I diritti per le coppie con la legge sulle unioni civili

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Articolo pubblicato sul mensile Zona Nove.

Nel 1989 la Danimarca fu il primo Paese europeo a riconoscere alle coppie omosessuali diritti e doveri simili a quelli che regolano le relazioni matrimoniali. Da allora praticamente tutti i Paesi europei hanno seguito la stessa strada. Il nostro Paese era rimasto l'ultimo, se si escludono i Paesi balcanici e dell'ex Unione Sovietica, a non dare alcun riconoscimento alle migliaia di coppie omosessuali che esistono in Italia.
Il 25 febbraio il Senato dopo una lunghissima discussione ha finalmente, dopo vent'anni di tentativi, approvato una legge che dà riconoscimento giuridico alle coppie omosessuali garantendo loro gli stessi diritti e doveri previsti dal nostro codice per i coniugi, con l'esclusione delle norme che regolano le adozioni e il principio di fedeltà. Non è un matrimonio a tutti gli effetti perché la nostra Costituzione prevede che sia riservato esclusivamente a coppie eterosessuali, ma è comunque un passo avanti importantissimo nella battaglia per i diritti civili: sarà un ufficiale di Stato civile a sancire, di fronte a due testimoni, l'unione; da quel momento in poi i partner potranno assumere il cognome l'uno dell'alto; la legge parla esplicitamente di "vita familiare"; sono garantiti i doveri reciproci di assistenza e i diritti sociali, alla reversibilità della pensione e all'eredità; è codificata la procedura per la separazione e la rottura dell'Unione.
Una volta approvata alla Camera dei Deputati questa legge riporterà il nostro Paese nel gruppo dei Paesi europei su un tema tanto importante come quello dei diritti civili.
Non si è sciolto positivamente il nodo delle adozioni per le coppie omosessuali. La proposta era quella di consentire l'adozione del figlio naturale del partner, ma su questa idea si è sviluppato un dibattito, spesso ideologico, che non ha consentito di arrivare ad una conclusione. Si sono mischiate cose tra loro diverse ed è venuta meno l'attenzione al principio fondamentale a cui guardano anche le scelte della magistratura: il diritto dei bambini ad avere garantita la continuità affettiva. Il PD è impegnato ad approvare al più presto una legge sulle adozioni che risolva anche questo tema, oltre a intervenire sulle tante cose che non vanno sulle questioni dell’adozione in generale: le procedure difficili per l'adozione, l'impossibilità per le coppie di fatto anche eterosessuali di poter adottare e le garanzie per i bambini.
La legge si occupa finalmente anche delle tantissime coppie che decidono di non sposarsi ma che convivono e condividono una relazione affettiva. Si prevede, infatti, il contratto di convivenza, che regola i rapporti patrimoniali, i reciproci impegni di assistenza e consente il riconoscimento di una relazione in essere, che può essere interrotta senza particolari procedure, ma che consente per esempio di poter assistere il partner in ospedale.
In tanti in queste settimane, in cui la discussione ha tenuto le prime pagine dei giornali, si sono chiesti se ne valesse la pena, se questo Paese non avesse altri problemi da affrontare. La mia risposta è che è vero che c'è molto da fare e molto stiamo facendo per il lavoro, per i più poveri, per rendere la pubblica amministrazione più efficiente, per combattere corruzione e malaffare. Ma credo anche che un Paese sia più forte e unito, quindi più capace di affrontare le difficoltà, se sul terreno dei diritti non ci sono cittadini di serie A e cittadini di serie B, se le minoranze sono riconosciute, se vengono garantiti più e non meno diritti.
Infine, sono convinto che abbiamo fatto bene con questa legge, che la politica ha fatto ciò che deve fare.
Con questa legge cambierà in meglio, concretamente la vita di tante persone, che potranno vivere più serenamente la loro scelta di coppia, non avranno più l'angoscia di non poter visitare in ospedale il proprio partner, o di cosa possa succedere di ciò che si è costruito insieme nel momento in cui uno dei due venga a mancare o, più semplicemente potranno veder riconosciuta dallo Stato la loro esistenza come coppia, la loro scelta di vita e i diritti legati a tutto ciò.

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