PD contro M5S, scontro in Commissione Antimafia

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Articolo pubblicato da La Gazzetta di Reggio (file PDF).

«È inopportuno che il vicepresidente della Commissione, senza nessuna ragione che riguardi il nostro mandato e senza nessuna inchiesta della magistratura, elenchi un numero di persone che andrebbero udite solo sulla base di informazioni giornalistiche. Il nostro ruolo non è quello di mettere alla berlina le persone». È scontro all'interno della commissione parlamentare antimafia dopo le parole del vicepresidente Luigi Gaetti, senatore M5s, che ha polemizzato sulla decisione dell'ufficio di presidenza della Commissione di non organizzare una nuova riunione qui a Reggio per parlare del caso Sergio, puntando il dito contro la maggioranza Pd.
Accuse alle quali arriva ora la replica del senatore Franco Mirabelli, capogruppo Pd nella stessa commissione, secondo il quale l'esponente M5s «solleva un polverone solo per una ripicca politica relativa al caso Quarto: non si può permettere che la commissione parlamentare antimafia venga usata in maniera così strumentale».
Secondo Mirabelli, «è dall'inizio dell'inchiesta Aemilia che Gaetti tira in ballo il nome di Delrio, sempre e solo con intenti strumentali». L'ufficio di presidenza della Commissione ha motivato la decisione di non tornare a Reggio come conseguenza del fatto che non ci sono novità dal punto di vista delle inchieste della magistratura. Ma la commissione chiederà comunque una relazione alla Procura di Reggio, alla Dda e al prefetto.

Intervista a Zona 9: casa, sanità, expo

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Gli impegni alla ripresa dell'attività in Regione: CASA, SANITA', EXPO'
  • Franco Mirabelli conclusa la pausa estiva ci si ributta sui problemi pesanti della nostra città. Ed uno dei più importanti è la questione dell’edilizia popolare. Facciamo un breve sunto di quanto esposto nel numero di luglio.
La legge sui canoni ha prodotto un aumento consistente degli affitti per tante famiglie. L’aumento medio è stato del 40 per cento nelle case Aler in cui gli aumenti sono gia’ stati applicati. A fronte degli aumenti che gravano su famiglie già fortemente penalizzate dall’aumento del costo della vita non ci sono soluzioni  per far fronte ai gravi problemi di degrado e di sicurezza  che si vivono nelle case popolari. Accanto a ciò, l’introduzione del principio della decadenza con il conseguente allontanamento delle famiglie del ceto medio dalle case popolari, ha spaventato tante famiglie e rischia di trasformare i quartieri popolari ancora di più in veri e propri luoghi di emarginazione. Sulla base di queste considerazioni e per discutere complessivamente delle politiche regionali sulla casa, il PD ha chiesto e ottenuto un consiglio straordinario sulla casa che si è svolto il 25 giugno. In quella sede, grazie anche alla mobilitazione dei sindaci e dei sindacati siamo riusciti ad ottenere l’impegno del consiglio a rivedere i canoni e la decadenza. Purtroppo nel frattempo non abbiamo ottenuto la sospensione degli effetti della legge. Un primo risultato però l’abbiamo già prodotto: a seguito dell’approvazione di un nostro ordine del giorno i soldi che le Aler non dovranno più destinare al pagamento dell’ici, saranno destinati a aumentare il fondo sociale e al funzionamento degli ascensori e all’abbattimento delle barriere architettoniche.

Le candidature della società civile non si devono sottomettere alle Primarie

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Intervento di Mirabelli (Pd) ad Affaritaliani.it: "Le candidature della società civile non si devono sottomettere alle Primarie"
di Fabio Massa

Franco Mirabelli, consigliere regionale del Pd, ex coordinatore della mozione Franceschini in Lombardia, sceglie Affaritaliani.it per intervenire nel dibattito sulle prossime Comunali: "Io credo che dobbiamo allargare il centrosinistra alle proposte della società civile. Livia Pomodoro? Non si può pensare che possa sottomettersi alle Primarie"

Franco Mirabelli, partiamo dalla vexata quaestio: primarie sì o primarie no?
La questione non è così riduttiva. L'ho detto in tempi non sospetti: dipende dalla scelta politica che si vuole fare. Io penso che dobbiamo dare la disponibilità a sostenere una proposta che non viene dalla politica.

In che senso?
Penso alle esperienze che si stanno muovendo nella città. Non è che possiamo imporre a quelle esperienze le regole che invece devono governare la coalizione di centrosinistra.

Il tesoro del Policlinico la Regione convoca Cesana

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Repubblica — 21 maggio 2010   pagina 8   sezione: MILANO
«SULL'AFFAIRE Policlinico c' è grande confusione e troppi fraintendimenti dei ruoli e delle funzioni». La denuncia è dell' assessore regionale alla Sanità, Luciano Bresciani, che per martedì ha convocato nel suo ufficio Giancarlo Cesana, il presidente della Fondazione Policlinico e Carlo Lucchina, il direttore generale della sanità. «Come ho già detto il gioco è fermo e si riparte da zero» spiega l' assessore che vuole fare chiarezza sull' ipotesi di coinvolgere Infrastrutture Lombarde nella gestione del patrimonio della Fondazione, stimato un miliardo e mezzo di euro.