Regolamentazione del settore dei giochi

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“Il tema è molto delicato. Il rapporto tra lo Stato e il gioco con vincite in denaro è il seguente: in Italia si può giocare solo se lo Stato concede la concessione, chiamata riserva statale. In questi anni abbiamo introdotto delle norme che si sono susseguite senza coerenza, che hanno portato all’esplosione della domanda e dell’offerta del gioco”. Le parole del senatore del Pd Franco Mirabelli in cattedra all’IIS Montale di Cinisello Balsamo (MI) per discutere con gli studenti della regolamentazione del settore dei giochi.
“Il punto di svolta risale al 2002 quando lo Stato ha deciso di legalizzare le slot nei locali pubblici. Si è guardato per diversi anni al gioco come opportunità per lo Stato di fare cassa, questo ha condotto alla moltiplicazione dell’offerta. Su questo bisogna tornare indietro. Il lavoro che sta facendo il Governo sul riordino del settore va proprio in questa direzione. In questi anni, i comuni hanno svolto il ruolo di supplenti, cercando di circoscrivere gli orari di accensione delle slot. Tutto questo, tuttavia, avviene in un clima di continue battaglie legali. Serve un riordino, lo Stato non può far finta che non ci sia un’eccessiva diffusione del gioco nel nostro Paese. L’obiettivo è ridurre l’offerta e la domanda di gioco. Ridurre la domanda significa avviare campagne di informazione e intervenire pesantemente sulla pubblicità”, continua Mirabelli.

I nostri candidati sono in grado di unire

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In vista delle prossime elezioni amministrative che coinvolgeranno nel Casertano numerosi comuni, alcuni dei quali commissariati dopo vicende giudiziarie che hanno colpito i sindaci, come Piedimonte Matese e Maddaloni, il commissario provinciale del Pd Franco Mirabelli - commissario anche a Piedimonte - interviene per porre dei paletti alle candidature, esprimendo la sua netta preferenza per la strada delle primarie. "Alle prossime elezioni comunali - afferma - il Pd presenterà nel Casertano candidati propri o di area in grado di rappresentare e unire il centrosinistra. Serve che i candidati che il Pd sosterrà uniscano prima di tutto gli iscritti e gli elettori del partito e, per questo, servono percorsi trasparenti che coinvolgano tutti. Fughe in avanti non servono anzi rischiano di indebolire le candidature".
Mirabelli parla poi dei casi concreti. "A Maddaloni - spiega - le primarie hanno già portato alla scelta di Peppe Razzano. A Piedimonte abbiamo registrato con soddisfazione la disponibilità del dottor Civitillo ma su tutto ciò si dovrà esprimere l'assemblea del Pd di Piedimonte e, in presenza di altre disponibilità andrà valutata l'opportunità di fare elezioni primarie".

Coordinamento nazionale della mozione Renzi

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Questi i nomi, secondo quanto si apprende, del coordinamento nazionale della mozione Renzi: Lorenzo Guerini (coordinatore nazionale), Alessandro Giovannelli (responsabile organizzativo), Michele Anzaldi (responsabile ufficio comunicazione), Lorenzo Anichini (tesoriere), Matteo Richetti (portavoce). Inoltre nel coordinamento entrano Franco Mirabelli, Matteo Mauri, Francesco Verducci, Valter Verini, Anna Ascani, Tommaso Nannicini, Alessia Rotta, Gennaro Migliore, Stefania Covello, Marcello Pittella, Angelica Saggese, Teresa Bellanova, Pina Picierno, Simona Bonafé, Chiara Gribaudo.

Sospesi Pepe e De Rosa dal PD casertano

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Articolo di Lorenzo Iuliano per Il Mattino edizione Caserta.

Il PD casertano ieri ha subito sospeso Fabrizio Pepe e Lello De Rosa, gli unici coinvolti dell’operazione “The Queen” iscritti al Partito Democratico. Immediata la reazione del Commissario Provinciale Franco Mirabelli, che spiega: «Va sottolineata l’importanza del lavoro fatto dai magistrati che, al di là delle singole responsabilità, stanno smontando un sistema corruttivo che le diverse inchieste dimostrano essere molto diffuso nel casertano. Adesso la politica deve fare fino in fondo la sua parte per rinnovare persone e pratiche anche amministrative, per garantire trasparenza e un lavoro che guardi sempre e solo agli interessi dei cittadini».
Mirabelli ragiona: «Mi colpisce l’estensione del sistema che vede coinvolte politica, imprenditoria e professioni. Non è una cosa nuova ma svela una profondità del problema che deve far riflettere. Noi siamo già al lavoro per cambiare la logica delle scelte, puntando sia nelle amministrazioni che negli enti su persone che possano garantire discontinuità rispetto al passato. Tutta la politica deve fare questo: è un problema comune che riguarda tutto il Paese, oltre che la provincia di Caserta. Occorre recuperare credibilità, altrimenti è la nostra democrazia a soffrire».