Il PD sospende il sindaco di Piedimonte Matese

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"In seguito all'inchiesta coordinata dalla procura di Santa Maria Capua Vetere per presunti illeciti negli appalti per la gestione dei rifiuti, la commissione nazionale di Garanzia, applicando le norme previste dal proprio regolamento, ha disposto la sospensione del sindaco di Piedimonte Matese, Vincenzo Cappello, che figura tra i destinatari delle misure cautelari. Una decisione opportuna e necessaria, vista la gravità dei reati ipotizzati, a tutela del Partito democratico e per consentire allo stesso Cappello di potersi difendere serenamente dalle accuse che gli vengono mosse". Lo affermano in una nota congiunta il segretario regionale del Pd, Assunta Tartaglione, e il commissario provinciale del Pd di Caserta, Franco Mirabelli. "Portiamo avanti con fermezza la nostra battaglia per la legalità - aggiungono Tartaglione e Mirabelli - e non vogliamo che ci siano ombre o sospetti. Ribadiamo la fiducia nell'operato della magistratura, auspicando che eventuali responsabilità vengano accertate nel più breve tempo possibile. A Cappello, infine, auguriamo di dimostrare la propria estraneità ai fatti contestati".

Giochi: non si capisce perché le Regioni non accettino l'accordo

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"E' giusto aspettare l'esito della Conferenza Stato-Regioni, è evidente che si sta lavorando su alcune proposte del governo che sono molto forti e che - nel caso venissero accettate - condizionerebbero qualunque ipotesi di lavoro". Il senatore del Pd Franco Mirabelli, firmatario del disegno di legge sul riordino complessivo del settore dei giochi, spiega al VELINO che sul fronte parlamentare in materia di gaming per ora "è tutto fermo", incluse le audizioni che sarebbero dovute partire in commissione Finanze di Palazzo Madama sul suo ddl. Se in conferenza Unificata "ci fosse una proposta più complessiva" potrebbe essere recepita in un decreto come d'altronde prevedeva l'ultima legge di Stabilità. Al coordinatore degli assessori finanziari Massimo Garavaglia che aveva ipotizzato che fino al referendum non si arriverà a un'intesa, Mirabelli replica: "Non capisco cosa c'entri il referendum. Garavaglia spieghi ai lombardi qual è la ragione per cui si dovrebbe aspettare e non prendere in esame una proposta che ridurrebbe in maniera sensibile l'offerta di gioco e l'accessibilità dei minori e dei soggetti deboli all'azzardo, se si potesse - e si può - fare subito".

Riduzione del gioco privilegiando l’offerta nelle sale dedicate

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Articolo pubblicato da PressGiochi.

“Dalla conferenza Unificata usciranno delle proposte che saranno determinanti nella gestione del problema del gioco patologico e per il futuro del comparto del gioco pubblico. Ritengo possa esserci una condivisione forte tra Regioni e Governo sulla necessità di diminuire l’offerta e la domanda di gioco complessivamente sul territorio”. Lo ha dichiarato a PressGiochi il senatore del Pd Franco Mirabelli commentando i temi affrontati nel convegno dal titolo ‘Gioco e Territorio’ che si è tenuto oggi a Perugia.
“Occorre tradurre questo principio – ha spiegato il senatore – nei fatti anche se già con la legge di Stabilità 2016 si è fatto un passo in avanti prevedendo una riduzione significativa della presenza di giochi nei locali pubblici. Bisogna verificare se uno dei punti di accordo con gli Enti locali può essere legato alla possibilità di una ulteriore e complessiva riduzione del gioco nel locali privilegiando l’offerta in luoghi più controllati e dedicati come sono le gaming hall.

Criminalità e politica ad Anzio

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Articolo pubblicato da Il Messaggero.

“Ci sono tutte le ragioni per chiedere la commissione d’accesso ma è un compito che spetta alla Prefettura e solleciteremo un intervento in tal senso” – lo ha detto il senatore Franco Mirabelli, capogruppo Pd in commissione antimafia, concludendo l’incontro “Legalità e territorio” che si è svolto ieri a Villa Sarsina, sede del Comune di Anzio.
Non sarà presentata una interrogazione (in tal senso ce n’è stata una di Sel nei giorni scorsi) ma verrà sottoposta la gravità della situazione direttamente al rappresentante del Governo: “La commissione d’accesso non è strumento di lotta politica ma qui ci sono tutti gli elementi perché venga insediata. Una cosa è certa: è colpevole negare presenze mafiose quando ci sono inchieste e sentenze”.