Liste pulite, il Pd vara la task force

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Intervista di Lorenzo Iuliano per Il Mattino ed. Caserta

Liste pulite, si mobilita la commissione antimafia. L’organismo presieduto da Rosy Bindi è pronto a scegliere i Comuni più a rischio e ad approfondire le verifiche sui candidati alle prossime amministrative, anche andando oltre il codice di autoregolamentazione varato e che portò al famoso elenco di «impresentabili» alle Regionali 2015. Per evitare le stesse polemiche di allora c’è un piano che vede tra gli autori il capogruppo Pd in Antimafia, il senatore milanese Franco Mirabelli, che è anche commissario del Pd casertano. Non ci sarà Caserta nell’elenco dei centri sorvegliati speciali, come spiega Mirabelli: «In questo primo gruppo di Comuni verranno compresi quelli sciolti per infiltrazioni criminali o quelli in cui si è insediata la commissione di accesso, anche senza scioglimento». Come a Roma o come a Trentola Ducenta in provincia. Se andrà al voto, come ad oggi è previsto, questo centro sarà super attenzionato.
Ma non basta. «Stiamo studiando un’altra serie di criteri – fa sapere Mirabelli – per individuare altri Comuni in aggiunta, coinvolti in inchieste di diverso tipo, come Caserta, che investono il tema della responsabilità dei partiti». Quali contromisure si potranno prendere in questo caso è presto per dirlo, ma Mirabelli prova ad accelerare proprio in Terra di Lavoro.
Così ha promosso per il pomeriggio del 23 aprile una maxi assemblea di tutti i sindaci Pd e candidati sindaci dei centri al voto. Un evento in programma simbolicamente a Maddaloni, che non va alle urne ma è stata scossa dall’arresto del sindaco di Forza Italia, Rosa De Lucia, e dove il Pd è commissariato sotto la guida dell’eurodeputata Pina Picierno.
«Maddaloni – rimarca Mirabelli – condensa in sé l’emergenza che riguarda l’illegalità diffusa nella pubblica amministrazione, che ha portato a numerose inchieste. Partiamo da lì per far capire a tutti che si volta pagina».
Parteciperanno con Mirabelli i primi cittadini, gli aspiranti, ma anche esponenti istituzionali, come la collega senatrice Rosaria Capacchione e la Picierno.
Il vertice servirà a definire una serie di regole e a decidere anche una sorta di «road map» della legalità verso il voto: «Innanzitutto - anticipa il senatore lombardo - ci impegniamo a preparare e consegnare le liste in largo anticipo per poterle verificare e chiederemo ai nostri alleati di fare lo stesso. A quel punto applicheremo il codice di autoregolamentazione che ha proposto la commissione antimafia ai partiti l’anno scorso e che i partiti, sotto la propria responsabilità, devono applicare. Sarà anche l’occasione – aggiunge il commissario – di ampliare il dibattito alle ultime novità, come la legge sugli appalti. Ci sarà insomma materia per ragionare seriamente e concretamente sulle cose da cambiare e che possono essere cambiate».
Il codice di autoregolamentazione dell’Antimafia indica come cause ostative alla candidatura i casi previsti dalla legge Severino, aggiungendo il rinvio a giudizio per una serie di reati contro la pubblica amministrazione. Più stringente il codice etico del Pd. E il dibattito sviluppatosi nei Democrat casertani ha già portato all’annuncio dello stop agli impresentabili: «Noi abbiamo chiarito due criteri: uno politico, che è quello della discontinuità rispetto al passato e l’altro che tocca la legalità, tema rispetto al quale ci siamo posti l’obiettivo di garantire le liste con una verifica attenta, chiedendo a tutti di fare altrettanto, per poter eventualmente eliminare presenze che creano dubbi ai cittadini sul rigore delle proposte in campo». Chi farà questo lavoro? Il garante è Mirabelli, «in collaborazione - sottolinea - con la Capacchione, visto anche il nostro ruolo in Antimafia, ma abbiamo già chiesto la collaborazione delle istituzioni, a cominciare dalla prefettura. Abbiamo ottenuto piena disponibilità e siamo pronti a lavorare».

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