali fascicoli aperti dalla Procura di Napoli».
I grillini la accusano di essere stato pavido.
«Pura propaganda. C’era la tentazione di associare il nome di De Luca all`Antimafia. Un evidente tentativo di strumentalizzare il nome del governatore in vista del referendum».

Riordino giochi: Imboccata la strada giusta

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Intervista di GiocoNews.

"Mi pare che il sottosegretario Pier Paolo Baretta sia stato chiarissimo: il Governo ha fatto proposte molto avanzate, e mi pare che la grande maggioranza delle Regioni e dei Comuni siano d'accordo, specie sul fatto di anticipare al 2017 la riduzione delle Awp, in primis nei locali generalisti". Lo sottolinea a Gioconews.it il senatore Pd Franco Mirabelli, dopo il rinvio della seduta della Conferenza unificata Stato Regioni dedicata al riordino dei giochi, in seguito al nuovo terremoto che ha colpito il centro Italia.
"La riduzione degli apparecchi, insieme all'introduzione della distinzione fra le diverse tipologie di sale, l'intervento sul valore delle giocate massime, vanno nella direzione giusta: la riduzione dell'offerta e della domanda. Secondo me ci sono tutte le condizioni perché l'accordo si faccia su questo, a meno che non si facciano altre proposte, comunque si tratta di una scelta utile, che non va piu dilazionata", afferma ancora Mirabelli.

All'Italia serve cambiare per diventare un Paese migliore

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Articolo pubblicato su HuffingtonPost

In questi anni si è sicuramente allargata la distanza tra i cittadini e la politica: è entrato in crisi il rapporto tra i cittadini e le istituzioni e anche la credibilità stessa delle istituzioni. Su questo hanno pesato la lentezza con cui si riescono a dare risposte ai cittadini, le mille complicazioni burocratiche e una politica costosa che appare lontana dai bisogni delle persone e che è spesso autoreferenziale.
Tutto ciò rischia di indebolire la qualità della nostra democrazia.
Per questo, di fronte a una vera e propria crisi delle nostre istituzioni, in questa legislatura ci siamo impegnati a riformare la seconda parte della Costituzione.
Non si tratta in alcun modo di mettere in discussione i valori e i principi che sono contenuti nella prima parte, che sono sacri e immodificabili.

Cambiare la Costituzione per ridare fiducia ai cittadini e dare forza alla democrazia

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Intervista di Campania Notizie a margine di un incontro a Casapesenna (video).

All’incontro di Casapesenna ha detto che “questa è una riforma per mantenere e rinvigorire la democrazia in Italia”.
È evidente che siamo nel pieno di una crisi del rapporto tra i cittadini e le istituzioni e della credibilità delle istituzioni. Questo impone di cambiare e di mettere le istituzioni nelle condizioni di funzionare meglio per rispondere meglio ai problemi che hanno i cittadini e a rispondere a ciò che i cittadini ci hanno detto in questi anni, cioè che la politica è inefficiente e che le istituzioni funzionano male e costano troppo o che i parlamentari sono troppi.
Con questa riforma diamo una risposta in positivo.
Cambiare la Costituzione serve a ridare fiducia ai cittadini e ridare credibilità alle istituzioni e questo vuol dire ridare forza alla democrazia.