Sarà il partito a decidere cosa fare

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Intervista di La Stampa (file PDF).

Franco Mirabelli, senatore PD vicino al Segretario, Renzi apre a un Governo istituzionale, Zingaretti dice no. Cosa succede nel suo partito?
«Cosa succede lo vedremo. La linea la decide il partito, i suoi organi dirigenti, il Segretario. Io sono per la discussione, per costruire l’unità. Però leggo strane fughe in avanti…».
Renzi si rivolge ai parlamentari, chiede di “decidere guardandosi negli occhi e nel cuore”…
«Io faccio il Vicepresidente del Gruppo PD al Senato: il gruppo deve certamente discutere ma è il partito che deve decidere. Non mi pare che ci possano essere scelte diverse da quelle che farà il partito, significherebbe indebolire il fronte democratico. Poi, io sono per discutere tutto: dall’inizio dico che la strategia dei pop-corn era sbagliata, si doveva avere capacità di discussione politica e di confronto. Prendo atto che ora c’è la disponibilità di tutti, ma l’esito di questo confronto credo che lo debba fare il partito».
C’è un doppio PD, quello in Parlamento dove detta ancora la linea Renzi e quello uscito dal congresso?

I morti in mare e la tesi salviniana del "se la sono cercata"

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Articolo pubblicato su Huffington Post.

È certamente un caso se nel giorno dell’approvazione del decreto sicurezza bis arriva la notizia di un naufragio nel Mediterraneo e della morte di 150 persone; tante donne e bambini, vittime dei ritardi e della mancanza di soccorsi.
È un caso ma è anche certamente la conseguenza della politica di chi ha chiuso la missione Sofia che controllava quei tratti di mare e di chi oggi con quel decreto criminalizza tutte le ONG che in questi anni hanno salvato tante vite.
È un caso ma è sparito dall’agenda il tema di come impedire che tanti disperati muoiano in mare.
Non interessa più al nostro Governo, impegnato col suo Ministro degli Interni a sostenere la tesi del “se la sono cercata” perché dovrebbero sapere che i porti sono chiusi e che non devono partire.
È un caso ma quelle morti si potevano evitare, quelle persone si potevano salvare e c’è una responsabilità diretta di chi ha deciso di sacrificarle con cinismo, rinunciando ad ogni principio di umanità se non è successo.

Mafia al nord, che dice Salvini?

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Articolo pubblicato da Democratica.

Nel Paese e nell’opinione pubblica non c’è la percezione della pericolosità delle mafie e di cosa sono le mafie oggi.
Su cosa sia oggi la criminalità organizzata al Nord sarebbe utile rileggere la Relazione conclusiva dei lavori della Commissione Parlamentare Antimafia della scorsa Legislatura: non siamo di fronte ad infiltrazioni ma in questi territori la presenza mafiosa è ormai questione nazionale.
Aggiungerei, oggi, che le mafie sono un problema internazionale e sono certo che le forze dell’ordine ma anche il nuovo Presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli, che ha grande sensibilità su questo, possano mettere in campo iniziative utili perché è chiaro che serve una legislazione europea per fronteggiare il fenomeno.
A dimostrare poi che gli insediamenti delle mafie ci sono i dati delle inchieste, i risultati delle sentenze e anche le ricerche dell’Università degli Studi di Milano, coordinate da Nando Dalla Chiesa, che dimostrano come la presenza della criminalità organizzata sia variegate e multiforme.

Due vicende che richiedono qualche riflessione

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Articolo pubblicato sul mensile Zona Nove.

Questo mese voglio affrontare due vicende che riguardano il nostro territorio e su cui credo che sia utile e necessario fare il punto insieme a qualche riflessione.

La prima questione riguarda il Seveso, che è tornato ad esondare creando non pochi problemi in particolare a chi vive nelle zone allagate, ma più in generale alla mobilità e alla viabilità.
Il giorno dopo l’esondazione, ho letto molti commenti che raccontano di una inerzia che dura da decenni e di una incapacità delle istituzioni di affrontare il problema.
Io penso che non sia così e che questa lettura rischi di nascondere le reali responsabilità su questa vicenda, a partire dai livelli di inquinamento del torrente, il cui stato preoccupante e pericoloso è determinato dagli scarichi delle aziende che nessuno controlla.
Il piano varato dallo scorso Governo ha consentito di ultimare le reti fognarie dei Comuni per impedire che gli scarichi civili vadano a sporcare le acque del Seveso ma ora è necessario che Regione Lombardia ed Arpa intervengano per censire ed impedire anche i versamenti altamente inquinanti delle aziende.