Sul riordino giochi, intesa vicina

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Una discussione spesso ideologica quella sul gioco, senza tener conto di quello che davvero si dovrebbe fare. Così il senatore Franco Mirabelli in un intervento ieri a Milano per la presentazione del libro Giocati dall’azzardo di Maria Cristina Perilli.
“Questo è il Paese dove Tremonti ha fatto una scelta, che si fondava su due principi: legalizzare il gioco d’azzardo, moltiplicare i punti giochi, portare le slot nei locali pubblici per combattere l’illegalità e dall’altra aumentare le entrate dello Stato utilizzando uno strumento discutibile dal punto di vista etico.
Il primo si è rivelato un assunto sbagliato. Oggi pensiamo di correggerla riducendo il numero degli apparecchi .
Siamo di fronte ad un sistema incontrollato, non ci sono regole, almeno fino alla Finanziaria dello scorso anno. In questo frangente i Comuni hanno svolto un ruolo importante, insieme alla Regione. Un sistema che anche dal punto di vista industriale non funziona. Il nostro obiettivo è ridurre l’offerta. Lo stiamo facendo attraverso le norme introdotte con la Finanziaria 2016.

Novità in arrivo su riordino giochi

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Sintesi dell'intervento alla presentazione del libro "Giocati dall'Azzardo" a cura di Press Giochi.

“Ho visto in anteprima il documento che la settimana prossima il sottosegretario Pier Paolo Baretta porterà in Conferenza Unificata e ci sono elementi di novità rispetto alle proposte che conosciamo oggi”. Lo dichiara Franco Mirabelli, senatore del Pd e firmatario del ddl sul riordino dei giochi pubblici, parlando degli interventi proposti in Conferenza Unificata nel testo che verrà presentato dal Governo per l’accordo conclusivo.
“Voglio ricordare – dichiara Mirabelli – che sulla questione giochi, il ministro Tremonti fece una scelta che si basava fondamentalmente su tre principi, primo fra tutti la legalizzazione del gioco d’azzardo attraverso la moltiplicazione dei punti di gioco, uscendo dagli spazi dedicati e distribuendo le slot in particolare nei locali generalisti con lo scopo di combattere l’illegalità e la criminalità organizzata. Questo però non è successo perché la mafia è riuscita comunque a trovare i propri spazi in questo settore anche ai fini del riciclaggio del denaro.

Giochi: in manovra per ora nulla

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Per ora non è ancora chiaro se la manovra anticipata da Renzi farà conto o meno del settore del gaming come fonte di entrata. “Bisogna vedere il testo”, per Franco Mirabelli, membro della commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere. “Per ora – spiega al VELINO il senatore Pd - ci sono delle anticipazioni ma non c’è sicuramente tutto. Credo tuttavia credibile che non ci sia nulla in questo momento anche perché si sta aspettando la Conferenza Stato regioni per capire se c’è un accordo che possa essere recepito dalla Stabilità”.
Secondo l’autore del Ddl che dovrebbe portare a un riordino del settore del gioco d’azzardo in Italia, “già con la Stabilita dello scorso anno abbiamo dimostrato come il governo abbia chiaro che si può ridurre l’apporto delle entrate dello Stato dai giochi. Occorre continuare su questa strada”. Ma nel caso in cui si dovesse dare attuazione alla riduzione delle slot, si procederebbe in maniera orizzontale – togliendo un determinato numero di slot per ogni punto gioco – o in maniera verticale? “Non c’è ancora un decreto attuativo in tal senso”, risponde il senatore Pd. “Lo discuteremo al momento giusto. Per ora io conto riuscire ad ridurre ulteriormente il numero delle awp nei locali pubblici, poi vedremo con quale criterio andremo a diminuirle”.

Nuove regole per iscriversi al Partito Democratico in provincia di Caserta

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Articolo di Lorenzo Iuliano pubblicato da Il Mattino (file PDF).

Tesseramento, nuove regole in casa Pd. Cambiano tempi e modalità per iscriversi al partito in provincia di Caserta. Va in archivio il lavoro dei due commissari romani, Riccardo Tramontana e Donato Riserbato, che ha comunque lasciato aperti diversi casi sul territorio. «Per il nuovo tesseramento non saranno valide le regole del 2015», annuncia il commissario provinciale Franco Mirabelli, che tenta così di giocare la carta di un ritorno alla normalità anche in Terra di Lavoro. Non viene annullato l’impegno profuso dai due inviati di Roma, che hanno agito d’intesa con una commissione formata da rappresentanti di tutte le varie anime Dem. «Ne facciamo tesoro, da lì si riparte, ma abbiamo anche visto che si sono create difficoltà che puntiamo a risolvere», spiega il senatore milanese. Il suo piano l’ha già illustrato ai segretari di circolo nel corso di una riunione nei giorni scorsi. L’obiettivo è evitare i paradossi finora registrati, con amministratori, dirigenti e iscritti di lungo corso che non hanno potuto tesserarsi, visto che si era scelto di concentrare le operazioni in pochissimi giorni e poi basta.